Forlì, basket. Gordon: ''La FulgorLibertas può essere un'ottima rampa di lancio''

Forlì, basket. Gordon: ''La FulgorLibertas può essere un'ottima rampa di lancio''

Forlì, basket. Gordon: ''La FulgorLibertas può essere un'ottima rampa di lancio''

FORLI' - Mentre cresce l'attesa per il secondo americano, quel Ryan Wittman - classe '87 e figlio d'arte di Randy Wittman, ex guardia Nba ed head coach dei Cleveland Cavaliers e Minnesota Timberwolves, attualmente assistant coach ai Washington Wizards - che promette di far impazzire il custode del PalaCreditodiRomagna a suon di retine bruciate, Forlì si gode Lorenzo Gordon: il primo statunitense a sbarcare sotto i colori della FulgorLibertas e non della Libertas 1946.

 

>LE IMMAGINI DELLA PRESENTAZIONE DI LORENZO GORDON

 

Il pivot che completerà un reparto che contava già sulla fisicità di Foiera e Poletti, forse sul talento di Campani - ancora in prova - e all'occorrenza al rientro della cestistica follia di Lestini, conosce tutto dei predecessori della scomparsa società antecedente: da McAdoo a Richardson, passando per Dawkins, tutte leggende dell'Nba di cui lo stesso Gordon fatica a credere che abbiano calcato lo stesso parquet su cui giocherà quest'anno.

 

Con al fianco Alberani, che l'ha voluto fortemente e che già lo seguiva da qualche anno, in veste di traduttore, Gordon è apparso leggermente imbarazzato da tutte le attenzioni che gli venivano rivolte, ma non si è fatto pregare per rispondere. "Speriamo di non farli rimpiangere: so che contributo importante hanno dato al basket forlivese questi campioni del passato, essere all'altezza non sarà facile ma mi impegnerò al massimo in questo senso".

 

A chi gli fa notare che, per lo meno dai filmati, è emerso un tipo di giocatore leggermente all'antica, che non fa dell'atletismo il proprio punto di forza bensì della tecnica e dei fondamentali fuori dal comune, l'ex Francoforte ha specificato che "ho fatto una mano di conti ed è venuto fuori che le schiacciate valgono sempre due punti, esattamente come gli appoggi a canestro. Dunque, piuttosto che attardarmi in una schiacciata, preferisco far saltare il difensore, far canestro in maniera molto pratica e poi subito concentrarmi sulla difesa. D'altronde nello scorso campionato sono stato il capoclassifica per quanto riguarda le percentuali di tiro, anche senza troppe schiacciate: però dai, giusto per dimostrarvi che ci posso riuscire, qualche schiacciata la concederò".

 

Gordon mercoledì pomeriggio ha salutato i nuovi compagni di squadra al PalaCredito in occasione dell'amichevole contro la George Mason University. L'americano si è detto colpito dai playmaker. "Toto Forray e Alessandro Piazza sono due registi con ottima visione di gioco, a cui piace cercare l'assist e passare la palla prima ancora di cercare il canestro - ha analizzato Gordon -. In Turchia, invece, i playmaker erano di livello sicuramente più basso. Sono sicuro che con questi due giocatori mi potrò divertire ed esprimermi al meglio".

 

Perché Gordon ha scelto di accasarsi a Forlì? "La FulgorLibertas può essere un'ottima rampa di lancio - ha risposto l'americano -. Quest'anno volevo cimentarmi con i campionati migliori d'Europa: la scelta era tra Spagna e Italia, ho scelto quest'ultima. Il campionato di LegaDue è sicuramente impegnativo e di livello: l'unico giocatore che conosco che ci milita, Crispin, è davvero forte, e anche per la sua presenza mi sono convinto a firmare per Forlì".

 

Gordon non vede l'ora di cominciare a giocare. Coach Giampaolo Di Lorenzo, seduto al suo fianco, ha affermarlo di volerlo già impiegare nella prossima amichevole, a Faenza contro l'Andrea Costa Imola fresca di ufficializzazione di Ebi: "Gordon sarà un giocatore fondamentale per il nostro modo di far pallacanestro: con la linea dei tre punti situata più lontano, il gioco dei pivot deve necessariamente arrivare più vicino all'area pitturata, e lui ha dimostrato di destreggiarsi molto bene anche contro giocatori più alti di lui".

 

"Con l'arrivo di Wittman - ha chiosato - le difese dovranno gioco forza allargarsi per impedire ai nostri tiratori di vedere il canestro dalla lunga distanza con continuità: questo farà la fortuna anche di Gordon, che avrà ancora più spazio per i suoi uno contro uno".


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