Forlì: boom di nascite a luglio, 76 in quindici giorni

Forlì: boom di nascite a luglio, 76 in quindici giorni

Forlì: boom di nascite a luglio, 76 in quindici giorni

FORLI' - Super lavoro per la cicogna sotto l'ombrellone. Nei primi sedici giorni di luglio, il reparto di Ostetricia-ginecologia dell'Ausl di Forlì, diretta dal dottor Gianfranco Gori, ha registrato un boom di nuovi nati. Sono stati ben 76 i parti registrati da inizio mese, con una netta ripresa rispetto ai mesi precedenti. Il confronto fra primo semestre 2008 e analogo periodo del 2007 mostrava infatti una leggera flessione delle nascite registrate in città.

 

Al 30 giugno i parti erano 753, di cui 208 cesarei, mentre l'anno precedente ci si era attestati a quota 774, con 191 cesarei. Al 16 luglio, invece, si è già balzati a 829 gravidanze andate a buon fine, il che fa ritenere di poter bissare il record del 2007, con 1.560 nati, di cui 360 da parti cesarei e 389 partoriti da mamme non italiane.

 

Per quanto riguarda, invece, le interruzioni volontarie di gravidanza, nel primo semestre di quest'anno ne sono state effettuate 150, di cui un terzo hanno interessato donne straniere, mentre lo scorso anno si era arrivati a 192, di cui 99 richieste da straniere. Sotto questo aspetto, stretta è la collaborazione con Comune e associazioni di volontariato nell'ambito del protocollo sottoscritto nel 2007 al fine di ridurre il numero di aborti. In sedici mesi (l'ultimo rilevamento risale al maggio 2008 e il protocollo è operativo dal febbraio 2007), non a caso, su 298 donne presentatesi al consultorio per l'Ivg, ben 27 hanno accettato di portare a termine la gravidanza.

 

L'Unità operativa di Ostetricia-ginecologia lavora fianco a fianco col Comune anche nello svilupo del percorso nascita, basato su una stretta integrazione fra aspetti sociali e sanitari, con una rete di servizi a 360 gradi offerti alle donne. Fra questi ultimi, sono comprese consulenze familiari durante l'attesa, percorsi di preparazione alla nascita e alla genitorialità, assistenza al parto in ospedale e colloqui domiciliari nel puerperio. Importante il riscontro sul fronte nascite.

 

«Dai 798 parti del 1997 siamo passati ai 1.560 dello scorso anno - illustra il dottor Gianfranco Gori - tale boom è dovuto anche alla costante introduzione, negli ultimi anni, di nuovi servizi». Fra questi ultimi va senz'altro segnalata la possibilità di poter accedere, gratuitamente, 24 ore su 24, al parto in analgesia, praticato, in collaborazione con l'U.O. di Anestesia e Rianimazione, diretta dal dottor Giorgio Gambale, a partire dal marzo 2007. Tale metodica ha lo scopo di ottenere un contenimento e una riduzione del dolore fisiologicamente presente durante il travaglio. Grazie a questa tecnica, e in virtù dei bassissimi dosaggi farmacologici impiegati, infatti, le contrazioni uterine non vengono percepite in modo doloroso, si diminuisce lo stress materno e si migliora la perfusione placentare, con garanzia della omeostasi materno-fetale. Si tratta, inoltre, di una procedura flessibile, per la possibilità di modulare la quantità di analgesici/anestetici secondo la fase del travaglio e l'intensità del dolore, nel pieno rispetto del processo naturale. «Le analgesie sul numero totale di parti naturali, esclusi quindi quelli cesarei, si sono aggirate sul 17-18% - illustra il direttore - un dato in linea con quello previsto per una realtà in crescita su queste tematiche».

 

L'unità diretta dal dottor Gori, può inoltre vantare un reparto di Ostetricia e una sala parto a completa gestione ostetrica, anche per ciò che riguarda i tagli cesarei. «I vantaggi di questo tipo di organizzazione sono consistenti - illustra il dottor Gori - in quanto non essendoci bisogno dell'intervento di infermiere strumentiste ma essendo le ostetriche a curare ogni aspetto, si garantiscono maggior continuità assistenziale e interventi più rapidi».

 

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Nello sforzo di offrire sempre nuovi servizi alla donna, l'U.O. di Ostetricia-ginecologia dell'Ausl di Forlì ha recentemente attivato un nuovo percorso di oncologia-chirurgica, in collaborazione con l'Irst di Meldola e l'Università di Modena, diretto a sviluppare in particolare l'oncologia ginecologica chirurgica. «La nostra unità avrà la supervisione dell'intero iter - illustra il dottor Gori - l'obiettivo è fornire alla paziente un'assistenza completa, seguendola dal momento in cui entra in ospedale sino alla fase post-operatoria del follow up e delle cure successive all'intervento».

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