Forlì, bilancio comunale. "Riduzioni di trasferimenti da dieci anni"

Forlì, bilancio comunale. "Riduzioni di trasferimenti da dieci anni"

FORLI' - Vorrei esprimere il mio punto di vista in merito alla discussione in atto e alle dichiarazioni relative al bilancio di previsione recentemente approvato dal Comune di Forlì. Nella mia pluriennale esperienza di Assessore al bilancio è sempre esistito negli ultimi dieci anni il problema della mancanza di risorse per riduzione di trasferimenti da parte dello stato, per tagli, per rispetto dei patti di stabilità, per riduzione di entrate in merito al taglio dell'ici prima casa, ecc.


Per onestà intellettuale va detto che ciò è avvenuto indistintamente sia con governi di centro destra che con governi di centro sinistra. Si è sempre sostenuto che la spesa era sostanzialmente vincolata da capitoli rigidi, spesa del personale, spesa relativa alle prestazioni per i servizi a domanda individuale (sociale, diritto allo studio, cultura, sport,ecc), tant'è che indistintamente i sindaci sia di destra che di sinistra hanno sempre protestato, fatto iniziative, concertato ,con la regola del by-partisan e si sono contrapposti alla politiche centraliste .


Il dato incontrovertibile è che tranne qualche raro caso le amministrazioni locali non hanno mai provveduto alla progettazione e alla riconversione dei loro modelli gestionali. Si è continuato ad operare con modelli che avevano una loro validità fino a qualche anno fa, ma sono cambiate le esigenze sociali, sono aumentate le povertà e le rivendicazioni da parte dei cittadini e purtroppo le loro esigenze aumentate dalla crisi economica in essere in questa fase.


Uno dei grandi errori di questa amministrazione è stato proprio quello di non avere impostato sin dall'inizio del suo mandato una politica di ricercare modelli gestionali diversi. Un cambiamento promesso ma non attuato se non con qualche siluramento di dirigenti facenti parte del vecchio, forse buona cosa, ma troppo generalizzata ed assolutamente non sufficiente. Serviva un radicale cambiamento con più privato sociale, meno gestione diretta e la riconversione di alcune politiche troppo ingessate e legate a retaggi e corporazioni consolidate nel tempo.


Modelli di cambiamento per l'assistenza domiciliare, gestione degli asili nido, diversa politica per le case di riposo, un diverso modello della gestione della cultura e soprattutto la necessità di ricercare modelli territorialmente più ampi, funzionali e sinergici con l'obbiettivo di costruire vere economie di scala. Questa giunta ha perso e perderà la scommessa, non per gli sforzi di salvaguardare la qualità e la quantità ma perché non ha prodotto e risposto ai nuovi bisogni dei propri cittadini con modelli e con idee innovative sulla gestione non attuando e producendo scelte di politica di riconversione a 360° e di innovazione reale.


Il mantenimento seppur di buona qualità non avrà più le condizioni di sostenibilità ed allora, come sempre succede la colpa, verrà data a qualcun altro. Non basta un manifesto sul balcone del municipio per scaricare le responsabilità, da 10 anni gridiamo al lupo al lupo e poi vengono chiusi i bilanci con avanzi di amministrazione: capacità amministrativa?, buona gestione ? o mancanza di capacità politica di governo ? La verità: lasciare la gestione troppo spesso delegata ai dirigenti che per natura sono dei grandissimi conservatori. Va ridata alla politica il giusto ruolo della determinazione nelle scelte e nella pianificazione, ma ormai a Forlì i partiti hanno delegato ad altri e questo produrrà un arretramento del nostro territorio e della nostra città.

 

Lodovico Buffadini

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(Ex assessore comunale al bilancio)

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