Forlì: approvato aumento di capitale Hera, ma nessuno sa il perchè

Forlì: approvato aumento di capitale Hera, ma nessuno sa il perchè

In un recente Consiglio comunale il solo P.D. ha approvato (con voto contrario di tutte le forze di opposizione, nonché dell'Italia dei Valori, pur parte della maggioranza), una importante delibera di aumento del capitale sociale di Hera, a servizio della conversione di un prestito obbligazionario per l'importo di 140 milioni di euro. Perché il P.D.L. si è espresso in modo assolutamente contrario?

 

Le ragioni sono sostanzialmente due e ci preme molto farle conoscere ai cittadini perché gli "affari" di Hera sono soprattutto problemi degli utenti, ed il P.D. pare scordarsene sempre.

La prima ragione riguarda il fatto che, quando il Consiglio comunale viene chiamato a votare, le decisioni sono già state assunte dal Consiglio di Amministrazione di Hera molto tempo prima e i "poveri cristi" dei Consiglieri comunali sono costretti a votare decisioni già impacchettate al 100%, senza la possibilità di modificare neanche una virgola e di capire i motivi delle scelte impacchettate.

 

Il Consiglio di Amministrazione di Hera già il 10 novembre 2010 aveva deliberato l'emissione del prestito obbligazionario di 140 milioni, subordinatamente all'approvazione "successiva" di un aumento del capitale sociale da parte dei soci.

Il Consiglio comunale di Forlì ha approvato tale operazione il 24 gennaio 2011, senza che siano stati spiegati gli indirizzi e le linee del Piano industriale di Hera; tali indirizzi sono invece diritto ed obbligo dei Consigli comunali. Il rafforzamento patrimoniale di Hera servirà forse ad acquisire nuove società ma di questo parlano solo i giornali ma noi Consiglieri (ma neanche i nostri Sindaci) ne sappiano niente.

Il potere totale è ormai nelle mani di Hera, anche quello che dovrebbe appartenere ai Sindaci ed ai Consigli.

 

La seconda ragione del voto contrario del P.D.L., riguarda le conseguenze dell'operazione sulle azioni detenute dal Comune di Forlì.

Aumentando il numero delle azioni sottoposte al blocco, le attuali azioni libere del Comune, già fissate in 480.462, vengono bloccate per 242,551: le azioni libere sarebbero invece preziose per esigenze straordinarie di bilancio ed andrebbero tutte preservate.

 

E' vero che anche Cesena, Ravenna e Ferrara hanno ricevuto un blocco del 50% ma ad esempio Cesena aveva 1.515.258 azioni libere, Ferrara 5.012,960, Ravenna 19.623,189 ecc.: gli altri Comuni avevano punti di partenza assai più vantaggiosi.

Forlì subisce un danno e ciò dimostra che Forlì da tempo è imprevidente o conta poco o nulla nelle scelte di Hera. Il Sindaco ha dichiarato in Consiglio comunale che, se il Comune avesse bisogno di utilizzare tali azioni libere, c'è un impegno di altri soci pubblici ad autorizzare tale scelta. Ma il Sindaco avrebbe fatto bene a non accettare le condizioni che venivano imposte. Quanto accaduto dimostra la debolezza e la sudditanza di Forlì verso Hera e verso il Patto di Sindacato.

 

Vanda Burnacci

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Consigliere comunale P.D.L. Forlì

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