Forlì, aspiranti top-manager inglesi in visita al "Morgagni-Pierantoni"

Forlì, aspiranti top-manager inglesi in visita al "Morgagni-Pierantoni"

FORLI' - L'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì si conferma un modello internazionalmente riconosciuto di innovazione organizzativa e gestionale. Dopo l'esperienza di luglio, giovedì 10 settembre una nuova delegazione di 13 professionisti inglesi di diverse aree (direzione medica, direzione infermieristica, gestione logistica e operativa, gestione amministrativa e delle risorse umane, ecc.) ha visitato il presidio forlivese nell'ambito di un corso di alta formazione per entrare nel top-management di ospedali e strutture sanitarie britanniche, pubbliche e private. Ancora una volta, dunque, il Cergas (Centro di ricerche sulla Gestione dell'Assistenza Sanitaria Sociale) dell'Università Bocconi di Milano - che in partnership con la Strategic Health Authority del Sud West del National Health System inglese cura study tour in Italia per la crescita manageriale dei quadri e delle aziende sanitarie inglesi - ha scelto Forlì come esempio di realtà italiana all'avanguardia da far conoscere all'estero.

 

«Abbiamo voluto mostrare ai nostri ospiti due centri d'eccellenza, uno nel settore privato accreditato, l'altro in quello pubblico - illustrano Isabella Giusepi e Stefano Tasselli, organizzatori del corso - nel primo caso abbiamo scelto l'Humanitas di Milano, nel secondo il "Morgagni-Pierantoni" di Forlì. Per altro, a nostro avviso, si tratta delle punte di diamante dei nostri modelli sanitari più innovativi: quello lombardo da una parte, quello emiliano-romagnolo dall'altra». Proprio l'innovazione, infatti, è il filo conduttore del corso, declinata dal punto di vista del modello manageriale, delle tecnologie implementate, dei rapporti fra manager e professionisti medici, della logistica e sicurezza del paziente, nonché dell'integrazione del management sanitario con la comunità di riferimento. «Il sistema di distribuzione del farmaco in dose unitaria, il modello d'assistenza per intensità di cura, l'utilizzo di codice a barre in diversi settori per garantire la tracciabilità e dunque la sicurezza del paziente, sono tutti elementi che fanno di Forlì una realtà unica nel suo genere e un esempio anche all'estero - spiegano i due ricercatori del Cergas dell'Università Bocconi - d'altronde, i manager inglesi sono interessati solo agli aspetti più innovativi, così da esportarli nel loro sistema». Dopo gli anni in cui erano i dirigenti dell'Ausl di Forlì a cercare oltre confine spunti per costruire il nuovo ospedale secondo i più avanzati modelli esistenti a livello internazionale, ora è il "Morgagni-Pierantoni" a fare scuola.

 

«E' un caso di osmosi feconda - commenta Isabella Giusepi - la nostra idea, come Cergas, è che il sistema sanitario italiano sia dotato di centri d'eccellenza tali da assurgere a punto di riferimento per gli altri paesi. L'ospedale di Forlì è uno di questi e, a giudicare dall'interesse dei manager inglese, sarebbe utile diffondere anche in Italia lo studio di tali best practise».

 

Ad accogliere la delegazione inglese al nuovo padiglione "Morgagni-Pierantoni" è stato l'assessore comunale a Cultura, Politiche europee, Relazioni Internazionali, Patrick Leech, che ha fatto gli onori di casa. Dopo le spiegazioni teoriche, gli ospiti britannici hanno poi potuto toccare con mano quanto illustrato nelle relazioni tenute dai professionisti, visitando sala operatoria, sala endoscopica, sistema monodose, farmacia e distribuzione automatica delle divise.

 

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