Forlì, Avis scende in campo per un "Mercoledì del Cuore"

Forlì, Avis scende in campo per un "Mercoledì del Cuore"

Forlì, Avis scende in campo per un "Mercoledì del Cuore"

FORLI - Sarà davvero un "Mercoledì del Cuore" quello in programma il 15 giugno. Ad animare la serata del centro storico ci penserà, infatti, anche l'Avis di Forlì, in campo con un gazebo in via delle Torri per festeggiare un duplice appuntamento: il proprio 75° anniversario dalla fondazione e la "Giornata mondiale del donatore di sangue", che si celebra martedì 14. In tale occasione verrano date informazioni su come diventare donatori di sangue, saranno regalati palloncini colorati a tutti i bambini, e si potranno acquistare biglietti per la lotteria di beneficenza promossa dall'associazione, presieduta da Fabrizio Francia.

 

La presenza dell'Avis servirà, inoltre, a ribadire l'importanza di donare sangue, esperienza di vera solidarietà e notevole valore civico ed etico, nonché gesto di grande generosità, che permette di salvare tante vite umane. Non a caso, lo slogan scelto per la "Giornata Mondiale del Donatore di Sangue 2011" è "Più sangue, più vita".

 

A Forlì, l'Avis può contare su 2.833 donatori, pari al 2,51% della popolazione, contro una media regionale del 3,28%. «Da questo punto di vista, c'è ancora tanto da lavorare per aumentare la consistenza della nostra associazione - illustra il presidente Fabrizio Francia - tuttavia, qualche passo in avanti l'abbiamo compiuto: dal 2009 al 2010, i donatori sono cresciuti di 174 unità». Le donazioni, invece, nel 2010, sono state 5.293, 273 in più del 2009, con un indice di donazione dell'1,86%. Anche in questo caso, la media regionale è più alta, e i margini per migliorare, dunque, non mancano.

 

Di positivo, nel 2010, va sottolineato come risulti sempre più appropriato il rapporto fra sacche donate e sacche utilizzate. Risultato, questo, raggiunto anche grazie ai progetti di ottimizzazione e razionalizzazione attuati dall'U.O. di Medicina Trasfusionale dell'Ausl di Forlì, diretta dal dottor Giuseppe Migliori. In particolare, l'equipe ha attuato uno studio diretto a ricavare "Indicazioni per l'appropriata richiesta di trasfusioni in campo ortopedico". «Da ottobre 2010 a gennaio 2011 abbiamo condotto una ricerca per valutare l'utilizzo delle trasfusioni in Traumatologia con l'obiettivo di aumentare il livello di appropriatezza - commenta il dott. Migliori - un team multidisciplinare di trasfusionisti, anestesisti, ortopedici ha così elaborato indicazioni per l'invio di richieste in previsione di interventi di chirurgia ortopedica, analizzando l'attività dell'U.O. di Traumatologia-Ortopedia nel I° semestre 2010». Per ciascun intervento, sono stati valutati i tempi medi che impiega il paziente per diventare anemico. «Prima, si dava per scontato che il paziente raggiungesse l'anemia e dunque veniva fornita una quantità di sangue funzionale a tale previsione - spiega il dott. Migliori - ora, grazie allo studio, per ogni tipo di operazione chirurgica si sono ricavati i tempi di anemizzazione, con vari gradi, stabilendo parametri per effettuare la trasfusione nei momenti più appropriati, vale a dire quando è indispensabile per recuperare lo stato di salute del paziente. In questo modo, viene fornita solo la quantità di emocomponenti necessaria, razionalizzando e ottimizzando il consumo di sangue».

 

Per il futuro, si annuncia una collaborazione sempre più stretta fra l'Avis e l'U.O. di Medicina Trasfusionale. Presto, infatti, l'attività di raccolta del sangue, sia a Forlì sia nel comprensorio, dovrebbe passare totalmente in carico all'associazione, con la costituzione di un'apposita "Unità di raccolta associativa". Inoltre, si è cercato di rimodulare l'impostazione del calendario dei prelievi sul territorio, col duplice obiettivo di consentire una maggior copertura delle giornate di raccolta esterne e offrire ai volontari l'opportunità di recarsi, eventualmente, anche in sedi alternative alla propria o al Centro Trasfusionale di Forlì, grazie all'informatizzazione dell'archivio donatori. «Fortunatamente possiamo contare su un'associazione valida e attiva, che si dà molto da fare - commenta il dottor Migliori - specie nelle scuole, con campagne di sensibilizzazione fra i ragazzi delle medie e quelli al quinto anno degli istituti superiori. Una delle priorità, infatti, è il ricambio generazionale».

 

Da qualche anno, è attivo un nuovo protocollo proprio per facilitare gli aspiranti donatori. «In precedenza, questi ultimi dovevano prima presentare domanda, compilando un questionario, quindi effettuare gli esami - ricorda il direttore - nel frattempo, potevano passare anche due mesi. Ora, invece, dopo aver fatto domanda, è possibile sottoporsi immediatamente alle analisi del sangue e all'elettrocardiogramma. Poi, se i risultati sono a norma, si può tornare per le visite mediche e la donazione». La revisione della procedura è stata dettata dalla necessità di aumentare il numero di donatori, facendo breccia soprattutto fra i più giovani.

 

 

 

 

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