Forlì, caso Sapro. Il sindaco: "L'obiettivo resta la salvezza, non cambiano le strategie"

Forlì, caso Sapro. Il sindaco: "L'obiettivo resta la salvezza, non cambiano le strategie"

Forlì, caso Sapro. Il sindaco: "L'obiettivo resta la salvezza, non cambiano le strategie"

FORLI' - "L'obiettivo resta la salvezza": una frase che potrebbe essere pronunciata da un presidente di una squadra di calcio in crisi, ma che invece viene da Roberto Balzani, sindaco di Forlì, sulla vicenda Sapro. La scadenza si avvicina, è il 16 novembre. Già in quella data il tribunale fallimentare, esaminando una seconda richiesta di fallimento, potrebbe decretare la fine della società pubblica per l'insediamento industriale.

 

A mente fredda, dopo la notizia dell'accelerazione impressa dalla Procura della Repubblica, con il seconda richiesta di fallimento per la società, il sindaco parlando a RomagnaOggi.it spiega che "su Sapro non cambia la strategia, solo che bisogna fare ancora più in fretta". L'invito del primo cittadino è "riuscire ad arrivare all'udienza con qualche proposta definita". Chi deve fare la propria parte sono ancora una volta le banche creditrici. Promette il sindaco: "Da parte nostra siamo disposti a fare la nostra parte: se non è possibile metterci del capitale, faremo un prestito oppure compreremo un terreno".

 

I consulenti di Sapro sono al momento al lavoro sui numeri e sulla strategia processuale, mentre, spiega Balzani, "i soci non hanno ricevuto alcuna carta a riguardo". Il problema nasce dal fatto che la Procura del Tribunale di Forli' ha notificato a Sapro spa una nuova istanza di fallimento. La

notifica e' del 26 ottobre, ha fatto sapere la liquidatrice della societa', Lea Mazzotti, e la nuova udienza e' fissata per il 16 novembre davanti al Tribunale forlivese.

 

Il precedente fallimento è terminato col rifiuto del tribunale dell'omologazione del precedente accordo di ristrutturazione dei debiti verso il sistema bancario. Una seconda bozza di accordo, "non avendo tale bozza incontrato il consenso degli istituti bancari, la societa' e' stata posta in liquidazione, il reclamo in Corte d'Appello promosso contro quel decreto e' stato ritirato e, conformemente alle deliberazioni dell'assemblea dei soci", la liquidatrice "si e' tempestivamente mossa per condurre la societa' verso la presentazione al Tribunale di una domanda di concordato preventivo.

 

Conseguentemente all'udienza del 16 novembre "Sapro chiedera' al Giudice un adeguato rinvio per poter predisporre sulla base di dati attendibili e certificati la propria domanda di concordato, anche in considerazione del fatto che allo stato non vi sono istanze di fallimento di creditori (ma solo da parte della Procura della Repubblica) e non vi sono neppure procedimenti esecutivi in corso (che verrebbero comunque annullati dalla presentazione della domanda concordataria)".

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di fausto pardolesi
    fausto pardolesi

    SAPRO E' FALLITA DA TEMPO non solo per ragioni economiche ma soprattutto perchè sono naufragati gli obiettivi della società. approfondimanto sul corriere di forlì di oggi 9/11/2010 e su questo link nel profilo facebook: https://www.facebook.com/home.php?#!/note.php?note_id=455261762197&id=1590294134

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Vediamo di tradurre le parole del Sindaco: Il Comune comprerà con i soldi pubblici terreni che nessuno vuole e nessuno vorrà per chissà quanto tempo. Forse li utilizzeranno con la nuova società, già pronta, che si occuperà della produzione di energia solare. I terreni non ancora facenti parte delle aree urbanizzabili, con le solite correzioni al PRG diventeranno edificabili. Il tutto per salvare quegli amministratori incompetenti che hanno portato SAPRO al fallimento. Domanda facile facile: Quale servizio ai cittadini verrà tagliato per ripianare SAPRO? E la colpa sarà sempre del governo centrale?

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