Forlì-Cesena, 22mila disccoupati in Provincia: il 62% sono donne

Forlì-Cesena, 22mila disccoupati in Provincia: il 62% sono donne

Forlì-Cesena, 22mila disccoupati in Provincia: il 62% sono donne

FORLI' - Sono saliti a quota 22mila i disoccupati nella provincia di Forlì-Cesena. Un esercito di persone costituito in maggioranza (il 62%) da donne, che di fronte alla crisi economica in atto rischiano di subire più di altri le conseguenze di questo periodo di difficoltà. Un quadro per nulla allegro, tanto che - fa notare Daniela Ciani, consigliera di parità - "non c'e' proprio niente da festeggiare per l'otto marzo, tanto abbiamo superato il livello dell'accettabilità".

 

"Storicamente, in ogni crisi, ce ne si accorgeva solo dopo degli effetti sulla donna", continua Ciani. In particolare, si sta assistendo ad una forte "riduzione del lavoro precario, che per i due terzi e' formato da donne", spiega la consigliera di parita'. Mentre, se e' vero che la crisi sta colpendo maggiormente l'occupazione maschile, questo e' dovuto al fatto che "la base di partenza e' diversa".

 

Daniela Ciani aggiunge che "la crisi dovrebbe essere una grande opportunita' di stravolgere l'organizzazione del lavoro nelle aziende, dove le donne arrivano ai livelli intermedi perche' sono piu' scolarizzate e capaci, ma li' si fermano". E' la maternita', per la consigliera Eva Carbonari, a ostacolare principalmente la donna.

 

Duemila donne nella provincia di Forli'-Cesena lasciano il posto di lavoro nel primo anno di vita del bambino. "Solo pochissime lo fanno volontariamente- dice Carbonari- le altre sono costrette, e perche' hanno un contratto indeterminato, chi ha i contratti determinati non ha nemmeno gli strumenti per opporsi". Le donne sono svantaggiate sul posto di lavoro sia per la concessione del part-time, sia per i cambiamenti unilaterali di orari.

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Martin
    Martin

    Il govero Prodi è stato un disastro sia di idee infelici che di comunicazione, un'apocalisse, come diceva Montesano parecchi anni fa. Quello che c'è adesso è un manipolo di TELEIMBONITORI circndati e coperti da ruffiani che si stanno manfiando tutto ciò che è rimasto. se Vanna Marchi e figlia sono in galera (giusto) questi quanto dovrebbero fare? forse bisognerà rimboccarsi le mniche e cominciare a turare qualche cazzotto come si faceva un tempo. Quelli magari li sentono, come fanno i francesi quando qualche minisro li fa incazzare con decisioni idiote e ingiuste...

  • Avatar anonimo di Giorgio Zanniboni
    Giorgio Zanniboni

    Grazie all'ottimismo di Berlusconi potremo vivere benissimo lo stesso e grazie alla borsa chiusa di Tremonti (aperta per tanti ma non per disoccupati e pensionati) la condizione sociale "ottimale" si protrarrà oltre il 2009. Il guaio è che elezioni e sondaggi danno ragione alla destra: evidentemente a sinistra il cambiamento è insufficiente, gli errori a tutti i livelli sono palesi e in troppi pensano che si possa ancora vivere di rendita.

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