Forlì, Bulbi replica al Wwf: "Non è previsto aprire alla caccia la zone interdette"

Forlì, Bulbi replica al Wwf: "Non è previsto aprire alla caccia la zone interdette"

Forlì, Bulbi replica al Wwf: "Non è previsto aprire alla caccia la zone interdette"

FORLI' - Non si fa attendere la risposta del presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi, accusato dal Wwf di fare "riunioni carbonare" con le associazioni venatorie per stabilire un'eventuale apertura alla caccia di vasta foreste demaniali a ridosso del parco nazionale delle Foreste Casentinesi. Per Bulbi si tratta di bugie: "Non abbiamo previsto la caccia ‘tout court' nelle zone ad essa precluse e dire il contrario è mentire consapevolmente".

 

Polemico Bulbi: "Non servirebbe rispondere all'ultima uscita del WWF provinciale, normalmente, infatti, le sue prese di posizione sembrano solo funzionali a ricordarci che esiste; poiché, però, questa volta, a parte le frasi trite e ritrite contro di me, sono state espresse considerazioni irrispettose verso le associazioni partecipanti all'incontro e dette assolute falsità, condite persino da "folklore risorgimentale", credo sia giusto spiegare ai nostri concittadini di cosa i "professionisti dell'ambientalismo" vanno cianciando".

 

"Come tutti sanno (tranne ovviamente quelli del WWF), il settore agroalimentare è uno degli assi portanti della nostra economia. Esso sconta, però, grosse difficoltà legate ad esempio alla redditività delle produzioni e ai danni provocati dai fenomeni atmosferici. Come non bastasse i nostri produttori agricoli, specie quelli delle zone in cui è proprio l'agricoltura a tener vivo il territorio, vedono le loro coltivazioni spesso funestate dagli ungulati, cinghiali in particolare, che, nonostante gli accattivanti poster del WWF, non risparmiano gravissimi danni alle colture e quindi al reddito di decine e decine di famiglie".

 

Ancora Bulbi: "Da qui la decisione di convocare ufficialmente un incontro (altro che Carboneria signori!); uno delle decine che faccio quotidianamente, per ascoltare, fare il punto della situazione e definire possibili interventi, fra cui alcuni istituti di gestione che permettano di limitare i danni alle coltivazioni. Non abbiamo quindi previsto, come affermano, la caccia ‘tout court' nelle zone ad essa precluse e dire il contrario è mentire consapevolmente"

 

Ed infine: "Certo è facile per gente che ha lo stipendio garantito tutti i mesi o gode addirittura di una pensione d'oro, pontificare saccentemente sul lavoro di chi trae dalla terra il suo sostentamento. Ci dicano perciò se, mancando agli enti locali le risorse per rimborsare i danni o anche solo limitarli, sono disponibili, magari coi fondi del WWF o il loro stipendio, a mettere a disposizione le somme necessarie. La risposta la conosciamo già. Siamo, infatti, abituati alle loro battaglie contro tutto, alla politica del "NO" ad ogni iniziativa che può favorire lo sviluppo di un territorio. Si sappia che, nei fatti, sono persino contrari alle "energie rinnovabili"che tanto sbandierano: con ricorsi, denunce, creazione di comitati ad hoc non permettono infatti la realizzazione dell'eolico, del fotovoltaico, del trattamento delle biomasse".

 

E conclude Bulbi: "Vogliono le mie dimissioni? Si ricordino il consenso che ha ottenuto alle ultime elezioni il candidato ambientalista da loro sostenuto. I nostri concittadini hanno da tempo capito che non sono questi i "paladini dell'ambiente" e li hanno da tempo estromessi dalle istituzioni. Con le riunioni carbonare fu fatta l'Italia; chissà che con i miei incontri (che però segreti non sono) io non riesca a risolvere qualche problema".

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