Forlì, Bartolini (PdL): "Secondo parere medico? Strumento in mano ai politici"

Forlì, Bartolini (PdL): "Secondo parere medico? Strumento in mano ai politici"

RAVENNA - "Il direttore Generale dell'Ausl di Ravenna Carradori, che continua a farsi definire  impropriamente "coordinatore" di Area Vasta nonostante abbiamo appurato non esista nessun documento formale che gli attribuisca tale titolo,  ci ha nei giorni scorsi informato come nella sua Ausl di Ravenna per gli ammalati di alcune  patologie tra cui  quelle neoplastiche, le neurolesioni, il tumore alla mammella e al colon-retto, i sarcomi, l'autismo e le patologie psichiatriche, vi sarà la possibilità di avere il diritto a chiedere gratuitamente un secondo parere medico": a parlare è Luca Bartolini, consigliere regionale PdL.

 

Che commenta: "Una proposta interessante che però ci fa subito avanzare molti dubbi su come verranno formulate e gestite queste liste di medici sulle quali i cittadini riporranno le proprie speranze. Avendo infatti  inserito nella lista dell'Ausl di Ravenna anche dei professionisti dell'Ausl di Forlì, non vorremmo che questo suo "progetto pilota" venisse imposto anche alle altre Ausl romagnole mediante questo suo ruolo di coordinatore che Carradori si è auto riconosciuto da tempo".

 

"Il Dr. Carradori ci ha poi evidenziato che l'Ausl di Ravenna ha deciso di offrire la possibilità di avere un secondo consulto presso una serie di medici specialisti mediante una tariffa di riferimento di soli 60 euro l'ora, una  tariffa che oggi richiedono solo i neolaureati o medici non particolarmente preparati. Non corriamo il rischio che "il luminare" di turno ci metta solo il nome per amicizia o affinità politica e lasci  poi  espletare la visita da un suo semplice assistente?".

 

"Molti dubbi poi  vengono sulla scelta dei "bravi" fatta non dai pazienti ma dalla stessa Ausl : con quali criteri? Se non si imporranno regole feree, graduatorie serie, la discrezionalità della scelta nelle mani di pochi rischia di far emergere liste di soli amici che trarranno una buona  pubblicità personale a discapito della qualità del parere da offrire ai pazienti".  

 

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"Il principio del secondo parere quindi, prima di essere messo in pratica, merita senz'altro una serie di importanti riflessioni e passaggi istituzionali sulle regole che necessitano perché non diventi l'ennesimo strumento nelle mani di pochi per fare della sanità regionale un feudo di una parte  a discapito di un altra. Non vorremmo che anche per il secondo parere succedesse quanto sta accadendo con Area Vasta, dove in mancanza di regole certe la legge del più forte impone le scelte degli amici di Errani sui territori.  Forlì noi ne sappiamo qualche cosa. Non è il caso che almeno questa volta il Dr. Carradori chieda un "secondo parere" ad altri e non solo ad Errani?", conclude Bartolini.

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