Forlì, bavaglio all'informazione. Di Maio: "A rischio anche i blog privati"

Forlì, bavaglio all'informazione. Di Maio: "A rischio anche i blog privati"

Marco di Maio

FORLI' - Lunedì si è tenuto alla Festa Democratica del Ronco un dibattito dal titolo "Bavaglio all'informazione: attacco alla Costituzione".  Marco Di Maio, in qualità di giornalista e presidente dll'Anso, ha illustrato le forti limitazioni alla libertà previste dal decreto anche per quanto riguarda non solo le testate giornalistiche on-line, ma anche i siti e i blog privati, che "si vorrebbero equiparare alla carta stampata con controlli preventivi, obbligo di smentita entro 48 ore e multe fino a 12.000 euro".

 

All'incontro, presieduto da Maria Teresa Vaccari, componente della Direzione Comunale del PD di Forlì,  hanno partecipato Antonella Cardone, Consigliera nazionale Ordine Giornalisti, Valeria Tancredi, Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Emilia-Romagna e appunto Marco Di Maio, segretario territoriale del PD, nella sua veste di giornalista e presidente dell'Associazione Nazionale Stampa Online.

 

Partendo dalla considerazione che, per quanto riguarda i vincoli all'informazione, il ddl intercettazioni mette a rischio non solo l'art.21, che garantisce la libertà di opinione, ma anche l'art.3 che prevede l'uguaglianza di tutti i cittadini e assegna alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitino di fatto la libertà dei cittadini, in un'epoca in cui l'informazione è una risorsa vitale e indispensabile per lo sviluppo culturale, civile e professionale di ogni persona, sono stati illustrati i contenuti del ddl e le gravi conseguenze che la sua approvazione potrebbe portare alla libertà d'informazione e di essere informati.

 

Antonella Cardone ha evidenziato le "pesanti limitazioni al lavoro d'inchiesta per i giornalisti e le pene assai severe, anche il carcere, in caso di pubblicazione di intercettazioni, ma soprattutto il rischio per i cittadini che perderebbero il diritto ad essere informati su reati gravissimi come la corruzione e quelli connessi alla criminalità organizzata e su molte inchieste scottanti (Clinica Santa Rita, Calciopoli, appalti legati al G8 e alla ricostruzione in Abruzzo solo alcuni esempi) .

Molte sono le manifestazioni e le proteste che si stanno organizzando in tutta Italia ed è necessario mantenere viva l'attenzione attraverso una costante mobilitazione anche da parte della società civile, oltre che dei magistrati e dei giornalisti".

 

Valeria Tancredi ha affrontato le conseguenze che questo decreto avrebbe sull'attività dei giornalisti precari e free-lance, che rappresentano la metà di coloro che lavorano nel campo dell'informazione, in quanto "soggetti più deboli e quindi più facilmente "ricattabili" dal punto di vista contrattuale".

Ha anche sottolineato la "differenza di reazione da parte dell'opinione pubblica rispetto ai tempi dell'inchiesta "Mani pulite", sintomo di una pericolosa rassegnazione o assuefazione della gente comune causata dal fatto che la maggior parte delle persone forma la propria opinione sulla base dei programmi televisivi ormai monopolizzata da Berlusconi".

 

La conclusione è stato un appello a "vigilare e manifestare il proprio dissenso ad una legge che, se approvata, minerebbe diritti fondamentali per tutti i cittadini".

 

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