Forlì, carcere. Il Pd: "Situazione più critica in Regione"

Forlì, carcere. Il Pd: "Situazione più critica in Regione"

Forlì, carcere. Il Pd: "Situazione più critica in Regione"

FORLI' - "Caldo, umidità, sovraffollamento, carenza di personale questa è la situazione in cui si trova la maggior parte degli istituti carcerari. In particolare nel carcere di Forlì si aggiungono anche le crepe sui muri, le celle anguste e soffocanti che sono caratteristiche intrinseche alla struttura. Le celle singole sono state adibite a doppie e non mancherà molto che dovranno diventare triple". Il nuovo allarme viene lanciato dai consiglieri regionali del Pd, Thomas Casadei e Tiziano Alessandrini.

 

"Dove sono finiti i diritti di queste persone? Ormai la situazione è giunta ad un livello insopportabile: i parecchi casi di autolesionismo ne sono una triste conferma. Il carcere di Forlì registra la situazione più critica in assoluto su scala regionale, come da più parti si è fatto rilevare e come più volte abbiamo cercato di segnalare. Il governo non può stare anche questa volta a guardare lasciando le comunità locali con le mani legate a cercare di risolvere un problema che attiene i diritti delle persone detenute e quelli del personale penitenziario".

 

"Se il governo intende mantenere lo stato di sicurezza riempiendo gli istituti come magazzini di stoccaggio di certo ci sta riuscendo. L'amministrazione comunale di Forlì, sotto questo profilo, non può sostituirsi allo Stato - sottolineano Casadei e Alessandrini - Più volte è stato opportunamente e con forza sollevato, anche dalla stessa amministrazione, il problema dell'igiene pubblica e della sicurezza della struttura. Nonostante ciò il silenzio del Ministero della Giustizia continua a rimanere tale; nonostante nel gennaio 2010 si siano fatte dichiarazioni importanti: ampliamento delle strutture esistenti, costruzione nuove carceri, aumento del numero di dipendenti. Peccato che la situazione sia sempre la stessa e che finisca per non essere rispettato l'art. 27 della Costituzione: "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".

 

"La soluzione per il sovraffollamento non è il condono per i piccoli reati: si tratta di una soluzione temporanea perché chi ha commesso un reato ritorna a compiere il fatto dopo qualche anno se non ha seguito un percorso di reintegrazione nella società. Bisognerebbe invece potenziare e incentivare l'intervento della società civile e quindi collaborare con terzo settore e cooperative che potrebbero dare una mano a lungo questa strada. Purtroppo per fare questo servono piani concreti e non soltanto propagandistici come quelli fatti dal Ministro Alfano".

 

"La sofferenza non è solo dei detenuti ma anche del personale di sorveglianza che si trova ad affrontare ogni giorno questa situazione di degrado e di impotenza ma anche di potenziale rischio. Il numero di agenti non è sufficiente. La mancanza di organico contribuisce ad aggravare una situazione che è ormai sul punto di esplodere, come abbiamo avuto modo di riscontrare anche con una visita compiuta qualche mese fa".

 

"Nonostante questo quadro davvero non degno di un paese civile e la mancanza di reali piani da parte del governo, non intendiamo di certo rassegnarci e, nel ribadire la nostra vicinanza al personale e agli agenti e la necessità di rispettare i diritti fondamentali dei detenuti, esprimiamo pubblicamente il nostro sostegno alla manifestazione indetta dalla CGIL per mercoledì 30 marzo e ad altre forme di mobilitazione che porranno la questione all'attenzione della cittadinanza e delle istituzioni competenti sulla scala nazionale".

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