Forlì, Ausl e Università formano sulla comunicazione

Forlì, Ausl e Università formano sulla comunicazione

Forlì, Ausl e Università formano sulla comunicazione

FORLI' - Presentato ufficialmente mercoledì mattina, nella sala ex Consiglio della Provincia di Forlì-Cesena, la seconda edizione del corso universitario di alta formazione "Informazione e Comunicazione dei Servizi Pubblici", organizzato dalla facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli" dell'Università di Bologna (Polo scientifico-didattico di Forlì), in collaborazione con l'Azienda Ausl di Forlì e Ser.In.Ar Forlì-Cesena.

 

A illustrare contenuti e obiettivi dell'iniziativa, sono intervenuti Guglielmo Russo, Vice-presidente della Provincia di Forlì-Cesena; John Patrick Leech, Assessore alla Cultura del Comune di Forlì;Maria Grazia Stagni, Direttore sanitario dell'Ausl di Forlì; Cristian Vaccari, Direttore del corso di alta formazione in "Informazione e comunicazione dei servizi pubblici".

 

"L'organizzazione della conferenza stampa di presentazione prima in Comune poi in Provincia testimonia l'attenzione rivolta dalle istituzioni a quest'evento - sottolinea Russo - Quello di alta formazione universitaria in "Informazione e comunicazione dei servizi pubblici", infatti, non è un semplice corso ma un laboratorio che si caratterizza per lo spessore del percorso e dei contenuti proposti. Inoltre, l'iniziativa si rivolge in primo luogo a dirigenti e dipendenti della pubblica amministrazione, venendo incontro all'esigenza, oggi sempre più pressante, di accrescerne il know-how, specie in un ambito, quello della comunicazione, divenuto un asset strategico per le pubbliche amministrazioni: se anche riusciamo ad attuare i migliori programmi del mondo, ma poi non siamo capaci di trasmettere quanto fatto, perdiamo un pezzo fondamentale del nostro agire".

 

"Questa iniziativa vede insieme due delle istituzioni di più alto livello presenti a Forlì: l'Università e l'ospedale, eccellenze di cui andiamo fieri - afferma Leech - Come assessore alla cultura, mi sono spesso trovato a parlare di ospedale e, all'inizio, mi sono rimasto sorpreso, poi, ho la cosa mi è parsa sempre più naturale, anche per le iniziative dirette a unire i due ambiti, ad esempio la rassegna "La cura della cultura" organizzata insieme al prof. Venerino Poletti. Tale iniziativa ha ribadito come la cura medica abbia anche un valore culturale, e come l'ospedale sia punto d'eccelenza anche per la cultura. Allo stesso modo, è inscindibile l'abbinamento cultura-formazione: non ci può essere l'una senza l'altra, e viceversa. Auguro quindi al corso un successo pari a quello della prima edizione, che lo ha reso punto d'attrazione a livello nazionale".

 

"Il corso è nato un po' in ambito sanitario un po' in ambito universitario - spiega Stagni - Come Azienda Usl abbiamo infatti vissuto l'esperienza di dover comunicare un evento, frutto di inevitabile disagio, come il trasferimento dell'ospedale dal centro cittadino a Vecchiazzano. Inoltre ci troviamo a dover spesso lanciare messaggi che sensibilizzino la popolazione senza creare però allarmismo, come nel caso della vaccinazione antinfluenzale, e a gestire una comunicazione positiva che non sia a spot, ma abbia una sua continuità. Riguardo a questi temi ci siamo quindi confrontati con altre pubbliche amministrazioni, perché da soli non si può arrivare a veicolare una corretta comunicazione. Di qui, l'idea del corso, pensato quale laboratorio diretto a far emergere nuove esperienze, idee innovative. Il nostro obiettivo è giungere, in questo modo, a un'informazione ai cittadini mirata e in grado di spiegare il corretto utilizzo dei servizi socio-sanitari. Senza l'Università, sarebbe stato impossibile organizzare il corso perché la sua specifica attività formativa è requisito indispensabile".

 

"Questo corso è nato dal basso, grazie a una serie di suggerimenti arrivati alla Facoltà per mettere in rete le competenze e le collaborazioni venutesi a creare fra alcune istituzioni. Per quanto riguarda l'impostazione di questa seconda edizione, abbiamo effettuato alcune modifiche rispetto all'anno scorso - conclude Vaccari - I pilastri attorno a cui ruoterà il corso sono quattro: uno pratico, con lezioni di scrittura professionale e su come si parla in publico, uno dedicato ai vari strumenti della comunicazione (giornali, radio, tv, Internet), con l'intervento di esperti di ogni settore, un terzo sulla "strategia e teoria della comunicazione", e un quarto incentrato sullo studio delle politiche pubbliche, in particolare sanitarie e ambientali, perché è importante sapere non solo come si comunica ma anche che cosa".

 

Il corso, in programma tutti i sabati, a partire dal 5 marzo sino al 16 luglio, dalle 10 alle 18, per un totale di 125 ore in aula, dà 29 crediti formativi universitari. Le lezioni si svolgeranno nelle aule del Polo formativo dell'Ausl di Forlì, situato all'interno del padiglione "Valsalva" (ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì, via C. Forlanini, 34). Per quanto riguarda la presenza di professionisti dei media sono previsti gli interventi di SARA SCALIA (Rai2), ARMANDO MASSARENTI (Il Sole 24 Ore), CARLO GARGIULO, EDOARDO ROSATI (Oggi), SALVATORE GIANNELLA (BBC Italia), MICHELA VUGA (Agr-CNRmedia), DAVID FRATI (Yahoo salute) e FRANCESCA MUSACCHIO (Agenzia DIRE).

 

Alla fine delle lezioni è previsto un projet work, per chi già lavora, o un periodo di stage, per chi non ha ancora un'occupazione. Per l'iscrizione c'è tempo sino al 7 febbraio, solo sul sito

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    "... venendo incontro all'esigenza, oggi sempre più pressante, di accrescerne il know-how, specie in un ambito, quello della comunicazione, divenuto un asset strategico per le pubbliche amministrazioni:": anche qui, come dico sempre io, la presenza in una frase di sue parole inglesi è spia inequivocabile del fatto che l'iniziativa, bellissima a parole, tende pericolosamente verso la supercazzola come se fosse antani. Urge intervenire. Un ente pubblico, l'università, si mette a sistema con un altro ente pubblico, l'ospedale, per creare un nuovo servizio d'interesse pubblico, la comunicazione. Con soldi pubblici. Io non so se sia un tentativo locale di scimmiottare Berlusconi, che della comunicazione è sempre stato un asso, ma da cittadino preferirei che le strutture ospedaliere dedicassero sia soldi che ore-uomo al loro "core business" (toh ! so l'inglese anche io! Com'è successo ?) che in fin dei conti non fa mai fuori moda. Curare la gente. Se vai al pronto soccorso (o dalla guardia medica) e aspetti 3 ore prima di essere visto, beh hai voglia a parlare con l'esperto di comunicazione. Spesso t'incavoli e basta. Se invece appena arrivi hai uno che ti vede in metà del tempo, sei più contento: anche se chi ti vede ha un linguaggio scurrile o rutta mentre ti cura (se ti cura bene!). Tutto qua. Torniamo alle cose semplici. Quando avremo dei tempi di cura in codice bianco di 1 ora al massimo e 30 minuti per una guardia medica, allora, alla fine, forse, potremo curare gli "asset", i "know how" e tute quelle altre cose molto "cool". Anzi, "cul". Oddio, mi son già dimenticato l'inglese ...

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