Forlì, boccata d'ossigeno per l'aeroporto. La Camera di commercio si sostituisce alla Regione

Forlì, boccata d'ossigeno per l'aeroporto. La Camera di commercio si sostituisce alla Regione

Forlì, boccata d'ossigeno per l'aeroporto. La Camera di commercio si sostituisce alla Regione

FORLI' - Boccata d'ossiegno per l'aeroporto di Forlì. E' quella che arriva grazie all'impegno della Camer di commercio di Forlì-Cesena, che ha deliberato (non senza sofferenze e mal di pancia) di concedere un anticipo di 800mila euro per ricapitalizzare Seaf al posto della Regione. In pratica, la Regione ha deciso di non partecipare alla ricapitalizzazione della società, in attesa che vada in porto la privatizzazione (4 marzo la scadenza del bando) oppure l'integrazione con Rimini.

 

Un gesto di generosità dell'ente camerale, che però era indispensabile per mantenere in vita lo scalo forlivese, che senza il completamento della ricapitalizzazione a 3 milioni e 98mila euro avrebbe perso la concessione trentennale di Enac, che era vincolata a questo aumento di capitale.

 

D'altra parte è facile leggere tra le righe delle dichiarazioni rese in queste settimane dalla Regione e soprattutto dal suo assessore ai Trasporti, Alfredo Peri, che a Bologna l'intenzione è quella di investire nel caso di un accordo di fusione tra Forlì e Rimini, cioè tra Seaf e Aeradria, le società di gestione dei due scali.

 

Un'integrazione alla quale Forlì potrebbe arrivare in posizione di debolezza rispetto a Rimini, che ha già fatto sapere attraverso il presidente di Aeradria Massimo Masini, che la vocazione all'incoming, cioè ai voli per passeggeri, spetta allo scalo rivierasco, mentre a Forlì toccherà la formazione. Si tratta solo di un'opinione, che però non sembra essere molto condivisa in terra forlivese. Le prossime settimane saranno decisive. 

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