Forlì, celebrata sotto la pioggia la Liberazione. Vasco Errani: "Resistenza è ciò di cui c'è bisogno oggi"

Forlì, celebrata sotto la pioggia la Liberazione. Vasco Errani: "Resistenza è ciò di cui c'è bisogno oggi"

L'inaugurazione della mostra sulla Costituzione nel Salone comunale

FORLI' - La pioggia non ha fermato le celebrazioni del 9 novembre a Forlì, giorno in cui ricorre l'anniversario della Liberazione cittadina. Assieme al sindaco Roberto Balzani, il prefetto Angelo Trovato e il presidente della Regione Emilia-Romagna hanno reso omaggio ai caduti nel chiostro di San Mercuriale e a quello dei partigiani impiccati in piazza Saffi, come simbolo del sacrificio compiuto dalle popolazioni locali per liberare Forlì dal regime nazi-fascista.

 

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Subito dopo il convegno nel Salone comunale di Forlì, alla presenza dei ragazzi delle scuole che hanno collaborazione alla realizzazione del progetto sulla Costituzione illustrata. Il sindaco Roberto Balzani ha tenuto il discorso introduttivo, annunciando l'istituzione della "Festa della Cittadinanza". Una nuova ricorrenza che si unisce al 9 novembre ("unica festa civile forlivese essendo le altre religiose", ha ricordato il sindaco).

 

Una festa "destinata ad accogliere e riconoscere quelle famiglie straniere residenti che, nel corso dell'anno trascorso, abbiano ricevuto la cittadinanza italiana". Anche perché la ricorrenza della Liberazione "dovrebbe essere percepita come una data sensibile anche da chi qui non è nato, ma che qui ha deciso di metter radici; e il collegare tutto ciò ad un incontro, all'incontro fra le nostre donne e i nostri uomini e l'esercito kaki multi-etnico e multi-religioso del generale Alexander, risponde bene, a mio avviso, all'opportunità di concepire lo spazio pubblico come un luogo in cui le tante idee di libertà, di democrazia, e anche le mille aspirazioni all'affermazione di sé, siano tutte pienamente legittime, sotto l'egida di una provvida e lungimirante Costituzione, che detti diritti e doveri personali e sociali".

 

Di ampio respiro il discorso a braccio del presidente della Regione, Vasco Errani. "La resistenza fu l'impegno civile di ragazze e ragazzi che decisero di impegnarsi per costruire il loro futuro - ha detto Errani -. Non ci sarebbe stata resistenza se fosse stato un fatto esclusivo dei combattenti. Uomini e donne che si assunsero la responsabilità di riadattare l'Italia, costruendo un movimento che andò assai oltre i combattenti".

 

"La Resistenza fu un grande moto di responsabilità, di civismo - ha aggiunto il presidente -. E' ciò di cui ha bisogno oggi il nostro Paese, che ci chiama ad assumere ciascuno la propria responsabilità. E' il momento di costruire un futuro per il nostro paese. Quei ragazzi e quelle ragazze avevano una grande aspettativa per il futuro. Dentro ad uno scontro ideologico c'erano diverse posizioni culturali finalizzate a costruire una nuova Italia, non solo per sconfiggere il fascismo".

 

Errani ha anche parlato di immigrazione, evidenziando che "noi siamo già una società multietnica. Sollecitare dal punto di vista etnico il problema di stabilire differenze ci mangia il futuro. Dobbiamo interrogarci su come integrare questo processo. I bambini figli di immigrati che sono nati qui, sono italiani o no? Si sono italiani. Se diciamo di no decidiamo che in questo paese il conflitto sociale resterà per sempre irrisolto". 


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