Forlì, Casadei (Pd): "Un primo marzo di mobilitazione comune"

Forlì, Casadei (Pd): "Un primo marzo di mobilitazione comune"

Anche io aderisco all'iniziativa contro il razzismo di questo primo marzo, "Una giornata senza di noi", appuntamento di particolare importanza anche per iniziare una necessaria riflessione sulle forme della nostra esistenza comune, su cosa significa essere cittadini e cosa non esserlo, sui criteri di esclusione, anche brutale, dalla vita pubblica.

 

La criminalizzazione di chi è privo del permesso di soggiorno ha prodotto in questi anni effetti a cascata su tutti i migranti che vivono in Italia, rendendo precaria la condizione degli stessi "regolari", esponendoli a continue discriminazioni e alla possibilità sempre presente di ricadere nell'"irregolarità".

 

Uno scempio umano, oltre che giuridico, che ha trovato nella destra che governa l'Italia il motore propulsore, il portatore di una cultura della "caccia al diverso" i cui effetti sono ormai ben visibili a tutti. Discriminazioni, intimidazioni, violenze, sono scenari quotidiani con cui confrontarsi e dai quali cercare di sfuggire, per non finire inghiottiti nella spirale d'odio che certe forze politiche utilizzano per sollevare paure e timori ingiustificati.

Aderendo a questa giornata ho voluto portare la mia solidarietà - e quella di tutti i democratici che hanno nella cultura dell'accoglienza e della solidarietà il loro punto di riferimento - a tutti quei migranti che attraverso questa iniziativa vogliono far percepire, per un giorno, l'importanza della loro presenza economica e sociale, sia attraverso lo sciopero sia attraverso altre forme di protesta come l'astensione dai consumi.

 

E' giunto il momento che questa riflessione coinvolga la vita di tutti e di tutte, migranti e non, studenti, studentesse, lavoratori e lavoratrici, disoccupati e disoccupate, in Italia così come nel resto d'Europa e in altri paesi del mondo. Non è più possibile che questo popolo di "invisibili" continui a rimanere tale, ignorato come se "non esistesse".

 

Sono convinto che soltanto cancellando il razzismo istituzionale e sociale come pratica quotidiana di sfruttamento sarà possibile costruire spazi di convivenza futuri.

 

Thomas Casadei

Candidato consiglere regionale

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Non è che un immigrato in Italia fa i lavori che un italiano non vuole fare. Un immigrato italiano in italia fa i lavori che un italiano non vuole fare alla cifra cui sono offerti. L'immigrazione, che è davvero un patrimonio nei momenti di esplosione della crescita economica diventa un problema negli altri. Lo stato italiano, fatto da italiani, prima deve pensare ai cittadini italiani, poi agli altri. Con solidarietà, rispetto. Ma poi. Così come un padre di famiglia pensa prima ai suoi figli, poi agli sconosciuti. E' razzismo ? Se lo è, sono razzista. Un partito di sinistra dovrebbe essere il primo a comprendere questi concetti di base, così come faceva negli anni 70, quando pensava prima agli operai. Italiani. A quelli che per decenni hanno contribuito e che adesso devono fronteggiare una competizione fomentata proprio dal partito che una volta li rappresentava. Ma il PD è veramente il partito di confindustria ?!

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