Forlì-Cesena, agricoltura: 2010 anno 'horribilis' per il cerealicolo

Forlì-Cesena, agricoltura: 2010 anno 'horribilis' per il cerealicolo

Forlì-Cesena, agricoltura: 2010 anno 'horribilis' per il cerealicolo

FORLI' - La Camera di Commercio di Forlì-Cesena ha pubblicato il fascicolo della serie "Quaderni di Statistica", dedicato all'"Agricoltura" con gli aggiornamenti relativi all'anno 2009. La produzione agricola provinciale rappresenta il 14,3% di quella regionale. Il 2010 si è presentato come un anno molto difficile per il comparto cerealicolo: già nel 2009 il raccolto era risultato scarso e quest'anno è stato inferiore. Per quanto riguarda la vendemmia si prospetta un calo di produzione del 10% rispetto al 2009.

 

Il quaderno, gratuito e consultabile anche sul sito camerale all'indirizzo www.fc.camcom.it., area Informazione economico statistica, è curato dall'Ufficio Statistica e Studi dell'Ente che così mette a disposizione di operatori, esperti e studiosi del settore, un ricco patrimonio di informazioni e dati relativi a clima, coltivazioni, uve, mezzi di produzione, zootecnia, macellazioni, PLV e numero delle imprese iscritte al Registro Imprese.


Questo volume è l'ultimo di una serie che l'Ente camerale pubblica fin dagli Sessanta, aggiornando costantemente i dati provinciali e rendendo possibile il confronto fra la situazione di allora e quella attuale, alla luce dei mutamenti intervenuti nel comparto.

La pubblicazione del Quaderno fornisce l‘occasione per dare un quadro aggiornato dell'agricoltura provinciale al 2010, settore chiave della nostra economia:
-Al 31/8/2010 le imprese attive nel settore A agricoltura, silvicoltura e pesca, in provincia ammontano a 8.378. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente le imprese sono diminuite del 2% a fronte di un diminuzione dell'1,6% regionale e di una flessione del 2,2% registrata a livello nazionale.


-Considerazioni strutturali di breve-medio periodo:
L'agricoltura provinciale, caratterizzata da un mix colturale e di produzioni zootecniche con alcune punte di eccellenze sia fra le produzioni vegetali che fra gli allevamenti, soffre da tempo di alcuni problemi di carattere strutturale già evidenziati più volte: invecchiamento degli imprenditori e difficoltà nel ricambio generazionale, rigidità del mercato fondiario, debolezza della fase di produzione agricola nella filiera agro-alimentare. A tutto ciò si aggiunga un andamento generale dei prezzi alla produzione che da diversi anni mette a dura prova gli operatori: si pensi al comparto suino, a quello cerealicolo e a quello frutticolo anche se nel 2010 quest'ultimo ha evidenziato lievi segnali di ripresa.


Un indicatore che può rivelare la debolezza del settore soprattutto nel medio-lungo periodo può essere il valore della produzione lorda vendibile provinciale, il cui ultimo dato completo è relativo al 2009.


L'annata 2009 ha avuto un andamento molto negativo (-8,3% il valore a prezzi correnti). Se si analizza il lungo periodo la situazione è alquanto preoccupante: a prezzi correnti dal 1996 al 2009 il valore è aumentato di appena l'11,8%, ma se si depurano i dati dall'inflazione registrata dall'Istat, il valore del 2009 è inferiore a quello del 1996 di oltre 14 punti percentuali.


Secondo le stime dell'Assessorato Regionale all'Agricoltura, che ha diffuso i dati della produzione agricola 2009 qualche mese fa, la produzione agricola provinciale rappresenta il 14,3% di quella regionale.


In base alle valutazioni degli operatori il 2010 si è presentato come un anno molto difficile per il comparto cerealicolo: già nel 2009 il raccolto era risultato scarso e quest'anno è stato inferiore. I fattori che hanno determinato questi risultati negativi sono da ricercare sia nel calo della superficie destinata e ancora più nelle basse rese di produzione. Confrontando la produzione dell'annata cerealicola 2010 col valore medio registrato negli ultimi periodi si stima orientativamente una diminuzione di circa la metà (-50%). Note positive solamente per il livello qualitativo del raccolto.
Prendendo in considerazione le produzioni vegetali più importanti e considerando la media dei prezzi calcolata da gennaio a settembre 2010, possiamo notare un deciso aumento per l'orzo (+20,2%) ed uno meno marcato per il frumento tenero (+7,4%). In controtendenza, invece, è la situazione del frumento duro, il cui prezzo diminuisce del 18% rispetto all'anno precedente.
Analizzando le principali produzioni arboree, i primi nove mesi del 2010 ci confermano una decisa ripresa del prezzo medio delle pesche, che, dopo la pessima annata del 2009, ritorna a livelli accettabili registrando un valore medio alla produzione di 0,43 euro/kg pari al +58,8% (media luglio-settembre 2010 su media luglio-settembre 2009). L'andamento è stato in generale discreto per le produzioni precoci, meno buono per quelle tardive: la diminuzione delle temperature ha determinato minori consumi e conseguentemente cali di richiesta a fine stagione. Un deciso aumento si è rilevato per il prezzo delle ciliegie che cresce del 21,6% rispetto all'anno precedente. Situazione in controtendenza, invece, per le albicocche che hanno subito un forte calo di prezzo (-19,9%).


Per la vendemmia che sta volgendo al termine, si prevede la fine del raccolto entro ottobre. L'annata 2010 è stata caratterizzata da un calo sostenuto della produzione, rispetto al 2009, del 10%.
Per i prodotti zootecnici le principali voci delle produzioni avicole rilevano, nei primi nove mesi del 2010, i seguenti andamenti: tacchini +6%, pollo da carne -10,6%, uova +0,1% con una tendenza positiva. Per la zootecnia "pesante" si rileva una flessione per i vitelloni da ingrasso (-2,7%) ed una situazione di stabilità per i suini grassi (+0,4%) i quali però soffrono da tempo di una grave crisi di mercato.

L'annata agraria 2009 in sintesi (dal Quaderno "Agricoltura 2009")
Al 31/12/2009 le imprese attive nel settore A agricoltura, silvicoltura e pesca, in provincia sono risultate 8.445. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente sono diminuite del 2% a fronte di un diminuzione del 2,2% regionale e di una flessione del 2,4% registrata a livello nazionale.
Distinguendo le imprese agricole provinciali in base alle classi di natura giuridica vediamo un aumento significativo delle società di persone (+6,8%) e di capitali (+2,9%) a scapito di una flessione per le imprese individuali (-2,8%).


Per quanto riguarda il numero di imprenditori agricoli si registra un aumento dell'1,1% (+1,6% imprenditori femmine, +0,9% imprenditori maschi). All'interno di questa categoria notiamo un aumento del 2,3% degli imprenditori di età compresa tra i 18 e i 29 anni anche se rappresentano solamente il 2% del totale.


Il patrimonio boschivo aumenta lievemente passando dai 63.058 ettari del 1996 ai 63.785 del 2009.
Per quanto riguarda le Coltivazioni erbacee si riscontra che per le superfici coltivate a cereali, nell'ultimo anno preso in considerazione (2009 su 2008), l'aumento è stato pari all'1,9%, mentre il valore registrato per la produzione di tale coltivazione è calato del 6,8% rispetto all'anno precedente.


Per le coltivazioni orticole (in pieno campo e serra) si registra una variazione annuale della superficie coltivata pari al -9,3% e un calo del 7,1% per quanto riguarda la produzione.
Nel comparto delle Coltivazioni arboree notiamo un calo generale su base annuale del 5,7% per le superfici in produzione e del 6% per il valore totale della produzione.


Il dettaglio sulle singole voci evidenzia un trend di flessione generale: vite per uva da vino (superficie -0,9%, produzione -8,1%); pesche (superficie -1,5%, produzione -3,5%); nettarine (superficie -3,1%, produzione -6,7%); albicocche(superficie -5,8%, produzione -4,5%).


Per quanto riguarda la campagna vinicola 2009, notiamo una diminuzione della produzione di uve per vini DOC e DOCG pari all'1,9%: Albana di Romagna -2,6%; Sangiovese di Romagna +9,1%; Trebbiano di Romagna -38,5%. Cresce decisamente, al contrario, la produzione di uve per vini IGT che per l'anno 2009 fa registrare un +24,3% a livello generale. Aumenti considerevoli sono stati registrati per Forlì Trebbiano Romagnolo (+70,9%) e anche in misura però minore per Forlì Sangiovese (+10,6%).


Il comparto zootecnico vede un generalizzato calo dei capi bovini, ovini e suini: i primi rispetto all'anno precedente sono calati del 3%; dello stesso tenore la diminuzione degli ovini (-2,8%) e dei suini (-2,6%).


Per quanto riguarda la produzione avicola, le galline ovaiole sono gli unici capi ad aumentare: +4,9% per quelle da consumo e +15% per quelle da riproduzione. Il numero di  capi di pollo da carne prodotti registrano una flessione del 2,2%, mentre il numero di uova prodotte nel 2009 cala del 2%.

Per completezza d'informazione, occorre citare anche il Rapporto annuale Agroalimentare, pubblicato a cura del Sistema Camerale regionale e della Regione Emilia-Romagna, che riporta una serie di dati sull'agricoltura provinciale.


L'ultimo rapporto 2009, il diciassettesimo della serie, pubblicato nel corso del 2010, contiene un'ampia mole di dati relativi alle varie filiere agricole, al credito agrario, alle quote latte, alla valutazione dei terreni agrari, ai progetti di sviluppo agricolo dei prossimi anni ed è consultabile e scaricabile dal sito Unioncamere ER - Osservatorio Agro-alimentare.


Fra i tanti dati elaborati in quell'ambito anche a livello provinciale segnaliamo per esempio l'aumento (+10%) delle quotazioni medie dei terreni agricoli per Forlì-Cesena. Degna di nota è infine l'analisi del credito agrario: per la nostra provincia il credito agrario a lungo termine si colloca al di sotto del 50%, mentre quello a breve termine è particolarmente rilevante nella nostro territorio dove rappresenta più del 40% del totale.

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