Forlì, avviato il trasferimento della Sabbatani: 120 lavoratori interessati

Forlì, avviato il trasferimento della Sabbatani: 120 lavoratori interessati

L'allevamento di via Borsano

FORLI' - E' partito il trasferimento della Sabbatani. L'Azienda ha ora predisposto una fase di riorganizzazione, che prevede il trasferimento e la riqualificazione dei vecchi allevamenti di galline ovaiole dall'attuale sede di San Lorenzo in Noceto alla località Cesti-Cestillini, posta ai confini con la frazione di Fiumana (comune di Predappio). Il Gruppo Sabbatani opera su un'azienda di circa 400 ettari in cui lavorano 120 dipendenti, situata a San Lorenzo in Noceto.

 

Le attività principali dell'azienda sono l'allevamento di galline ovaiole (per una produzione di circa 800mila uova al giorno) e di mangime per uso zootecnico, che vede l'azienda tra le dieci più importanti d'Italia. La riorganizzazione aziendale nasce a seguito della Direttiva 1999/74/CE, che fissa norme precise e inderogabili a partire dal 1° gennaio 2012. La normativa prevede, per tutte le aziende avicole, l'obbligo di vendere esclusivamente uova prodotte da allevamento in gabbie arricchite o in sistemi alternativi.

 

Parte degli allevamenti dell'Azienda Sabbatani, costruiti tra gli anni '60 e '70, hanno caratteristiche tecniche inadeguate all'inserimento delle nuove attrezzature, e ciò richiede necessariamente una riorganizzazione del lavoro e degli spazi. L'area individuata per tre capannoni con gabbie ecologiche per 174.300 galline ovaiole è in zona agricola, confinante con altre zone agricole che già svolgono l'attività di allevamento.

 

"Il progetto definitivo è stato già presentato al Comune di Forlì, autorità competente per questa pratica. Al Sindaco di Forlì sono state anche già consegnate mille firme di cittadini e lavoratori del territorio, a sostegno di questo progetto", spiega una nota della Sabbatani.

Il progetto di riqualificazione aziendale prevede che i nuovi allevamenti siano costruiti in un luogo ancora più idoneo di quello attualmente occupato, sia dal punto di vista ambientale sia idrogeologico, senza aumentare la capacità produttiva ma, al contrario, riducendo la superficie utile di allevamento.

 

"Da non sottovalutare è anche il risvolto occupazionale: la realizzazione dei nuovi allevamenti, infatti, permetterà di accrescere notevolmente il numero dei lavoratori impiegati, particolare non secondario in questo difficile periodo di crisi economica", dicono dalla Sabbatani. E concludono: "Per queste ragioni crediamo, in piena onestà, nel positivo valore di questo progetto. Nonostante comporti un notevole investimento economico iniziale siamo sicuri porterà ad un ulteriore miglioramento dell'ambiente - peraltro già ottimale - e del sistema di produzione, delle condizioni di lavoro e degli standard di sicurezza".

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