Forlì-Cesena, allarme delle cooperative sociali: "a rischio il welfare"

Forlì-Cesena, allarme delle cooperative sociali: "a rischio il welfare"

Forlì-Cesena, allarme delle cooperative sociali: "a rischio il welfare"

CESENA - Danno lavoro a disabili e a invalidi, gestiscono asili nido e scuole materne, offrono servizi di alta qualità a costi sempre più ridotti. E ora non ce la fanno più. Da tempo le cooperative sociali di Forlì-Cesena stanno lanciando l'allarme: appalti al massimo ribasso, aumento dei costi contrattuali e tempi di pagamento sempre più lunghi le stanno strangolando. Ora, con la grave crisi in atto, il rischio è di lasciare sul terreno pezzi di welfare importanti.

 

La denuncia è uscita dal tavolo di confronto organizzato da Legacoop Forlì-Cesena con i responsabili di alcune delle principali imprese sociali del territorio tra cui Giuliano Galassi (CILS), Luana Grilli (Il Mandorlo), Agostino Bravaccini (CSIPM), Cristina Campana (La Fonte), Giuliana Giuliani e Adriano Giannelli (Coforpol), Elena Grilli (CAD), Paola Rossi (Acquarello). Aziende che ora si trovano di fronte a un dilemma: come garantire gli stessi livelli di servizio ai cittadini con più costi sulle spalle e meno risorse pubbliche dedicate.

 

«Al di là della crisi, le condizioni di pagamento sono ormai impossibili, con enti che pagano spesso oltre i dodici mesi. E nonostante questo c'è chi è convinto che all'interno di imprese di questo tipo, le quali spendono l'80% dei proventi in salari, esistano risorse per affrontare aumenti dei costi del lavoro superiori al 15% all'anno», spiega la presidente di CAD, Elena Grilli. «Sugli appalti - le fa eco il direttore di Legacoop Forlì-Cesena, Monica Fantini - c'è la necessità che le committenze e la politica impediscano il ricorso più o meno mascherato al massimo ribasso, una pratica che in questo momento di congiuntura economica è ancor più deleteria». Il problema non è solo esterno.

 

«Occorre attrezzarsi per un adeguato presidio del territorio, perché la concorrenza proveniente dalle cooperative "spurie", ma anche da imprese di grande consistenza, si affaccia con sempre maggiore insistenza nelle nostre zone», dice il presidente di CILS, Giuliano Galassi. Il quale aggiunge: «È evidente che le condizioni di gara attuali non fanno che incrementare questo tipo di concorrenza, mentre le nostre cooperative, che con risorse proprie hanno risolto grandi problemi sociali per tutta la comunità, anziché essere premiate vengono espulse dal mercato, a favore di imprese che poi non avranno alcun rapporto sociale con i nostri territori».

 

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«Questa crisi - afferma il responsabile Welfare e Servizi di Legacoop Forlì-Cesena, Guglielmo Russo - mette gravemente in crisi un settore che ha dato e continua a dare molto alla rete dei servizi alla persona di questo territorio. Da parte nostra vogliamo e dobbiamo lavorare sull'efficienza delle imprese, sul loro posizionamento strategico e su ipotesi di aggregazione che per fare massa critica e mettere da parte i personalismi. Ma di sicuro, se continua così, alla fine del periodo di recessione avremo diverse imprese chiuse e molti posti di lavoro in meno. Inutile dire - prosegue Russo - che saranno soprattutto i soggetti più deboli a soffrirne, come i disabili, gli invalidi e i lavoratori a bassa scolarizzazione. Legacoop è impegnata ad affrontare con grande consapevolezza la contingenza ma con un occhio rivolto ad una strategia di più lungo periodo, per salvaguardare le imprese, il reddito e l'occupazione dei soci lavoratori». 

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