Forlì, caso Fiat. Federazione della sinistra: stiamo con la Fiom

Forlì, caso Fiat. Federazione della sinistra: stiamo con la Fiom

La Federazione della Sinistra è a fianco della FIOM nella lotta per la democrazia e per la dignità dei lavoratori. L'accordo separato per lo stabilimento torinese è un sistema autoritario che esclude il confronto con l'azienda e cancella la libertà dei lavoratori sul luogo di lavoro. Per la prima volta, infatti, si elimina l'esistenza del contratto nazionale e si ledono i diritti fondamentali dei lavoratori, impendendo loro di scegliersi liberamente le proprie rappresentanze sindacali.


Un accordo indifendibile e vergognoso, quello che vede, dopo Pomigliano, il no della FIOM CGIL al piano per lo stabilimento FIAT di Mirafiori. Il 23 dicembre a Torino è stato firmato l'ennesimo accordo separato tra azienda e sindacati asserviti a Marchionne. Il piano presentato dall'azienda automobilistica prevedeva modifiche peggiorative su turni, assenze, pause e straordinari. Si riducono, in pratica, le garanzie per i lavoratori e si conferma che non si vogliono pagare i primi giorni di malattia, con sanzioni che possono arrivare fino al licenziamento per i lavoratori che dovessero decidere di scioperare. Inoltre, non solo le due newco che nascono a Mirafiori e Pomigliano saranno fuori da Confindustria, e quindi dagli accordi sottoscritti tra le rappresentanze sindacali e quelle degli industriali, ma di fatto vi sarà una totale esclusione, al loro interno, dalle rappresentanze aziendali (RSA) della FIOM, in quanto non firmataria di questo contratto capestro.

Così facendo, si lede la libertà di ogni singolo lavoratore di aderire all'organizzazione sindacale che meglio lo può rappresentare e che più si batte per i suoi diritti. Insomma, siamo di fronte ad un vero e proprio ricatto, perciò il referendum in queste condizioni è illegittimo e propagandistico,  in quanto ai lavoratori si chiede di rinunciare ai propri diritti, a partire dal diritto ad un lavoro dignitoso, e non di scegliere tra due opzioni ragionevoli.

Questo accordo quindi mina dalle fondamenta i diritti sanciti dalla nostra Costituzione e sostituisce, nei rapporti di lavoro, l'autoritarismo del più forte alla democrazia. Anche da un punto di vista economico la diminuzione dei diritti o il taglio delle pause non porterà benefici, una maggiore produttività del lavoro si realizza con maggiori investimenti in tecnologia e formazione, e non certo esasperando i ritmi di lavoro, forieri, tra l'altro, solo di maggiori incidenti e malattie derivate da stress e alienazione, le quali ricadono, guarda caso, sulla fiscalità generale.

La Federazione della Sinistra di fronte a questo oltraggio democratico è a fianco della Fiom e dell'intera CGIL e farà ogni sforzo affinché i cittadini prendano coscienza della posta in gioco e delle nefaste ripercussioni su tutti i lavoratori italiani che un simile accordo, contro il contratto nazionale, sta già portando in tutti i settori produttivi. Non si tratta solo dei diritti dei lavoratori metalmeccanici ma se dovesse passare questo modello autoritario ed ottocentesco le stesse libertà sostanziali verrebbero meno.

Stiamo assistendo alla progressiva corrosione, in tutti gli ambiti, dei diritti (lavoro dignitoso e sicuro, scuola pubblica, sanità pubblica, salari e pensioni che possano garantire una vita decente, servizi sociali adeguati, ecc.), cioè di tutti quegli elementi che costituiscono una nazione civile e democratica; per questo la battaglia dei metalmeccanici della Fiat è una battaglia di tutti.

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DI FORLI'

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