Forlì, campo di lavoro per aiutare i bambini palestinesi

Forlì, campo di lavoro per aiutare i bambini palestinesi

FORLI' - Una settimana di lavoro per sostenere i bambini palestinesi. E' il "Campo Shalom", la proposta congiunta del Comitato per la lotta contro la fame nel mondo di Forlì e della Caritas diocesana di Forlì-Bertinoro, rivolta a tutti i giovani forlivesi dai 16 anni in su che vogliano vivere almeno una settimana d'estate tutta cuore e solidarietà. Il campo di lavoro per la raccolta di materiale usato si terrà dal 20 al 27 giugno nelle parrocchie di San Martino Villafranca, San Tomè, Roncadello, Malmissole, Bussecchio, Cà Ossi, San Giovanni Evangelista, Regina Pacis e Santa Caterina. I giovani che avranno aderito, coordinati da Silvia Gasperoni e Davide Rosetti e accolti per una settimana nel seminario vescovile di via Lunga, si faranno "cenciaioli per amore, per condivisione e per servizio" secondo lo stile consolidato dell'onlus fondata nel 1963 dalla martire di carità Annalena Tonelli.

 

 "Un campo che si chiama Shalom - dichiara Maria Teresa Battistini del Comitato - non dà certo spazio ad equivoci: la pace è un'opera, una costruzione, un lavoro e si realizza solo a condizione di mettersi tutti insieme con un scelta ed un impegno nati dalla disponibilità di tempo, di cuore, di fantasia". I ragazzi di "Shalom", supportati dai volontari del Comitato, che metteranno a disposizione esperienza e mezzi di trasporto, ma anche il magazzino di conferimento e selezione dei beni raccolti, andranno di casa in casa alla ricerca di oggetti usati di vario genere: mobili, oggettistica, libri e indumenti. La sera, terminata la lunga giornata di lavoro, si terranno momenti di riflessione, testimonianze e proiezioni sui valori della pace, della riconciliazione fra i popoli e degli stili di vita. Tutto farà brodo per entrare nello spirito di servizio del "Campo Shalom". "Ci auguriamo che la nostra fatica - dichiara Silvia Gasperoni - divenga balsamo sulle ferite di creature sofferenti e speranza di un futuro di pace, e che serva anche a far entrare i giovani nella logica della condivisione e del servizio, in pratica a prendersi cura del prossimo". Archiviata l'esperienza 2009, che ha fruttato un aiuto concreto alla popolazione eritrea in preda a fame e carestia, il secondo "Campo Shalom" andrà a sostegno di un centro di riabilitazione in Palestina per bambini traumatizzati dalla guerra. Lo stesso Comitato per la lotta contro la fame nel mondo di Forlì ospitò, nel luglio 2009, un commovente incontro con don Hanna Salem, prete cattolico palestinese e scomodo testimone del dramma che sta vivendo il suo popolo "straniero in patria".

 

 La nascita dello stato d'Israele, nel 1948, ha dato soluzione all'esodo biblico del popolo ebraico, culminato nell'olocausto nazista, ma ha pure scatenato la tragedia di gran parte dei palestinesi, costretti a lasciare le proprie case e a languire nei campi profughi libanesi o giordani. Per quanti rimasero in Cisgiordania o "West Bank", all'epoca territorio giordano, l'incubo ha avuto inizio nel 1967 con l'occupazione dei soldati della Stella di David, vincitori della Guerra dei Sei Giorni. Dal 2000, l'anno della prima "Intifada", ha fatto la sua apparizione il famigerato muro di confine lungo 730 chilometri, sdoganato in tutto il mondo come baluardo contro il terrorismo. "L'Autonomia Palestinese - denunciò don Hanna Salem - è una realtà fittizia. Il vero problema è che siamo un popolo senza terra né futuro".

  

Piero Ghetti

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Ragazzi, date più risalto a notizie come questa, laddove si annuncia che alcuni giovani forlivesi sono ancora disposti a donarsi ai più poveri e sfortunati senza adagiarsi in cazzeggi e mojitos alcolici nei vari pub cittadini (sempre pieni, altro che crisi!)

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