Forlì, Ausl. La missione di Petropulacos: più potere a Forlì nell'area vasta

Forlì, Ausl. La missione di Petropulacos: più potere a Forlì nell'area vasta

Forlì, Ausl. La missione di Petropulacos: più potere a Forlì nell'area vasta

FORLI' - Gli enti locali sono favorevoli alla nomina di Kyriakoula Petropulacos, direttrice sanitaria dell'Ausl di Modena, alla guida dell'azienda sanitaria forlivese. Una decisione che trova d'accordo il sindaco Roberto Balzani, il presidente della conferenza sanitaria Paolo Zoffoli e il vice-presidente della Provincia Guglielmo Russo. La vera novità è che all'arrivo della nuova direttrice sarà collegato un ‘mandato di missione': dovrà dare più potere a Forlì nell'area vasta.

 

MANDATO DI MISSIONE. "Ieri sera abbiamo avuto un lungo colloquio con la dottoressa Petropulacos, verificandone la disponibilità", spiega Zoffoli. La vera novità è che l'arrivo della nuova direttrice sarà collegato ad un vero e proprio ‘mandato di missione', inserito formalmente nella delibera di nomina della nuova responsabile dell'Ausl forlivese, su richiesta della conferenza sanitaria territoriale.

 

"Ci saranno obiettivi di consolidamento della qualità di eccellenza della sanità forlivese, di difesa dei servizi nel territorio e un ri-equilibrio di Forlì nelle dinamiche di area vasta, qui dobbiamo recuperare terreno, per un corretto riposizionamento della nostra Ausl nell'area vasta", spiega il vice-presidente della Provincia Guglielmo Russo. "Altro che subalternità all'Emilia", non ci gira intorno Russo.

 

"Insomma, non abbiamo messo ‘un comunista che vale l'altro' (cita la definizione data da Luca Bartolini di An-Pdl, ndr), ma la persona giusta, attraverso il vaglio di curriculum e colloqui", dice Zoffoli. "La rinuncia di Nicolini dimostra proprio che non ci sono stati paracadutati dai partiti, ma professionisti dal curriculum brillante", interviene anche Balzani. Che continua: "C'è chi scrive che è l'ennesima ingerenza dell'Emilia (la risposta, in questo caso è ad Antonio Nervegna, di Fi-Pdl, ndr), ma vorrei ricordare che i grandi costruttori della sanità forlivese erano emiliani: Massimo Pieratelli e Lino Nardozzi".

 

MAZZONI SILURATO DALLA REGIONE. Gli amministratori ricordano il travagliato processo che ha portato alla scelta di Kyriakoula Petropulacos: "Si è partiti da quanto ha richiesto la Regione, vale a dire che era venuto a mancare il rapporto fiduciario col direttore uscente Claudio Mazzoni, ed è fantasioso ipotizzare la scelta di una persona non di fiducia dell'assessore regionale Bissoni", spiega il sindaco. Il siluro a Mazzoni, quindi, era partito proprio da Bologna, ma la conferenza sanitaria si era arroccata sulla difesa del direttore uscente, sostenuto proprio dai piccoli Comuni, dove Mazzoni è stato molto presente.

 

All'origine di questa "sfiducia", elencano gli amministratori, ci sono state le sue condanne alla Corte dei Conti, ma anche i rapporti difficili con Bologna e con le altre Ausl di area vasta. Pesante anche il rapporto con l'Irst, l'istituto romagnolo di ricerca sui tumori, in un limbo tra l'essere una mera struttura dell'Ausl di Forlì e un polo di eccellenza sostenuto da tutta l'area vasta, al momento, ammette Balzani, "sotto-finanziato nella sua attività di ricerca".

 

SELEZIONE DI CURRICULUM. Quindi, la conferenza sanitaria ha preteso dalla Regione curriculum, referenze e colloqui. "Con un percorso di consultazione tra i sindaci superiore alle volte scorse", sottolinea il primo cittadino forlivese. Il timore è proprio quello che l'area vasta "fagociti" le migliori esperienze dell'ospedale di Forlì: "L'area vasta è un opportunità, ma anche un pericolo", ammette Zoffoli, che spende parole di ringraziamento per Mazzoni: "E' riuscito a tenere i binari dell'eccellenza".

 

AREA VASTA DA "RIEQUILIBRARE".  Anche Balzani riconosce che "Forlì, pur avendo una potenzialità molto forte, ha mancato nella governance dell'area vasta, è un dato di fatto che ora sta a Ravenna". Il rischio è che, "come eravamo messi prima, potevano essere messe in discussione le risorse: ci servono capacità progettuali", continua il sindaco.

 

Ma, a quanto pare, non sarà l'unica azione per "ri-equilibrare" l'area vasta: "Serve anche un'azione politica, metteremo a punto un documento ufficiale, discusso e sottoscritto dal presidente della conferenza sanitaria territoriale, dai sindaci di Forlì e Cesena e dalla Provincia per mettere in chiaro la governance dell'area vasta".

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    I grandi costruttori della sanità forlivese erano emiliani (Pieratelli e Nardozzi), ma in ben altri tempi ed in altri contesti. Incredibile che la città di Forlì non possa oggi degnamente esprimere e proporre un manager locale per un incarico di questa rilevanza. Far contare di più Forlì nell'area vasta? In quale modo, per mandato di missione??

  • Avatar anonimo di benpensante
    benpensante

    fatemi capire il pateracchio:Mazzoni era sostenuto dal PD forlivese che ora lo scarica su ordine della regione,ovvero zoffoli che prima diceva che mazzoni era il meglio,dopo tre giorni dice il contrario uniformandosi al dictat di Errani-Bissoni.Qualche altra boutade si legge nell'articolo come quella che l'irst sia sottofinanziato nella ricerca...figuriamoci è che se si piange si ha di piu'. Bella poi qualla del mandato di missione: mi meraviglio che ci siano dei "semplici" che credono di contare piu'' di chi piu' conta. Speriamo solo che Dio ce la mandi buona e che la petrapoluakos sia veramente un nuovo Pieratelli.Sul resto e su come si sono svolte le cose nei giorni scorsi è meglio stendere un velo pietoso perchè figure di bassa lega sono state fatte da molti,conferenzieri,assessori,presidenti e sindaci.

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