Forlì, associazioni culturali in rivolta contro la Provincia: "Tagli ingiustificati"

Forlì, associazioni culturali in rivolta contro la Provincia: "Tagli ingiustificati"

Forlì, associazioni culturali in rivolta contro la Provincia: "Tagli ingiustificati"

FORLI' - "In barba all'accordo triennale deliberato in sede regionale e nonostante la Regione Emilia-Romagna abbia mantenuto fermi i propri impegni, la Provincia di Forlì-Cesena ha deciso di intervenire con tagli pesantissimi sulla cultura": è l'affondo di un comunicato firmato da otto soggetti impegnati nella cultura forlivese. "Non ne è stata data informazione ufficiale neppure ai diretti interessati", dicono.

 

"Nonostante tali decisioni siano state formalizzate già nel mese di dicembre 2010, in sede di approvazione del bilancio previsionale 2011, non è stata data informazione". La protesta viene dalle associazioni culturali Aidoru, Associazione Culturale Area sismica, Associazione culturale Città di Ebla, Dire Fare s.a.s., Dipartimento di studi interdisciplinari su traduzione, lingue e culture - Università di Forlì, Masque Teatro associazione culturale Puravida Soc. Coop.- Diagonal loft Club, Teatro Valdoca s.n.c.

 

Ad opera di tali decurtazioni l'ammontare delle risorse messe a disposizione delle attività culturali sulla Legge Regionale 13/1999 passa da 95.000 euro a 27.000 euro. "Cifre queste confermate ufficiosamente nel corso di colloqui telefonici intercorsi tra diversi soggetti beneficiari e responsabili sia provinciali sia regionali", dicono le associazioni.

 

"Queste decisioni hanno ovviamente una gravità inaudita per i seguenti principali motivi: non avere informato le realtà beneficiarie dell'accordo significa mettere in discussione l'intero bilancio

preventivo dell'attività, preventivo la cui data di scadenza è prevista per il 31 gennaio 2011, queste decisioni, senza nessuna comunicazione ufficiale, intervengono alla fine di una triennalità e quindi

compromettono seriamente realtà a cui la legge stessa chiede un preventivo di massima triennale già dal primo anno" .

 

Infine "disattendendo improvvisamente gli accordi presi nel 2009 con la Regione Emilia-Romagna ed avendo apportato tagli ingentissimi, i beneficiari si vedono improvvisamente costretti ad annullare eventi già confermati o a ridimensionare intere progettualità in stato di avanzata definizione, rischiando di compromettere l'esistenza stessa di alcune delle realtà in questione".

 

Quindi il giudizio: "La sistematica ed ormai inarrestabile modalità di ritenere la cultura ed i suoi meritevoli soggetti operanti sul territorio come un bene accessorio ed a cui si può rinunciare con facilità. L'importanza di comprendere che per realtà che poggiano la loro operatività su tanto lavoro volontario svolto con grande dedizione un taglio anche di alcune migliaia di euro ha un effetto moltiplicatore di ben diversa portata, proprio per la grande efficienza con cui queste risorse vengono impiegate"

 

"Se il nostro territorio è sempre stato preso da esempio nel resto d'Italia come grande e prolifico distretto culturale (si è parlato per decenni di Romagna Felix), occorre qui mettere in rilievo la ricaduta nazionale e internazionale dei progetti provinciali oltre naturalmente la importanza della sperimentazione culturale e l'innovazione scientifica che questa capacità progettuale ha comportato e questo grazie anche a impianti di legge seri e ben costruiti come la Legge Regionale 13 del 1999".

 

"Consideriamo inqualificabile l'atteggiamento della Provincia che, nonostante la Regione abbia già deciso di rispettare pienamente gli accordi intrapresi, sottraendosi a tale impegno in maniera significativa, crea un precedente pericoloso ed ancor più grave essendo unica provincia dell'intera regione ad aver intrapreso simili strade, aprendo certamente squarci che lasciano intravedere più cupi e inquietanti scenari".

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