Forlì-Cesena, Alessandrini: "Stop con i titoli, è il momento della concretezza"

Forlì-Cesena, Alessandrini: "Stop con i titoli, è il momento della concretezza"

Forlì-Cesena, Alessandrini: "Stop con i titoli, è il momento della concretezza"

Tiziano Alessandrini, presidente della Camera di commercio di Forlì-Cesena, sprona i candidati sindaci del territorio e invoca lo stop con i linguaggi del politichese. "Non possiamo più accontentarci di parlare genericamente di ‘sistema' - dichiara a RomagnaOggi.it - o di area vasta; occorre scendere nel concreto, spiegare cosa si intende e come si vuole declinare questi termini".  Anche perché la crisi è netta: la cassa integrazione è aumentata nel 2008 del 61,7%.

 

La Camera di commercio, assieme alla Provincia, ha recentemente siglato con tutti gli attori economici del territorio un protocollo d'intesa che prevede azioni straordinarie per affrontare la crisi (il cui valore è stimato in 100 milioni di euro). La campagna elettorale alle porte (si vota il 6-7 giugno) rischia però di frenare l'effetto di questi provvedimenti.

 

Senso di responsabilità. "Gli enti locali si sono assunti l'impegno di fare tutto il possibile per alleggerire il peso della burocrazia, nonché di accorciare i tempi di pagamento e mettere risorse liquide a disposizione delle famiglie in difficoltà - ricorda Alessandrini -. La campagna elettorale potrebbe essere un ostacolo, ma le amministrazioni in carica e i candidati sindaci devono dimostrare di avere consapevolezza della responsabilità che hanno e della criticità del momento. Di fronte a questa crisi bisogna lasciare da parte le divisioni campanilistiche e lavorare davvero per il bene della collettività".

 

L'ora della concretezza. Sicuramente nei programmi delle forze politiche, di destra e di sinistra, saranno presenti (più di una volta) le parole ‘fare sistema' e ‘area vasta'. "Non siamo più disposti ad accontentarci della semplice enunciazione di questi titoli - afferma il presidente della Camera di commercio e attuale direttore di Cna Forlì-Cesena - bisogna che i candidati ci dicano cosa intendono, come pensano di affrontare il tema dell'area vasta sui singoli problemi: sulla sanità, sulle infrastrutture, sulle fiere, sul sistema aeroportuale, sulla promozione del territorio". A questo proposito proposte dalla Camera di commercio (che ha stanziato 3,6 milioni di euro contro la crisi e a sostegno dell'innovazione) arriveranno nei tre focus di approfondimento che si svolgeranno a marzo.

 

La crisi è arrivata. Del resto le parole servono a poco di fronte alle difficoltà dell'economia. "Fino a settembre 2008 la situazione era di fatto positiva - osserva Alessandrini - poi in due mesi tutto è cambiato con una velocità senza precedenti". E ora non ci si può più accontentare degli annunci. Se l'agricoltura regge, con il traino fortissimo dell'agroalimentare e dell'avicolo, e il turismo continua a tenere (grazie al boom delle terme e delle città d'arte), il commercio soffre (nonostante i saldi), mentre la mannaia della crisi si abbatte con violenza su settori cruciali come quello dei trasporti (reduce da un 2008 disastroso per effetto del caro-petrolio), delle costruzioni e di una parte del manifatturiero in particolare mobile imbottito, meccanica e subfornitura.

 

L'allarme occupazione. Le ripercussioni sull'occupazione sono inevitabili. "Nell'ambito delle costruzioni sotto il profilo formale non si legge un pesante calo di occupati - fa notare Alessandrini - ma di fatto tantissimi lavoratori con le partite iva (in gran parte immigrati, ndr) sono tagliati fuori da questa crisi". I dati complessivi di tutta l'economia provinciale, parlano di una percentuale di occupati del 66,4%, in calo dell'1,8% rispetto al 2007, a fronte di un aumento dello 0,2% su base regionale. Il tasso di disoccupazione è aumentato dell'1,8%, mentre in regione solo dello 0,3%.

 

Allarmante il ricorso alla cassa integrazione: nel corso del 2008 è salita del 61,7%. Accanto a questo dato ce n'è un altro, non ancora disponibile in termini numerici, che rivela un vertiginoso incremento del ricorso alla cassa integrazione delle piccole imprese, quello con meno di 10-15 dipendenti.

 

Banche e imprese. Come uscirne? "Nessuno ha la sfera di cristallo - ammette Alessandrini - ma certo tutti devono rimboccarsi le maniche, a partire dagli enti pubblici, dove la crisi occupazionale non si sente e da cui può venire, attraverso una maggiore efficienza e un abbattimento della burocrazia, un forte incentivo alla ripresa dell'economia".

 

Anche le imprese e soprattutto le banche devono fare la propria parte: "Gli imprenditori devono fare uno sforzo di trasparenza e chiarezza nel presentare i loro progetti, ma le banche - avverte Alessandrini - non possono chiudersi: devono accettare il rischio, ponderato, di finanziarie i progetti innovativi e che portano valore aggiunto". Ora gli istituti di credito, conclude Alessandrini, "non possono tirarsi indietro".

 

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Marco Di Maio

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Luca
    Luca

    A Forlì come a Cesena, ma soprattutto a Forlì, c'è bisogno saper guardare oltre il proprio orticello. Non abbiamo mai saputo farli negli ultimi anni e ne paghiamo le conseguenze su tutto. Imparino dai pochi della 'vecchia guardia' capaci di stare al passo con i tempi (e a volte di anticiparli), come dimostra di essere Alessandrini. Altrimenti resteremo sempre più isolati dal mondo.,

  • Avatar anonimo di sesepo
    sesepo

    in effetti qua si è fatto sistema solo quando c'era pagare o da spolpare, Romagna acque pro hera, e-bus atr e puttanate varie, a le robe buone le diamo via gratis o meno e ci teniamo i conti da pagare, sarà il caso di cambiare registro che qui si finisce tutti a pane ed acqua... almeno questa sia buona non la m...a a peso d'oro

  • Avatar anonimo di Giorgio Zanniboni
    Giorgio Zanniboni

    Caro Presidente, sono d'accordo con te che sarebbe ora di superare i municipalismi retaggio del medio evo e fare davvero "sistema" in Romagna per rendere più competitivo il territorio in termini ambientali, sociali e produttivi. Però non bisogna solo chiederlo, più importante ancora è praticarlo nelle proprie funzioni anche rivedendo scelte dell'Ente governato fatte nel passato (con altro Presidente) che ancora possono essere fermate prima di nuovi disastri. Prova a controllare, in quanto responsabile pro tempore di un Ente azionista di Romagna Acque, il Piano degli investimenti approvato nel 2006. Ti renderai conto che si muove tutto all'opposto rispetto le politiche nazionali, europee e mondiali contro la crisi economica e l'emergenza ambientale. E anzichè unire la Romagna decreta la disarticolazione della più importante infrastruttura creata il secolo scorso, l'unica che veramente ha unito sopra icampanili questo territorio ancora diviso da fossati e ponti levatoi. Dato che puoi, fa qualcosa. Saluti

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