Forlì, caso Iper. Ragni (PdL): "Per ogni assunto saranno licenziati 6 dipendenti dei piccoli negozi"

Forlì, caso Iper. Ragni (PdL): "Per ogni assunto saranno licenziati 6 dipendenti dei piccoli negozi"

Forlì, caso Iper. Ragni (PdL): "Per ogni assunto saranno licenziati 6 dipendenti dei piccoli negozi"

FORLI' - Lunedì, in consiglio comunale sarà presentata e discussa la nuova delibera dell'ipermercato di via Punta di ferro.  Quella che dovrebbe mettere fine al lungo iter burocratico dopo  il blocco del cantiere per motivi giudiziari e l'integrazione dell'accordo di programma che portava il futuro centro commerciale da 14000 a 21500 metri quadri di superficie di vendita. Polemico Ragni (PdL): "Per ogni nuovo assunto in via Punta di Ferro saranno licenziati 6 dipendenti nei piccoli negozi di Forlì"

 

"Senza dimenticarci che la vicenda degli abusi edilizi nel cantiere ha ancora un'appendice  in tribunale , vorrei soltanto ricordare che con la piena operatività del provvedimento, si perderanno in breve a Forlì  dai 3 ai 6 posti di lavoro per ogni "piccolo negozio" che sarà costretto a chiudere a causa delle forte concorrenza della megastruttura di vendita": commenta Fabrizio Ragni , consigliere comunale del PdL- Ragni riporta le recentissime statistiche  della Cgia di Mestre che ha confermato che - su scala nazionale - ad un aumento di poco più di 21.000 addetti nella grande distribuzione, nelle piccole botteghe commerciali si sono persi invece 130.000 posti di lavoro. Vale a dire che ad ogni lavoratore che ha trovato un'occupazione nei centri commerciali,sono stati licenziati  6 dipendenti nei piccoli negozi.


"E questa ‘regola' - precisa Ragni - ha trovato conferma anche nella nostra regione, perché, sempre in base all'ultima indagine della Cgia di Mestre, in Emilia-Romagna l'aumento della superficie degli Ipermercati dal 2001 al 2009 ammonta ad un +41,1%, ma per contro il declino degli esercizi specializzati di piccola e media vendita ha  scontato un -18,3%, oltre la media che in Italia è del -11,3%! Ad essere precisi,  dal 2001 al 2009 sono cresciuti dal nulla ben 12 ipermercati in Emilia-Romagna che vantano circa 2.331 addetti, mentre, all'opposto sono morte 5.265 imprese attive nel ramo del commercio che occupano in media dai 3 ai 6 posti di lavoro per ogni piccolo negozio. Prepariamoci allora ad una nuova ecatombe di posti di lavoro anche a Forlì": conclude il consigliere comunale del PdL, Fabrizio Ragni , che ricorda con una certa malizia  altri  due particolari: "a fornire il quadro statistico su iper e piccoli negozi era stato il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi candidato alla presidenza della Regione Veneto dal Pd, quindi non può certo essere definito uomo di destra! E inoltre, con il definitivo via libera all'iper dovremmo prendere atto dell'ennesimo successo delle coop rosse, assurte a vario titolo agli ‘onori' delle cronache come la reggiana Coopsette , con buona pace di coloro che ancora credono nella libera e individuale intrapresa senza colore politico o affiliazioni ideologiche! Ed è curiosa la risposta in commissione dell'assessore Rava che , difendendo il progetto di ampliamento dell'iper, avrebbe dichiarato che ‘non gli interessano le questioni politiche' E' vero il contrario: nonostante le mille critiche, politicamente alle  coop rosse  le giunte rosse prestano quello che un tempo si chiamava il mutuo soccorso rosso".

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di corrarturo
    corrarturo

    Ragni mi sembra anche ben poco ferrato sui numeri. 105 negozi + l'ipermercato daranno da lavorare in totale a non meno di 300 - 400 persone. Ma invece di lamentarsi dell'iper perchè non si chiede perchè pur senza l'iper in centro non c'è più uno straccio di grande marca commerciale che voglia investire? H&M è scappata a Rimini, e noi in centro abbiamo solo librerie.....

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Vorrei far presente che molti posti di lavoro nel settore commerciale, si sono persi anche a causa degli studi di settore. Io conosco diverse realtà che si avvalevano di una o due commesse, ma, siccome con gli "studi di settore" avrebbero dovuto dichiarare ricavi molto alti per il solo fatto di avere una commessa, questi negozianti hanno preferito licenziare la commessa e arrangiarsi da soli. E' possibile che questa sia una concausa?

  • Avatar anonimo di DanieleB
    DanieleB

    Allora se ho capito bene Ragni sostiene che se nel nuovo iper andranno a lavorare 200 persone questo significa che, secondo i dati raccolti dalla Cgia di Mestre, nel centro storico verrebbero meno 1200 posti, allora la domanda sorge spontanea, chiudono anche le banche e gli uffici pubblici??? perchè solo così si spigherebbe un numero così alto di licenziati.Credo poi che quei pochi che realmente perderanno il lavoro a causa dell'iper andranno a lavorare proprio all'iper!! Poi una cosa non mi è molto chiara se l'iper invece che conad fosse in mano al carrefour o esselunga (la cui proprietà è vicina al suo partito politico) i posti di lavoro non si perdevano??? VA BENE CHE E' ARRIVATO IL CALDO MA RAGNI CERCHI DI STARE UN POCHINO ANCHE ALL' OMBRA CHE MALE SICURAMENTE NON GLI FA, ANZI.

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