Forlì celebra Melozzo, tra Piero della Francesca e Raffaello

Forlì celebra Melozzo, tra Piero della Francesca e Raffaello

Forlì celebra Melozzo, tra Piero della Francesca e Raffaello

I capolavori di Mantegna, Piero della Francesca, Bramante e Raffaello affiancheranno quelli del maestro forlivese. "Senza Melozzo, il Cinquecento di Raffaello e Michelangelo non sarebbe mai esistito". L'opinione di Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, rende perfettamente l'idea di quanto il maestro forlivese abbia "pesato" sull'intero Rinascimento. Dal 29 gennaio al 12 giugno, la sua città natale - Forlì - lo celebra con la più completa esposizione che mai gli sia stata dedicata riunendo ai Musei San Domenico, praticamente tutte le sue opere "mobili".

 

La presentazione ufficiale della mostra "Melozzo da Forlì. L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello" verrà fatta proprio ai musei Vaticani di Roma, martedì 14 dicembre alle 11.30.

 

La mostra proporrà inoltre capolavori dei grandi, da Mantegna, a Piero della Francesca (in mostra, per la prima volta, anche la sua "Madonna di Sinigaglia"), da Bramante a Berruguete, da cui Melozzo trasse insegnamenti e suggestioni o che, come il Beato Angelico, Mino da Fiesole, Antoniazzo Romano, frequentò nella Roma pontificia. Infine un ampia sequenza di opere, selezionate per precise affinità, di artisti che a lui si ispirarono, in particolare Raffaello presente in mostra con un nucleo strepitoso di capolavori, e che di lui furono allievi, primo tra tutti Marco Palmezzano.

 

Insieme a opere di Perugino, Benozzo Gozzoli, Paolo Uccello, a comporre una emozionante carrellata di grandi interpreti di uno dei momenti più felici della storia dell'arte. La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con l'Amministrazione comunale, è curata da Antonio Paolucci, Daniele Benati e Mauro Natale.

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