Forlì, Burnacci (PdL) sul bilancio del Comune: "Tagliò di più il governo Prodi"

Forlì, Burnacci (PdL) sul bilancio del Comune: "Tagliò di più il governo Prodi"

FORLI' - "In periodi di maggiore tranquillità economica, Bersani e Visco, del centro-sinistra, imposero al Comune di Forlì salassi ben più gravi ma, come succede, si usano due pesi e due misure, con una posizione parossistica verso il centro-destra che fa perdere il lume della ragione": lo dice Vanda Burnacci, esponente del PdL. "In un momento, come il presente il contenimento della spesa anche dei Comuni è un contributo per la stabilità generale".

 

Critica Burnacci: "Il principio della selezione della spesa non è certo stato inventato da Berlusconi e da Tremonti: fu impostato con una legge dal governo Prodi nel 2007 e giustamente infatti la Corte dei Conti ha chiesto una relazione apposita al Comune di Forlì sul piano triennale adottato per ridurre la spesa corrente (come risulta dalla Relazione dei Revisori dei Conti). Noi del P.D.L. non vogliamo fare sconti al governo Berlusconi. Analizzeremo quindi con scrupolo i vincoli che il governo ha inteso porre: non abbiamo difficoltà ad ammettere lati negativi e positivi di tali vincoli".

 

"La prima categoria dei vincoli riguarda i trasferimenti statali (Legge 122 del 2010) ai Comuni e quindi anche al Comune di Forlì. In conseguenza di ciò, il Comune di Forlì riceverà (anche se avremo modo di dimostrare che la previsione è troppo pessimistica) 3.406.000 euro in meno rispetto all'assestato 2010: il contributo statale sarà di 28.080.000 + 2.578.000 euro di compartecipazione I.R.P.E.F., quindi 30.658.000 su un totale di entrate di 102.556.000. Si tratta di un "sacrificio" ragionevole di contenimento delle entrate che i nostri cittadini possono capire. Non era proprio il caso che la Giunta premesse la leva dell'aumento delle entrate proprie, alzasse le rette della scuola materna e dei nidi, prevedesse una cifra spropositata per le multe, elevasse del 10% il canone di occupazione delle aree pubbliche: famiglie ed attività economiche vanno tutelate".

 

"Bastava ragionare come Cesena che, facendo con tre milioni in meno, ha cercato di tagliare la spesa superflua o meno fondamentale. Concludendo, certo si tratta di un taglio governativo ma finalizzato verso la direzione della riduzione della spesa: Forlì ha preso la strada opposta (aumento delle entrate), sostenendo che nella spesa non si poteva tralasciare nulla. La seconda categoria di vincoli del governo Berlusconi è il blocco degli aumenti tributari. Per il triennio 2009/2011, comunque fino al federalismo fiscale, i Comuni sono costretti a non aumentare i loro tributi locali".

 

E ancora Burnacci: "E' un principio giusto perché sarebbe assurdo che il governo bloccasse le sue tasse e, attraverso uno scaricabarile, permettesse ai Comuni di elevare le loro. Questo è un sopruso che strangola l'autonomia tributaria dei Comuni o è una misura sacrosanta? In periodi di difficoltà del potere d'acquisto delle famiglie, la scelta del blocco tributario è sacrosanta. Ma cosa avrebbe voluto fare il Sindaco Balzani? Voleva forse elevare l'addizionale I.R.P.E.F. che è già tra le più alte? Forlì applica già nell'ICI tutti i massimi per immobili e terreni e il massimo viene applicato anche per l'imposta di pubblicità. A nostro parere è poi un'assurdità che si sia elevato il canone di occupazione delle aree pubbliche (COSAP). Si è giocato sul fatto che è un canone e non una tassa o imposta".

 

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"La terza categoria di vincoli riguarda il turn-over: per quanto riguarda i pensionamenti del personale, i Comuni possono operare il 20% di assunzioni rispetto alla spesa dell'anno precedente; tale vincolo si aggiunge alla riduzione della spesa per il personale già imposta dal governo Prodi. Il Comune di Cesena, per esempio, ha reagito diversamente ammettendo che, nel tempo, sono stati fatti molti contratti di collaborazione e che, nell'anno 2011, si farà con almeno 20 persone in meno. A Forlì invece la spesa del personale diminuirà nel 2011 dello 0,07% rispetto all'assestato 2010: quindi niente. La percentuale di spesa per il personale è enorme, del 35,12%; la spesa totale sarà di 32.754.811. Se nel 2004 era del 33,9%, come mai è balzata al 35,12% nonostante che, dal 2004 al 2009, il precedente Sindaco Masini abbia appaltato all'esterno alcuni nidi, la piscina, la cura del verde, il centro di cottura per la mensa, gli impianti sportivi, i centri diurni per anziani ? La spesa per i servizi appaltati all'esterno esce dalla voce "personale", cambia nome e viene inquadrata nella "prestazione dei servizi". La lievitazione della spesa del personale ha dell'inverosimile. La delega al personale di solito viene tenuta dal Sindaco: Balzani l'ha trasferita all'Assessore Maltoni. Quando si renderà conto alla città della incredibile voragine di tale spesa?", conclude Vanda Burnacci.

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