Forlì, Castagnoli è il primo segretario del Pd forlivese

Forlì, Castagnoli è il primo segretario del Pd forlivese

Alessandro Castagnoli, ingegnere di 36 anni, è il primo segretario del Partito Democratico forlivese. L’Assemblea Territoriale del PD, riunita lunedì sera presso la Taverna Verde dell’Ospedaletto, ha confermato piena fiducia in Castagnoli, già coordinatore del PD forlivese nella sua prima fase costitutiva, affidandogli il delicato incarico di segretario territoriale del Partito Democratico. Castagnoli diventa segretario con 208 voti favorevoli, il 91,5% del totale.

Tantissimi i presenti all’assemblea: i votanti, membri dell’Assemblea Territoriale Forlivese, sono stati 208. Sono state 8 le schede bianche, 200 i voti validi. Di questi 183 sono andati a favore del candidato (91,5% dei consensi) mentre 17 hanno espresso voto contrario.

Tre i principali punti programmatici sottolineati dalla relazione di Castagnoli: “Dobbiamo tornare a stare tra la gente e dare un attestato a tutti coloro che desiderano divenire soci fondatori del Pd, creando una grande mobilitazione per vincere con Veltroni le elezioni politiche del prossimo 13 aprile. Dobbiamo fare dei Forum che costituiscano il “pensatoio” del partito, luoghi aperti in cui riconoscere i problemi e i bisogni del territorio e del Paese. Laboratori di idee su temi specifici, che dovranno anche essere luogo di elaborazione della discussione, base da cui partire per consultare gli aderenti a questa nuova forza politica. E’ fondamentale l’organizzazione territoriale basata sui 37 circoli del nostro territorio – prosegue Castagnoli - con l’aggiunta di forum tematici capaci di offrire una possibilità di aggregazione anche in contesti in cui la dimensione territoriale non ha grande rilevanza”.

Dopo la relazione del candidato, l’incontro ha visto susseguirsi una ventina di interventi tra cui quello di Salvatore Caronna, Segretario Regionale del Partito Democratico.

Caronna ha sottolineato come la nascita del Partito Democratico abbia portato una ventata di novità nella politica italiana, aprendo una strada verso il cambiamento dal quale non si può più retrocedere. “Basta con l’imperativo che ci ha condizionato in questi ultimi 15 anni, cioé quello di dover fare un ampio fronte comune per battere l’avversario. E’ venuto il momento di concentrarci sui programmi, mettendo avanti la nostra proposta di Paese”.

Un’idea contenuta nei dodici punti presentati a Roma da Walter Veltroni, ribaditi anche a Forlì sull’onda dello slogan “Si può fare”.

Da Caronna è partito quindi un ringraziamento a Romano Prodi per quanto fatto nei travagliati mesi del suo governo: “La storia gli renderà ragione”, ha detto. “A Prodi andrebbe fatto un monumento, per essere riuscito a tenere insieme una coalizione così masochista, con rappresentanti della sinistra estrema che spesso sono riusciti a sminuire agli occhi dell’opinione pubblica i grandi risultati raggiunti dal Governo di cui essi stessi facevano parte. Prodi – ha affermato Caronna – ha risanato i conti pubblici; ha varato una riforma del welfare votata da 5 milioni di lavoratori; è riuscito a ritirare i soldati italiani dall’Iraq pur mantenendo ottimi rapporti con gli Stati Uniti e con l’amministrazione Bush. Risultati enormi, troppo spesso sviliti dagli oppositori interni”.

Un cammino di risanamento, quello avviato da Prodi, che Caronna si auspica possa continuare deciso e in tempi rapidi: “Soprattutto la prospera e avanzata Emilia Romagna – ha affermato – ha tutto l’interesse che la ripresa parta in fretta. Non possiamo più permetterci le scene tragiche della Campania, né la situazione di degrado del Mezzogiorno: sono problemi che toccano anche noi, e che ci squalificano nei confronti dell’Europa”.

Dovuto, a questo punto, un accenno alla campagna elettorale: “La destra – dice Caronna – cerca di trascinare il dibattito politico su temi eticamente sensibili, cercando di spostare l’attenzione dai veri problemi del paese e trasformando argomenti delicati e importantissimi come la vita e la sua tutela in oggetto di scontro, al solo scopo di raggranellare voti. Noi non dobbiamo cadere in questa trappola: non ci interessano gli scontri ideologici”.

Inevitabile il riferimento alla legge 194: “E’ una buona legge, che ha funzionato bene – ha ribadito Caronna – e come tale va applicata”.

A chiusura del suo discorso il Segretario regionale si lancia infine in una previsione, “Che potrebbe sembrare azzardata – dice – ma che sono certo di poter sostenere fino alla fine. Noi possiamo veramente vincere questa volta, perché la proposta politica è forte e la leadership è giovane. Abbiamo meno disponibilità di mezzi mediatici rispetto agli avversari, è vero, ma la campagna elettorale si giocherà molto sul territorio. E su questo campo – conclude – dall’Emilia Romagna arriverà un segnale forte e concreto, per vincere insieme queste elezioni”.



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