Forlì, aziende costrette a 'misurare' lo stress dei dipendenti

Forlì, aziende costrette a 'misurare' lo stress dei dipendenti

Forlì, aziende costrette a 'misurare' lo stress dei dipendenti

FORLI' - Un nuovo adempimento graverà sulle imprese dal prossimo anno: la rilevazione dello stress da lavoro correlato e come potranno reagire gli imprenditori, alla disperata ricerca di soluzioni per rendere competitive le imprese per uscire dalla crisi, all'obbligo di misurare lo stress da lavoro dei loro dipendenti ed eventualmente fare indagini psicologiche? E' la domanda che i vertici di Confartigianato si sono posti sull'ennesima incombenza normativa di provenienza europea a carico delle aziende.

 

Per Confartigianato, "l'Unione europea è sempre più liberale e permissiva nell'aprire il mercato comunitario alle aziende dei Paesi extra Ue e sempre più rigida e oppressiva verso le imprese europee costrette al rispetto di un numero crescente di regole. La valutazione dello stress da lavoro correlato è un altro ostacolo per l'attività delle piccole imprese che non dispongono di un'organizzazione aziendale e di personale tali da consentire di gestire questo ulteriore obbligo. Così, nonostante i buoni propositi che proprio l'Europa ha indicato nello Small Business Act, per le piccole imprese il traguardo della semplificazione normativa si allontana sempre più. Avanti di questo passo, bisognerà creare uno strumento per misurare lo stress da burocrazia degli imprenditori".


"Non si discute l'impegno a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. Ma altrettanto fondamentali sono i principi sanciti nello Small Business Act per ridurre gli oneri amministrativi a carico delle piccole imprese e di sostenere le potenzialità di sviluppo delle Pmi. Per non ripetere l'esperienza di altri provvedimenti inutilmente complessi, come il Sistri, Confartigianato sollecita modalità semplificate per l'applicazione delle norme sullo stress lavoro correlato alle imprese che occupano fino a 10 dipendenti" si legge in una nota dell'associazione.


"La valutazione del rischio da stress mira a individuare le fonti che possono comportare infortuni o danni alla salute e a cogliere i segnali che possono indicare la presenza di stress nei lavoratori." Chiarisce il vicesegretario di Federimpresa Confartigianato ForlìCesena Roberto Faggiotto "scopo della norma è la volontà di prevenire, ridurre ed eliminare il problema per incrementare l'efficienza, migliorando le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, tuttavia nelle piccole realtà artigiane c'è, da sempre, grande attenzione nei confronti del collaboratore e del suo benessere. Sebbene l'intento del legislatore possa essere apprezzabile, riteniamo che il provvedimento sia inutilmente penalizzante per le microimprese. Confartigianato di Forlì sta, comunque, approntando un servizio di consulenza per aiutare le aziende anche in questo frangente."

Commenti (11)

  • Avatar anonimo di pmcrivelli
    pmcrivelli

    Valutare lo stress non serve per il lavoratore "stressato" ma per l'azienda "stressante" perche' valuta il proprio sistema organizzativo e comunicativo individuando punti di debolezza che a lungo andare creano anche danno economico. E' l'occasione per ripensare l'azienda e migliorare, con la comunicazione interna, il ritmo di voga verso traguardi condivisi insieme.

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Il problema vero è che, anche questa normativa, come tutta quella relativa alla sicurezza sul lavoro, si tradurrà in una montagna di carta, senza portare effettivi benefici ai lavoratori. Il principale risultato di queste norme, infatti, è stato quello di creare posti di lavoro per professionisti, che redigono fascicoli, tutti uguali gli uni agli altri, risquotono un onorario e, laddove vi sia veramente un problema, non lo risolvono. Le associazioni di categoria, sia degli imprenditori, sia degli operai, ogni volta si adoprano solo per mettere tutti in fila per rispettare ogni normativa, anche le più assurde o penalizzanti. MAI si è sentito un comunicato che dicesse: questa norma è inapplicabile, è una presa in giro, è solo un costo che non porta a niente, per cui nessuno la applicherà. Quì bisognerebbe azzerare tutto e ricominciare da capo, con più gente che produce e meno parassiti che ci campano sopra.

  • Avatar anonimo di franz.l
    franz.l

    Continuiamo a mettere i bastoni tra le ruote delle aziende con un altro po di carta da redigere, compilare e sulla quale poi poterle multare immagino... Quando poi la mucca non dà più latte le conseguenze sono evidenti a tutti La salute dei lavoratori è importante e il lavoratore è una risorsa indispensabile e molto spesso una persona di "famiglia" Ma non esageriamo !!!

  • Avatar anonimo di pecoranera
    pecoranera

    Giusto...ma considerando che il peso della crisi sta strozzando la maggior parte degli imprenditori (ricordiamo che non son tutti miliardari mangia ferrari senza scrupoli,ma anche disgraziati indebitati,impelagati di piccole medie aziende ormai alla frutta) , spero il test non venga fatto anche a loro. Perchè sarebbero costretti a chiudere bottega. E lo stress dei dipendenti aumenterebbe...Insomma , il mio cane che si rincorre la coda sembra fare cosa più intelligente.

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    @R_I_C_K_ tu devi essere una persona delle fantomatiche asociazioni di categoria (CNA,Confart.ecc.) che a parole curano gli interessi degli associato ma a fatti lucrano su queste normative, proponendo fantomatici corsi di formazione per incassare contributi regionali e/o comunità europea. Vai a lavorare. Ha ragione Merdonze (nonostante un nick squallido). Come potete rapportare i criteri applicati alla grande impresa alle PMI, che si basano su una solidarietà intrinseca tra il datore ed il dipendente?? Come potete oggettivare sensazioni iche nella realtà sono soggettive?? Siete tutti partiti per la tangente. Sfido qualsiasi burocrate a dirigere un'azienda.

  • Avatar anonimo di Merdonze
    Merdonze

    le aziende chiudono o delocalizzano...altro che stress lo stress è provocato da questa classe politica immonda che anzichè aiutare il popolo lo vessa e lo rende più povero... avanti così, questa è la strada giusta per il default

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    @rick non mi fraintenda, in linea di principio potrei essere d'accordissimo, almeno quanto sono fiero di avere dipendenti in regola e di poter offrire loro di lavorare in un luogo salubre e dove le norme vigenti vengono riaspettate, ripeto la domanda: i cinesi che oramai stanno ammorbando tutto il comparto manufatturiero (confezioni-imbottiti-pelletteria-calzatura) hanno la mia stessa coscenza civica? E vengono fatte rispettare loro le stesse leggi che io mi onoro di rispettare?

  • Avatar anonimo di FrancoSe
    FrancoSe

    In Italia di norme / adempimenti / regole / statuti / testi unici ne abbiamo oggettivamente troppi. Il che crea confusione e facilita i furbetti. La soluzione? Semplificazione e controlli. Controlli a tutte le aziende (cinesi in testa).

  • Avatar anonimo di R_I_C_K_
    R_I_C_K_

    assolutamente, e ribadisco ASSOLUTAMENTE, giusto!! essere avanti come popolazione non vuol dire non superare la crisi quando si offrono diritti ai lavoratori...chiaro che per certi mestieri non ce ne sarebbe bisogno...ma in generale la salute fisica e psicologica vanno di pari passo ed è un'ottima iniziativa...spero non velga tolta visibilita a questa notizia...altro che wind jet che va a rimini, fa solo bene

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Concordo (me ne stupisco io stesso!)con la linea di confartigianato e mi domando: gli stessi controlli saranno fatti anche alle aziende cinesi che lavorano a Forlì di notte? Crado di conoscere la risposta!

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    continuiamo a farci del male. Se questa e' la strada per incentivare la crescita, la ripresa, siamo proprio fuori strada. Le imprese chiudono cari legislatori, non se ne puo' piu' di personaggi che entrano in azienda a dirti cosa fare!!! Questo e' il cancro dell'economia.

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