Forlì, bilancio comunale: mancano 6,7 milioni di euro

Forlì, bilancio comunale: mancano 6,7 milioni di euro

FORLI’ – Tra minor trasferimenti dallo stato, spese di funzionamento e minori entrate il disavanzo nel bilancio di previsione del Comune di Forlì ammonta a circa 6,7 milioni di euro. Una cifra enorme per un ente il cui conto economico complessivo si aggira per solito attorno ai 100 milioni di euro.

Si tratta della prima bozza che è stata presentata ieri sera (giovedì) durante la riunione dei capigruppo di maggioranza incentrata proprio sul bilancio e sulle misure da ridurre per adottare questo disavanzo.


Gli uffici contabili del Comune hanno calcolato che le entrate nel 2007 saranno pari a 96,9 milioni di euro, contro una spesa prevista di 103 milioni e 600mila euro. Complessivamene lo ‘sbilancio’ risulta al momento pari a 6,7 milioni di euro.


Un ‘buco’ che si cercherà di coprire con alcune misure che saranno valutate oggi dalla giunta comunale in una riunione fiume per dare il via libera o meno alla questione più annosa che al momento si trova sul tavolo degli amministratori: aumentare l’addizionale Irpef oppure no?


La risposta è ormai scontata, coprire un ‘vuoto’ di quasi 12 miliardi di vecchie lire è impossibile con la sola razionalizzazione delle spese. Occorrerà dunque agire su quella parte di Irpef che spetta ai Comuni. Attualmente questa aliquota a Forlì è pari allo 0,4% e potrebbe salire fino allo 0,5% consentendo alle casse comunali di incassare 1,4 milioni di euro in più. Per i 74.548 forlivesi che pagano questa tassa, significherebbe un incremento di quasi 19 euro l’anno. Dai 75,58 euro medi, si passerebbe infatti ai 93.23 euro.

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Dunque non basterebbe a chiudere il buco, che è ben più consistente. Tra le ipotesi, negli incontri di queste ore, c’è anche chi ha prefigurato un aumento fino al 5,5%. I più critici nei confronti di questa manovra di bilancio sono coloro i quali vogliono andare alle radici del problema, e ciò capire come si è arrivati a questo disavanzo e cominciare a tagliare le spese giudicati inutili e agire per migliorare il funzionamento della macchina comunale aumentandone l’efficienza. In più di uno puntano il dito anche contro le aziende partecipate dal Comune, come Romagna Acque ed Hera, le due che forniscono i maggiori dividendi. In particolare su Hera, i cui utili renderanno al Comune circa 1,6 milioni di euro, gli stessi previsti per il 2007. Far quadrare il cerchio non sarà facile per gli amminstratori e i tecnici comunali.

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