Forlì, caldaie e stufette. Il pericolo viene dal camino

Forlì, caldaie e stufette. Il pericolo viene dal camino

Forlì, caldaie e stufette. Il pericolo viene dal camino

FORLI' - Caldaie e stufette, il pericolo viene dal camino. Con l'inizio di novembre, la normativa in materia consente l'accensione degli impianti, ma prima di procedere è bene effettuare un'attenta manutenzione, in particolare alle vie di evacuazione dei fumi, ovvero canne fumarie, camino, e comignoli. In passato si registrarono tre casi di intossicazione da monossido di carbonio, con tanto di ricovero in camera iperbarica a causa di malfunzionamenti di impianti già controllati.

 

«Purtroppo, tutti gli anni registriamo infortuni, più o meno seri, legati al cattivo funzionamento di caldaie e, soprattutto, stufette - commenta Luciano Valentini, direttore dell'U.O. Impiantistica Antinfortunistica del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl di Forlì - A volte, gli incovenienti si verificano nonostante sia stata effettuata la manutenzione, che spesso risulta superficiale e poco approfondita».

 

«Quando intervenimmo - ricorda il dott. Valentini - verificammo serie negligenze: in una casa, il camino era ostruito da un nido, che aveva impedito ai fumi di uscire, nelle altre, invece, la canna fumaria era così piena di fuliggine e sporcizia da aver costituito un tampone». Questo accade perché spesso nell'effettuare la manutenzione ci si sofferma più sul rendimento dell'apparecchio che non sullo stato dei canali di evacuazione dei gas.

 

«Ogni casa produttrice è collegata a una ditta che si occupa di ispezionare periodicamente gli impianti - spiega dott. Valentini - A seguito del controllo, l'incaricato rilascia una dichiarazione di conformità, compilando il libretto dove si annotano tutti gli esiti delle verifiche. La normativa prevede per le caldaie più piccole una manutenzione annuale, mentre per le caldaie centralizzate ogni sei mesi. In ogni caso, l'aspetto più importante sono le vie di evacuazione dei fumi: se non funzionano bene, c'è il rischio di intossicazione da monossido. Bisogna pertanto sincerarsi che l'addetto alla manutenzione ispezioni bene anche queste componenti».

 

Per evitare brutte sorprese, si possono poi utilizzare alcuni accorgimenti, ad esempio «inserire nel camino una rete di protezione, così da evitare che gli uccelli o altri intrusi vi possano penetrare». In altri casi, i pericoli derivano dall'imperizia dei singoli. «Diversi incidenti li registriamo a inizio autunno, quando il freddo si avverte solo di mattina e di sera - racconta il direttore - Per avere un po' di calore senza bisogno di avviare la caldaia, ci sono persone che accendono il forno a gas della cucina, tenendo lo sportello aperto. In stanze piccole, l'ambiente fa presto a saturarsi di monossido, soprattutto se non ci sono né cappa né foro di aerazione. Una situazione di questo genere si è verificata una volta, in un monolocale abitato da una coppia: la moglie è svenuta, il marito, per fortuna, è riuscito a dare l'allarme». Un altro periodo a rischio è quello delle festività natalizie.

 

«Fra Natale e Capodanno, complici le ferie e il freddo, si passa più tempo in casa, senza, magari, aerarla adeguatamente - illustra Valentini - Qualora si accenda il camino e, contemporaneamente, sia in funzione la caldaia, può avvenire un'inversione del tiraggio: non essendoci sufficiente aria per la combustione, il camino risucchia tutta quella presente all'interno dell'abitazione, compresi i fumi della caldaia, che, se quest'ultima non è stagna, rifluiscono all'interno, con seri rischi per la salute. Alcuni anni fa, c'è stato un ricovero in camera iperbarica per tale fenomeno».

 

Un discorso particolare riguarda i sistemi di riscaldamento delle seconde case, in collina e/o al mare. «Qui l'impianto resta spento molti mesi l'anno - spiega il direttore - e, spesso, si accende saltuariamente, senza controllare adeguatamente gli scarichi dei fumi. Inoltre, queste abitazioni sono servite spesso da stufette portatili o a gas, su cui bisogna operare ispezioni accurate, perché pericolose». Più in generale, la diffusione di impianti di riscaldamento singoli ha accresciuto il rischio di incidenti. «Molti, però, tendono a collocare le caldaie all'esterno, così, anche in caso di malfunzionamento o cattivo tiraggio, i pericoli per la salute sono limitati - commenta Valentini - i sistemi di riscaldamento centralizzato, invece, pongono minori problemi».

 

Controlli minuziosi sono fondamentali anche ai fini del risparmio energetico degli apparecchi. «Se la caldaia evacua bene i fumi, brucia meno combustibile e, di conseguenza, inquina di meno - illustra Valentini - Anche impianti iper-efficienti, se non adeguatamente manutentati, danno scarsi risultati».

 

L'U.O. Impiantistica Antinfortunistica, che opera sull'intera provincia di Forlì-Cesena, effettua le verifiche degli impianti centralizzati dei condomini, oltre i 116 kilowatt, mentre nelle singole abitazioni esegue, in base a una convenzione siglata col Comune di Forlì nel 1994, controlli sulle nuove installazioni, per accertare che siano state realizzate nel rispetto della normativa vigente. Inoltre, si attiva per indagare la causa dei malfunzionamenti dei sistemi di riscaldamento ogni volta che vi siano segnalazioni da parte di cittadini, Vigili del Fuoco, enti locali, o si verifichino incidenti e/o infortuni.

 

«Purtroppo, anche nell'attività di ispezione dei nuovi impianti, riscontriamo non conformità - dichiara il direttore - La principale riguarda l'assenza del foro di aerazione, la seconda il dimensionamento delle tubazioni, che, però costituisce un rischio residuale». Tali controlli sono una sessantina all'anno, pari al 10% delle concessioni edilizie rilasciate dal Comune. In quest'ambito, le non conformità sono scese, ultimamente, intorno al 5%. I sopralluoghi a seguito di segnalazioni, infortuni, incidenti sono, invece, 30-40 l'anno, con 3-4 casi di infortunio.

 

L'U.O. Impiantistica Antinfortunistica si occupa poi di tutti controlli a impianti di riscaldamento, elettrici, di elevazione a livello industriale, e svolge un'importante attività formativa. «In collaborazione con associazioni di volontariato come Auser - conclude Valentini - abbiamo tenuto incontri sui temi della sicurezza domestica, mentre con quelle di categoria, quali Confartigianato, organizziamo eventi seminariali in diversi ambiti, ad esempio, come effettuare una corretta e completa manutenzione».

 

Da segnalare, a questo proposito, che il 26 novembre, nell'Auditorium di via Flavio Biondo 16, a Forlì, si terrà il convegno "Canne fumarie: incendi e incidenti", che vedrà l'intervento di Roberto Zecchini, del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl di Forlì, con un intervento dal titolo "Requisiti di sicurezza e funzionalità di scarico dei fumi con verifiche".

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