Forlì-Cesena aderisce alla Carta Europea per l'uguaglianza uomini-donne

Forlì-Cesena aderisce alla Carta Europea per l'uguaglianza uomini-donne

FORLI' - Il 25 giugno scorso, la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Forlì-Cesena ha dato l'OK unanime all'adesione alla Carta Europea per l'uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale.

 

L'ordine del giorno relativo all'adesione ed adozione della Carta sarà portato in discussione per l'approvazione in Consiglio Provinciale entro il mese di luglio per poi essere trasmesso a tutti gli Enti Locali del territorio.

 

La Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia, la consigliera MARIANNA GIOVE, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 

"Dove inizia la parità? A quale livello dell'Amministrazione pubblica bisogna agire per attuare delle serie politiche di uguaglianza uomo-donna?

 

Per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni (CCRE) - non vi è dubbio - bisogna iniziare dal livello locale, dalle amministrazioni dei comuni, delle province, delle regioni, ovvero dalle istituzioni maggiormente vicine ai cittadini.

 

E' con questo intento che la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Forlì-Cesena ha portato in discussione l'adesione alla Carta Europea per l'uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale.

 

La Carta, redatta dal Consiglio dei Comune e delle Regioni d'Europa e i loro partners, lanciata nel 2006, ha raccolto ad oggi circa 700 adesioni  (319 solo in Italia)  in tutta Europa.

L'obiettivo della Carta è quello di incoraggiare gli Enti locali e regionali ad impegnarsi a favore della parità fra donne e uomini e ad ideare e applicare piani di azione inerenti alle loro competenze e servizi, nell'ottica di promuovere le pari opportunità in tutti gli ambiti, di contrastare gli stereotipi e combattere la discriminazione e i pregiudizi collegati.

Non è una novità: per le donne il mondo del lavoro è molto più ostacolato rispetto agli uomini, per accesso, stipendi , avanzamenti di carriera ecc.

 

I dati elaborati dalla Commissione europea indicano che le donne hanno più difficoltà ad accedere al mercato del lavoro, in caso di maternità non sempre sono coperte dal punto di vista contrattuale e in media percepiscono uno stipendio inferiore del 15% rispetto a quello degli uomini: Inoltre il 20% delle lavoratrici svolgono mansioni che richiedono una formazione inferiore rispetto a quella da loro posseduta.

 

L'elaborazione della Carta ha seguito il principio della sussidiarietà, dal momento che i suoi principi si applicano a tutti i livelli governativi partendo dall'Unione Europea  per arrivare agli Enti locali territoriali: e sono proprio gli Enti Locali ad avere la responsabilità ed il dovere di esercitare un'influenza positiva sui cittadini, indirizzando i propri sforzi verso un'effettiva e piena applicazione delle norme e dei principi contenuti nella Carta.

 

La  Carta detta i principi da seguire  per la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini alle decisioni in ogni campo d'azione dell'Ente, partendo proprio dalla politica e rappresenta un primo passo per promuovere e favorire lo scambio di nuove pratiche  e valutare insieme i risultati raggiunti nel campo delle politiche di genere.

La Carta delinea gli ambiti per la messa in pratica  di principi fondamentali  della parità fra uomini e donne vista come diritto fondamentale e condizione essenziale per una società democratica - e invita i firmatari ad elaborare, adottare e mettere in pratica un Piano d'azione per la parità.

In particolare si sottolinea che "il diritto alla parità è un preliminare fondamentale alla democrazia e che la società democratica non può permettersi di ignorare le capacità, le conoscenze, l'esperienza e la creatività delle donne".

 

Vengono presi in considerazione gli ambiti della politica, dove viene riconosciuta la parità nel votare, essere candidate, essere elette; del lavoro, col diritto a conciliare la vita professionale, sociale e privata, il diritto a uguali  opportunità   di sviluppo della carriera, diritto ad una rappresentanza equilibrata tramite la correzione di disparità negli inquadramenti di alto livello; della cura dei bambini e degli anziani, troppo volte delegata solo alle donne; della sicurezza e della protezione, in particolare da abusi sessuali e nei casi di tratta di esseri umani; nello sviluppo economico, con la necessità di aumentare la qualità dell'occupazione femminile, eliminando anche i pregiudizi di genere nella scelta degli studi; ed infine in ambiti come i trasporti, la casa e la salute.

Inoltre, essendo imminenti le elezioni del Parlamento Europeo (primavera 2009), tra gli obiettivi primari della Carta vi è anche il rispetto delle parità nelle liste di candidatura ed una rappresentanza equilibrata fra donne e uomini negli scranni del prossimo Parlamento: così il prossimo Parlamento Europeo, ci auguriamo, rappresenterà il primo campo di prova per l'applicazione effettiva dei principi di uguaglianza di genere, così come mi auguro che questa  prossima  Assemblea elettiva  veda la presenza di  più donne di quante non  ne siano presenti nell'attuale.

 

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L'adesione alla Carta Europea, dopo la discussione in Commissione Pari Opportunità, che ha visto l'adesione unanime delle componenti presenti, verrà formalizzata in Consiglio Provinciale entro il prossimo mese di luglio e da lì si avvierà un percorso, insieme agli oltre 700 Enti locali europei (319 solo in Italia),  verso l'attuazione dei principi enunciati nella Carta che, come detto, sono principi di uguaglianza e parità  fra donne e uomini in ogni campo della vita pubblica.

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