Forlì celebra la Giornata Mondiale contro l'aids

Forlì celebra la Giornata Mondiale contro l'aids

FORLI' - Crescono le persone infettate con Hiv, passate dalle 19 osservate nel 2009 alle 24 del 2010, e, soprattutto, aumentano i casi di Aids conclamato, 7 quest'anno al momento della prima visita, di cui uno poi deceduto, contro i 4 del 2009. E' alla luce di questi dati (aggiornati al 25 novembre), che l'U.O. Malattie Infettive dell'Ausl di Forlì, diretta dal dott. Claudio Cancellieri, intende approfittare della giornata mondiale contro l'Aids, in programma mercoledì 1° dicembre, per ribadire con forza l'importanza di effettuare il test per l'Hiv, gratuito e consistente in un semplice prelievo di sangue. «Specialmente se in un passato, anche remoto, si è avuto qualche comportamento a rischio, in particolare rapporti sessuali senza profilattico, è bene sottoporsi a questo esame - dichiara il dott. Cancellieri - Chi vuole aderire può rivolgersi all'ambulatorio di Malattie Infettive-MTS delle Malattie Infettive, o all'ambulatorio MTS della Dermatologia o anche ai Punti Prelievo del Laboratorio Analisi».

 

Oggi, esiste tutta una serie di farmaci che il medico prescrive quando il sistema immunitario colpito dall'Hiv inizia ad indebolirsi e/o in un determinato periodo della gravidanza, per evitare che donne sieropositive diano alla luce bimbi infettati. «Ancor oggi, il test può salvare la vita - conferma il dott. Cancellieri - Dal 1996, diversi medicinali hanno trasformato quella che era una malattia mortale in un'infezione che, se non si riesce a guarire, si può però cronicizzare». Sapere, prima di ammalarsi, se si è infettati oppure no, quindi, dà la possibilità di vivere un'esistenza praticamente normale, mentre iniziare le cure tardi o addirittura in Aids conclamato rende tutto molto più complicato, e può aumentare la mortalità. «I numeri regionali e nazionali indicano come il 60-70% dei nuovi sieropositivi, al momento del test, presenti già una discreta compromissione del sistema immunitario, segno che è passato molto tempo da quando si è contratta l'infezione; il 41% evidenzia un sistema immunitario gravemente compromesso e il 16%, come i 7 casi forlivesi, si trova già in fase di Aids conclamato - rivela il dott. Cancellieri - Purtroppo, si stima che in Italia ci siano 40-50.000 persone che non sanno ancora di essere Hiv-positive: in questo modo, perdono l'opportunità di eseguire periodici controlli e curarsi nel momento migliore, senza contare il rischio di infettare inconsapevolmente altri soggetti».

 

Nella lotta all'Aids, tuttavia, rilevante è anche l'impegno sul fronte della prevenzione primaria, cercando di impedire che nuove persone si infettino. «Poiché il virus Hiv si trasmette, prevalentemente, per via sessuale, la raccomandazione valida per tutti,  eterosessuali, omosessuali, transessuali, è condurre una vita sessuale responsabile - dichiara il dott. Cancellieri - In concreto, ciò significa particare, nel rispetto dei valori di ognuno, l'astinenza, la fedeltà reciproca, la riduzione del numero di partner sessuali, l'uso del preservativo».

 

Inoltre, fra gli obiettivi dellla giornata mondiale contro l'Aids, rientrano la difesa delle persone con Hiv e Aids dalle discriminazioni di ogni tipo, nonchè lo sforzo per garantire a tutti, anche nei paesi poveri, l'accesso alle costose terapie oggi disponibili.

 

 

Di tutti questi temi si parlerà diffusamente, venerdì 3 dicembre, dalle 18 alle 20, al Circolo Culturale San Francesco, in via F. Marcolini 4 (Forlì), dove è in programma un incontro, organizzato da Circolo Universitario "ContrariaMente", su "AIDS e Malattie Trasmesse Sessualmente". All'iniziativa parteciperanno il dott. Claudio Cancellieri e il dott. Francesco Allegrini, dell'U.O. Malattie Infettive di Forlì, e il prof. Antonio Francesco Maturo, docente di Sociologia della salute dell'Università di Bologna - Polo di Forlì. Durante l'incontro si potranno porre domande, anche in forma anonima.

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