Forlì-Cesena: agricoltura in ripresa, ma il deficit è ancora alto

Forlì-Cesena: agricoltura in ripresa, ma il deficit è ancora alto

Forlì-Cesena: agricoltura in ripresa, ma il deficit è ancora alto

La risalita c'è, ma il recupero completo del deficit accumulato negli ultimi anni dai prodotti agricoli è ancora lontano. E' questa la conclusione principale di Gianluca Bagnara, assessore della Provincia di Forlì-Cesena e del presidente Sergio Mazzi della Camera di Commercio. Analizzando l'indice dei prezzi di Eurostat, nel quale l'anno 2000 è relazionato a 100, nel 2007 in Europa si è arrivati a 100.7 (con un recupero di 6.5 punti) mentre l'Italia è ferma a quota 96.2.

 

In pratica il nostro paese è ancora inferiore di ben 3.8 punti rispetto al 2000, seppur con un recupero di 1.9 nel 2007.

I vari prodotti agricoli presentano però dinamiche diverse.

Nello specifico settore dei cereali, in cui l'indice in Italia è del 111.2, c'è stato un incremento del +26.9 punti nel solo 2007, ma con un indice che ha recuperato solo 11 punti in più rispetto al 2000, per una crescita media annua di 1.5 punti. Se si osservano i dati dei prodotti frutticoli, questi sono ancora inferiori al 2000, con i 99.3 punti nel 2007; stessa sorte per gli ortaggi (94.6) che hanno addirittura fatto registrare un calo nel 2007.

 

Le produzioni zootecniche presentano un indice dei prezzi decisamente inferiore a 8 anni fa: mediamente 90.8 nel 2007 con tendenza al calo. I suini sono in una situazione drammatica, con un indice pari a 84.9 rispetto al 2000 e con una flessione di -7.6 nel solo 2007. Deciso recupero dei prodotti avicoli nel 2007, con +18.8, arrivando così a quota 99.8, recuperando quasi la posizione del 2000.

 

Mazzi e Bagnara sottolineano come "l'agricoltura ancora una volta ha contribuito ad attenuare le spinte inflazionistiche mentre sta emergendo la disponibilità del mercato a premiare la qualità dei prodotti e quindi a differenziare le capacità e competenze produttive del territorio rispetto alle materie prime internazionali. Occorre invece essere preoccupati delle speculazioni finanziarie che si sono innescate".

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