Forlì: Avis, l'importanza di donare midollo osseo

Forlì: Avis, l'importanza di donare midollo osseo

FORLI' - Un piccolo gesto in grado di capovolgere un destino. Donare il midollo osseo può infatti restituire la vita a chi è affetto da gravi patologie del sangue, soprattutto leucemie, linfomi, anemia aplastica. La sorte di molti malati si trova quindi appesa all'esistenza di un elevato numero di persone disposte a offrirsi, con un minimo sacrificio personale, come donatori. Diventarlo è molto semplice: basta fare richiesta, compilare un questionario relativo ai propri stili di vita, ed effettuare un veloce prelievo di sangue, come per una normale analisi. Da quel momento i dati entrano nel Registro nazionale, permettendo così di verificare un'eventuale compatibilità con un malato bisognoso di cure.

 

Purtroppo, il numero di nuovi potenziali donatori che entrano ogni anno nel Registro Regionale ha fatto segnare una diminuzione di circa il 70% rispetto alla media dei 16 anni di attività dell'Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo). Nel 2007, infatti, sono stati 866 rispetto ai 2.980 di media. Alla fine dello scorso anno, i potenziali donatori di midollo osseo dell'Emilia-Romagna erano 39.293 su circa 4 milioni di abitanti, con 173 nuovi iscritti nel solo 2007. A Forlì, si registrano 3-4 nuovi donatori ogni anno. Numeri che non riescono a soddisfare la crescente richiesta di trapianti.

 

Nella nostra città, è l'Avis, presso cui opera il volontario Admo Alberto Forni, a raccogliere le disponibilità e far firmare i moduli, mentre l'U.O. di Medicina Trasfusionale dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni", diretta dalla dottoressa Rita Santarelli, si fa carico di eseguire i prelievi e inviare poi le provette al Sant'Orsola di Bologna, centro regionale di riferimento per il trapianto di midollo osseo. In prima battuta, all'aspirante donatore viene richiesto di sottoscrivere un documento attestante il consenso iniziale, contenente tutte le norme di legge in materia, e riempire un questionario anamnestico pre-iscrizione: in questo modo viene raccolta l'adesione al registro Italiano donatori Midollo Osseo. Una volta compiuta una tipizzazione preliminare, gli operatori del laboratorio del servizio trasfusionale del Sant'Orsola inseriscono i dati in un archivio elettronico consultabile a livello mondiale.

 

In seguito al riscontro di una prima compatibilità con un paziente, il donatore sarà chiamato a ulteriori prelievi, sempre di sangue, per definire meglio il livello di affinità. Nel caso, raro, si verifichi una circostanza di questo tipo, si verrà convocati, nel più vicino centro autorizzato, per il prelievo. La disponibilità, gratuita e anonima, non ha limiti geografici, anche perché il più delle volte il donatore selezionato è l'unico al mondo compatibile con quel malato. Ma qual è l'identikit del donatore? Generalmente, lo può diventare qualsiasi persona maggiorenne, con peso corporeo superiore ai 50 chilogrammi, non affetta da malattie del sangue, da malattie croniche gravi, o da patologie infettive. La disponibilità si considera valida fino al raggiungimento dei 55 anni. A partire dal 2006, i diritti del donatore di midollo osseo sono riconosciuti in modo specifico anche dalla legge, con l'equiparazione a tutti gli altri donatori: ciò significa assenza retribuita dal posto di lavoro per il tempo necessario sia a effettuare gli approfondimenti della compatibilità, sia l'eventuale donazione, senza alcun onere per il volontario. Data l'estrema difficoltà di trovare casi di compatibilità, è fondamentale disporre di un gran numero di donatori tipizzati, dei quali, cioè, siano già note le caratteristiche genetiche.

 

Il paziente che necessita di un eventuale trapianto di midollo viene inviato a uno dei centri trapianti accreditati. Qui il malato e i suoi familiari vengono sottoposti a indagini di laboratorio per valutare se esiste fra loro compatibilità. Qualora quest'eventualità non si verifichi, si cerca un familiare parzialmente identico o un non consaguineo compatibile fra i volontari iscritti  Registro italiano donatori di midollo osseo. In tal caso, si estende quasi sempre l'indagine a livello internazionale. Prima di avviare queste operazioni, il paziente deve però rilasciare il proprio consenso informato al medico del Centro Trapianti e comunicare alla propria Ausl la comprovata necessità di attivare una ricerca di donatore compatibile; successivamente dovrà inoltrare la dichiarazione di "Nulla Osta" al Registro italiano. A questo punto, il medico del Centro Trapianti consulta gli archivi nazionali e internazionali dei potenziali donatori per individuare soggetti con caratteristiche genetiche simili a quelle del paziente. Se la ricognizione dà esito positivo, viene avviata la formale procedura di ricerca, che può essere promossa dalle sole strutture accreditate dal Gruppo Italiano Trapianto di Midollo Osseo. Quando viene identificato un donatore compatibile, il centro trapianti richiede un campione ematico del donatore e provvede all'esecuzione dei test di compatibilità finale. Sul volontario prescelto, una volta ottenuto il definitivo consenso, vengono effettuati una serie di esami a tutela della sua salute e di quella del ricevente. Solo quando il centro donatori e il centro prelievi cui afferisce il donatore ritengono che lo stesso sia idoneo al prelievo di sangue midollare, il centro trapianti che ha in cura il paziente può iniziare il regime di condizionamento e tutte le procedure necessarie sul ricevente per prepararlo al trattamento trapiantologico.

 

Per quanto riguarda, invece, il donatore, esistono due possibilità di donazione: la prima consiste nel prelievo di midollo osseo dalle ossa del bacino, intervento effettuabile in anestesia generale o epidurale. I rischi sono minimi, anche se dopo il prelievo il donatore viene tenuto sotto controllo per 48 ore. Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni. La seconda modalità è la donazione di cellule staminali con prelievo da sangue periferico dopo stimolazione attraverso fattori di crescita ematopoietici. In questo caso, viene somministrato un farmaco nei 3-4 giorni precedenti il prelievo, poi si procede all'estrazione di cellule staminali mediante aferesi, impiegando separatori cellulari: il sangue, prelevato da un braccio, mediante un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto del sangue viene reinfuso dal braccio opposto. Ovviamente, non sono considerati idonei per questa donazione quanti hanno un accesso venoso difficoltoso. Fra le controindicazioni, si segnalano alcuni disturbi (febbricola, cefalea, dolori ossei) legati alla somministrazione del farmaco, i quali scompaiono però appena cessa quest'ultima. Il donatore viene comunque sottoposto ad esami nei 30 giorni successivi alla donazioni per evitare qualunque, e al momento ignota, conseguenza.

 

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Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l'Avis, tel. 0543 20013.

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