Forlì, cambia la tariffa sui rifiuti e resta l'Iva "tassa sulla tassa"

Forlì, cambia la tariffa sui rifiuti e resta l'Iva "tassa sulla tassa"

Forlì, cambia la tariffa sui rifiuti e resta l'Iva "tassa sulla tassa"

FORLI' - La delibera sul passaggio da "tariffa di igiene e ambiente" a "tariffa integrata ambientale", cioè da ‘Tia' a ‘Tia', ha tenuto banco lunedì pomeriggio in Consiglio comunale: dietro una modesta e apparentemente insignificante modifica del nome, infatti, vi è la soluzione che il Comune di Forlì ha adottato per "salvare" il pagamento dell'Iva fino al 10 percento nelle bollette dei rifiuti, negata sia dalla Corte Costituzionale (sentenza 238/2009) e dalle sezione unite della Corte di Cassazione (sentenza 8313/2010).

 

Di fatto si tratta di un escamotage amministrativo per far fronte alla bocciatura l'Iva  sulla tariffa dei  rifiuti. Tutto nasce dalla decisione, che risale ad oltre un anno fa, della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto che la tariffa sui rifiuti, introdotta nel '97 dal decreto Ronchi, non è mai stata una vera tariffa commisurata ai servizi ma di fatto una tassa come la vecchia Tarsu. Da qui l'illegittimità della prassi che vedeva l'applicazione dell'Iva, ossia di una tassa sulla tassa.

 

Il Comune sostiene che le sentenze non hanno effetto, in quanto comunque quei costi rientrerebbero con un aumento del tributo sui rifiuti. Ma, obietta Raffaella Pirini in Consiglio Comunale: "Il risultato per il cittadino è piuttosto strano: i Comuni, invece di fare un'azione sullo Stato che si è appropriato indebitamente dell'Iva, scelgono di dare una spalla allo Stato stesso per sostenere una cosa non giusta". E ancora: "Cambiare nome alla tariffa non è un'azione molto bella nei confronti dei cittadini, che non potranno avere la possibilità di richiedere il rimborso dell'Iva". Per Pirini, insomma, "si tratta di una questione di principio".

 

Ben diversa, invece, è la posizione dell'assessore al Bilancio Emanuela Briccolani, che non accetta "che passi il messaggio che stiamo tutelando l'amministrazione e non chi paga". E ancora: "Non vogliamo penalizzare i cittadini, ma una scelta diversa penalizzerebbe le aziende". Per l'assessore, infine, è "assurdo che nel momento in cui parte la raccolta dei rifiuti ‘porta a porta' si passi da tariffa a tributo".

 

Ancora più netto Marcello Rosetti: "Chi vota contro, vota perché le aziende e le partite iva, in un momento di crisi, si ritrovino a pagare dal 7 al 10 percento in più sui rifiuti, a fronte di un vantaggio di cui non godrà nessuno, tutte le altre interpretazioni sono favole". Una linea che trova d'accordo anche il Pdl. Così Vanda Burnacci: "Riconosciamo che il Comune non sta perseguendo i suoi interessi e che non si fa qualcosa contro i cittadini". La delibera è infine passata col voto favorevole di Pd e Idv, l'astensione di Pdl, Lega Nord e Udc e il voto contrario di Destinazione.

 

Di fatto cosa cambierà? Poco o niente, perché per quella tariffa (la nuova ‘Tia' prevista da una legge del 2006) non ci sono ancora i regolamenti attuativi.  Il provvedimento sarà retroattivo dal primo di gennaio del 2010 ma di fatto nessuno se ne accorgerà, tranne per coloro che già hanno tentato di richiedere il rimborso dell'Iva per il 2010 e che si vedranno sfumare questa possibilità.

 

Abbiamo deciso di fare così perché la situazione è molto confusa anche a livello nazionale- dice l'assessore al Bilancio Emanuela Briccolani -. Abbiamo anche chiesto un parere all'Agenzia delle entrate per capire cosa fare e la risposta al nostro quesito non è stata per nulla risolutiva". Alla fine il Comune ha deciso di seguire la strategia consigliata dall'Anci: "Introdurremo una modifica che non cambia le carte in tavola e in ogni caso andiamo verso il porta a porta e quindi versouna tariffa che sarà davvero tale", conclude Briccolani.

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