Forlì, asili e posti. Burnacci (Pdl): "i costi dei nidi privato-sociali"

Forlì, asili e posti. Burnacci (Pdl): "i costi dei nidi privato-sociali"

Oggi l'organizzazione della famiglia, che è la sede centrale degli affetti e delle cure, ha bisogno, anche se si avvale della preziosa collaborazione dei nonni, di avere una rete di nidi, anche dislocati sul territorio, in cui i genitori abbiano la sicurezza di trovare alta qualità dell'educazione.

 

Se non fossero scoraggiati dalle liste d'attesa, i Forlivesi chiederebbero il servizio dei nidi anche assai più numerosi di oggi. L'Assessore Lega ascrive al Comune i meriti dei maggiori posti nei nidi: noi consideriamo invece che il principale merito andrebbe rovesciato. Al primo posto occorre mettere il grande ruolo che oggi giocano i soggetti privato-sociali, dalle tradizionali scuole autonome ad altri, apparsi da poco sulla scena. Le scuole autonome e cooperative oggi garantiscono 200 posti delle sezioni primavera (per i bambini dai 24 ai 36 mesi), 81 posti (dai 3 ai 36 mesi) e altri 80 posti (dai 12 ai 36 mesi), per un totale di 361 bambini. Il Comune sostiene con una Convenzione di 820 euro annui (per bambino) 200 posti di sezioni-primavera, per un totale di 164.000 euro; sostiene inoltre 80 posti di nido (12-36 mesi) con una Convenzione di 2.500 euro per bambino, per un totale di 200.000 euro. Per i 361 posti complessivi garantiti dal «sistema privato-sociale», il Comune spende totalmente 364.000 euro in Convenzioni.

 

Ma i gestori privato-sociali potrebbero offrire più posti: nel 2008-09 il Comune ha detto no a 27 posti che potevano essere garantiti; nel 2009-10 dirà no a 75 posti.

Gli 80 posti oggi convenzionati potrebbero essere in verità 155. E' persino successo che a due scuole oggi il Comune convenzioni solo la metà dei posti di due anni fa. Il Comune risponde no, ma non per la qualità formativa dei nidi privato-sociali, che è comprovata e verificata e che tutti oggi danno "alla pari" rispetto alle strutture comunali. Il Comune sostiene invece che mancano i soldi. Quei 364.000 euro che il Comune spende per le convenzioni con i gestori privato-sociali sono netti; non c'è nessun costo aggiuntivo per investimenti, locali, arredi, manutenzione ordinaria e straordinaria. Ma il Comune quanto spende per i suoi nidi, in gestione diretta o in concessione?

 

Il Comune gestisce oggi direttamente 510 posti e ne ha dati in concessione altri 136, per un totale di 646 posti rispetto ai 361 dei gestori privati.

Per 646 posti, il Comune ha speso, a consuntivo 2008, in conto corrente, 4.918.654 euro, cui si devono aggiungere i costi in conto capitale per costruire i locali, per le manutenzioni, gli arredi e per pagare i mutui con le quote di ammortamento. Certo, il Comune riceve anche bambini dai 3 agli undici mesi; ma anche a conteggiare con larghezza a favore del Comune, la spesa comunale è 8 volte superiore, a cui occorre sommare l'elevatissimo conto capitale, che è denaro prezioso come quello corrente: un vero tallone d'Achille!

 

C'è poi un'altra verità da ristabilire. Il centro-sinistra sostiene che i posti di nido dati in concessione ad Acquarello costano al Comune poco più dei posti privato-sociali: è assurdo perché il concessionario, per quei 136 posti, ha il vantaggio di non avere costi di investimento iniziale, di manutenzione straordinaria, di arredi e strutture; in più ha il forte vantaggio di potere gestire a rapporto privato 41 posti, usando i locali comunali che, nuovi o in buono stato, hanno bisogno di pochissima manutenzione ordinaria. Quanto costerebbe all'Acquarello la proprietà o l'affitto di locali per 41 posti privati? Per concludere, io, a voce alta, sostengo che lo sviluppo dei gestori privato-sociali è veramente un risultato eccezionale. Sono essi i veri protagonisti!

Questa realtà è un enorme potenziale che potrebbe crescere e permetterebbe a Forlì di diventare la «città dei nidi».

 

E' un potenziale di grande qualità e di enorme risparmio che la Giunta Masini avrebbe dovuto far lievitare, alla luce del sole, in base al principio della sussidiarietà, per il quale l'Ente pubblico interviene solo quando il privato non agisce per primo. Sui 27 posti nel 2008-2009 e sui 75 del 2009-10 è scesa una mannaia.

 

Non si tratta solo di una mannaia contro i bisogni delle famiglie. Il gelo è sceso sulle potenzialità di espansione e sviluppo dei soggetti privato-sociali, che oggi si interrogheranno se valga o no la pena di impegnare tante energie su un'attività che la maggioranza del  Comune dovrebbe incoraggiare, sostenere, ampliare e che ha invece bruscamente fermato.

 

Vanda Burnacci

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Consigliere comunale Pdl Forlì

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Sam
    Sam

    Alla base di tutto questo ragionamento però manca un elemento chiave: PERCHE' PARLARE DI NIDI PRIVATI SE VENGONO SOSTENUTI DAI FINANZIAMENTI PUBBLICI?

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