Forlì, boom di patologie andrologiche nei ragazzi di 16 anni

Forlì, boom di patologie andrologiche nei ragazzi di 16 anni

Forlì, boom di patologie andrologiche nei ragazzi di 16 anni

FORLI' - Nel 2010 il progetto andrologico promosso dall'equipe del Consultorio Giovani e dal reparto di Urologia dell'Ausl di Forlì ha portato alla luce un fenomeno sin lì passato sotto silenzio: l'elevata incidenza di problematiche dell'apparato riproduttivo maschile nei ragazzi forlivesi di 16 anni. Su 250 maschi delle scuole superiori della nostra città sottoposti a controlli, infatti, ben 116 (46,4%) sono risultati affetti da patologie, percentuale ben al di sopra della media nazionale (intorno al 30%).

 

Sulla scorta di tali dati, l'Ausl di Forlì, in collaborazione con l'Ufficio scolastico provinciale di Forlì-Cesena, ha organizzato, sabato 2 aprile, in sala Zambelli (Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Forlì), un convegno diretto a coinvolgere su queste tematiche i responsabili dell'assistenza primaria, così da favorire la diagnosi delle problematiche andrologiche il prima possibile, ed evitare che si trascinino fino all'adolescenza. D'altronde, i numeri dello screening in corso in questi mesi confermano la rilevanza del problema. «Continuiamo a riscontrare percentuali molto alte di patologie dell'apparato genitale maschile - illustra la dott.ssa Nancy Inostroza, responsabile del Consultorio Giovani dell'Ausl di Forlì - le più frequenti sono varicocele, ovvero dilatazione delle vene testicolari che può compromettere la motilità degli spermatozoi e di conseguenza la fertilità, fimosi, vale a dire restringimento del prepuzio, e brevità del frenulo». Sino ad ora, sono 191 le visite effettuate da gennaio, con la prospettiva di superare ampiamente le 250 del 2010 alla fine dell'esperienza. Anche perché agli istituti già coinvolti lo scorso anno (liceo scientifico "Paulucci Di Calboli", Itc "Matteucci", Itg "Alberti", Iti "Marconi", Ita "Baracca", Enaip), si è aggiunto il liceo classico "G.B. Morgagni". «L'adesione è stata alta - commenta la dott.ssa Inostroza - più della metà degli studenti maschi ha deciso di sottoporsi ai controlli e, al liceo scientifico, abbiamo toccato quota 89%. Il merito è degli insegnanti, che hanno collaborato attivamente al progetto, motivando i ragazzi alla visita andrologica».

 

Il convegno servirà a fare il punto sullo stato di salute sessuale degli adolescenti forlivesi. «Purtroppo, nel maschio manca la cultura della prevenzione - commenta la dott.ssa Nancy Inostroza, responsabile del Consultorio Giovani - Occorre dunque lavorare sul versante della sensibilizzazione, ed è per tale motivo che abbiamo deciso di coinvolgere medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, oltre che operatori dei Consultori. Molte delle patologie riscontrate, infatti, vanno trattate in età pediatrica. Il prossimo passo sarà rivolgerci direttamente ai genitori, anche per capire qual è il loro rapporto coi figli in materia di educazione sessuale».

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