Forlì, caso Sapro. Di Maio (Pd): "Ora si pone il problema delle aree produttive"

Forlì, caso Sapro. Di Maio (Pd): "Ora si pone il problema delle aree produttive"

FORLI' - "La decisione del tribunale di Forlì di non firmare l'omologa sulla società Sapro Spa apre una ferita nella città: gli enti locali hanno compiuto tutti gli sforzi necessari per evitare un provvedimento che al di là della sua indiscutibile legittimità, pone un problema per Forlì e per lo sviluppo delle sue aree produttive": è la tesi di Marco Di Maio, segretario territoriale del Pd forlivese, che arriva a botta calda dopo l'annuncio del sindaco Roberto Balzani in Consiglio comunale, della bocciatura del piano di ristrutturazione del debito di Sapro.

 

"Il Partito Democratico nei consigli comunali coinvolti e in quello provinciale- spiega Di Maio- non ha votato il piano presentato dalla società bensì una disponibilità ad erogare un prestito qualora vi fosse stata la firma dell'omologa", rileva ancora Di Maio. Che prosegue: "Chiaro che, in assenza dell'omologa ora il problema che la politica deve affrontare è come dare una risposta a ciò che Sapro avrebbe dovuto svolgere e cioè gestire l'assegnazione di aree destinate ad insediamenti produttivi, senza commettere l'errore di uscire da questa mission".

 

Un problema che Forlì deve affrontare "coinvolgendo attorno a questa esigenza tutto il territorio provinciale e le istituzioni interessate: Provincia, Camera di Commercio, Comuni e associazioni di categoria. E conclude il segretario del Pd forlivese: "Il Partito Democratico forlivese, prosegue Di Maio, "non intende retrocedere in alcun modo dal sostegno a tutte le azioni che si intenderanno intraprendere per accertare le effettive responsabilità individuali che hanno portato a questa situazione".

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di fausto pardolesi
    fausto pardolesi

    FINALMENTE: da anni denunciavamo la politica dissennata di questo carrozzone mal gestito e malandato. per colpe proprie e per colpe delle amministrazioni locali facili a varianti urbanistiche di favore hanno fatto affondare il carrozzone, ricordate l' "affare" ferretti - querzoli ? 33 ha (ettari) di campagna che diventano zona industriale grazie alla sciagurata legge 20 regionalee agli accordi di programma in essa assentiti e raramente stretti nell'interesse generale. allora eravamo soli a fare questa battaglia e oggi salutiamo il fallimento sapro come una liberazione, l'accanimento terapeutico non ci piace. servono nuove politiche urbanistiche e del territorio basta la consumo sfrenato e senza limite del suolo con abitati, zone industrialie asfalti che non servono. politiche di recupero e riqualificazione del patrimonio esistente sono l'alternativa. sfruttiamo l'occasione

  • Avatar anonimo di reromagna
    reromagna

    e chi rimborsa i creditori ? banche o altri che hanno dato credito a Sapro xkè era un'espressione delle istituzioni locali ? non possiamo fidarci neppure di loro ? in futuro chi garantisce ? ipotechiamo il comune ? o paghiamo i debiti o perdiamo ogni credibilità.

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Ora si dovrebbe porre il problema di smetterla di voler giocare coi sodi dei cittadini, e poi, quando va tutto in fumo, tutti a dissociarsi e a nascondere le mani dietro la schiena. Il PD lasci fare l'imprenditore a chi sa farlo, a chi rischia i suoi soldi, e se vuole fare il bene dei cittadini, faccia norme che permettano all'imprenditoria "professionale" di svolgere le proprie attività senza troppi bastoni fra le ruote, ne troveremmo sicuramente un grande giovamento tutti.

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