Forlì-Cesena, allarme di Confartigianato:"Affrontare la crisi"

Forlì-Cesena, allarme di Confartigianato:"Affrontare la crisi"

Forlì-Cesena, allarme di Confartigianato:"Affrontare la crisi"

La crisi attanaglia anche le aziende della provincia di Forlì-Cesena e dall'analisi dei dati dell'osservatorio di Confartigianato appare come produzione-domanda, fatturato e ordini siano diminuiti, nel corso del secondo semestre 2008, rispettivamente del 50,1, 45,9 e 58,3%. Oltre ai settori già in difficoltà, come quello calzaturiero, tessile-abbigliamento e mobile imbottito, si sta verificando un blocco nel settore della meccanica. In deficit anche l'edilizia.

 

"Fino ad ora il settore edile aveva tenuto - spiega Stefano Bernacci, segretario provinciale Federimpresa Confartigianato - con lavori commissionati qualche anno fa, ma per il futuro si prevede un blocco, soprattutto viste le lungaggini burocratiche che riguardano il settore".

 

La rilevazione ha evidenziato, per l'artigianato, un'involuzione della domanda e, conseguentemente del fatturato, con contrazioni che si attestano attorno ai due punti percentuali. La fase di difficoltà delle aziende artigiane viene confermata anche dalle dinamiche tendenziali, con flessioni superiori al punto percentuale, sia per quanto riguarda la produzione-domanda, sia il fatturato.

 

"Bisogna aggredire nella maniera più corretta possibile questa crisi - afferma il presidente provinciale di Confartigianato, Stefano Ruffilli - che tutti ci aspettavamo, ma non in forma così virulenta e ravvicinata. Abbiamo visto accentuarsi le difficoltà anche in settori che pensavamo venissero attaccati in maniera più lieve, come il metalmeccanico e la nautica. Nel nostro sistema locale diventa fondamentale definire un accordo fra mondo bancario, istituzioni e associazioni di rappresentanza delle imprese per continuare a garantire l'accesso al credito, rafforzando gli strumenti a disposizione e immaginando modalità innovative, che abbiano il carattere della straordinarietà. Condividiamo l'esigenza di aumentare le dotazioni ordinarie previste per i confidi attraverso risorse per il fondo rischi e il conto interessi ma, crediamo, occorra fare uno sforzo straordinario per irrobustire la dotazione degli strumenti finanziari presenti sul territorio."

 

Nell'occupazione si registra, rispetto al secondo semestre 2007, il mantenimento degli organici aziendali e, anche nel prossimo periodo, si dovrebbe assistere a un sostanziale equilibrio. Le previsioni per produzione-domanda e fatturato non forniscono, infine, elementi per prevedere recuperi nel prossimo futuro, anzi le variazioni medie attese indicano nuove possibili perdite (rispettivamente -1,3% e -1,7%). "La lettura di questo dato - osserva il presidente della Camera di Commercio, Tiziano Alessandrini - specialmente per quanto riguarda l'edilizia, va fatta tenendo conto di tutta la manodopera di lavoratori autonomi che non vengono letti in queste statistiche".

 

C'è stata una battuta d'arresto degli investimenti, con soltanto il 18,4% di imprese che ha fatto investimenti, pur rimanendo sopra la media regionale. Un segnale positivo si può, invece, ricavare dalle previsioni sugli investimenti, tra programmati e possibili, le imprese orientate in tal senso rappresentano il 23% del totale.

 

Le dinamiche tendenziali evidenziano una notevole difficoltà delle aziende e neppure le previsioni per i prossimi sei mesi sono incoraggianti: la maggior parte degli intervistati prevede nuovi ridimensionamenti, in particolare nel livello di ordinativi (saldo -33,3).

 

"Di fronte a una crisi assolutamente straordinaria, che penalizza ulteriormente il già debole sistema economico nazionale, non è sufficiente limitarsi ai, sia pur prioritari, interventi in materia creditizia - continua Bernacci - l'occasione dell'incontro promosso dall'amministrazione provinciale e dalla CCIAA di Forlì-Cesena nell'ambito del Patto per lo sviluppo, oltre che essere tempestiva e opportuna, ha offerto lo spunto per ampliare il ragionamento sull'operatività in ambito locale, aggiungendo al tema degli interventi diretti sul credito anche quelli legati all'occupazione, alla coesione sociale e agli effetti della crisi sul modello di sviluppo, che, in questi anni, ha contraddistinto il nostro territorio. In quest'ottica l'incontro di oggi con la presenza del presidente della Provincia Massimo Bulbi e del presidente della CCIAA Tiziano Alessandrini, anche se può apparire inusuale, rappresenta al contrario la volontà di fare gioco di squadra affrontando insieme analisi della situazione e ricercando soluzioni concrete per meglio affrontare la crisi".

 

"E' fondamentale - fa eco Bulbi - attivare strumenti per ridare fiducia alle imprese. Il nostro impegno è già attivo, ad esempio con l'accordo tra Provincia e Camera di Commercio per l'anticipo sulla cassa integrazione".

 

Valutando nello specifico alcuni settori si può notare che per il comparto edile, già a inizio anno, c'è stata una riduzione dei livelli della domanda e del volume d'affari intorno ai due punti percentuali e una leggera flessione del numero di occupati (-0,3%). I ridimensionamenti per domanda e fatturato sono confermati anche su base annua, mentre stabile risulta il numero di addetti impiegati. Non si registrano particolari evoluzioni nella propensione a investire (15%), mentre per il prossimo periodo la possibilità di investimento è limitata essenzialmente a situazioni di contingenza e non sulla base di precise strategie aziendali. Per quanto riguarda infine le previsioni per il primo semestre del nuovo anno sono attesi nuovi ridimensionamenti nella domanda e nel fatturato (rispettivamente -1,2% e -1,8%), ma tali contrazioni non sembrano influenzare la dinamica occupazionale (+0,3%).

 

Per quanto concerne le aziende dei servizi alle imprese, l'indagine mette in luce come nel corso del secondo semestre si siano verificate contrazioni più pesanti rispetto ai primi mesi del 2008 (domanda -0,7% e fatturato -0,9%). Rapportando l'andamento del settore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente si può constatare un effettivo peggioramento delle performance.

Sul fronte occupazionale non si registrano significative contrazioni (-0,3%) e nei prossimi mesi si potrebbe registrare un'inversione di tendenza, con un incremento di addetti pari a +0,6%.

Il primo semestre 2009 dovrebbe risultare un periodo di assestamento con un sostanziale mantenimento della domanda e del volume d'affari, mentre negli investimenti, che nel corso del secondo semestre 2008 si sono collocati su un livello leggermente più basso rispetto a quello della prima parte dello stesso anno (18%), prevale ancora un atteggiamento prudenziale, con il 7% delle imprese che si è già organizzata per nuovi investimenti e con il 10% che si ritiene possibilista, in virtù delle condizioni economiche che si realizzeranno.

 

 

Il minor clima di fiducia e il calo dei consumi si riflettono in maniera rilevante sui volumi di domanda e fatturato del settore dei servizi alle persone: nella domanda si registra un calo pari a -2,3% che fa il paio con il ridimensionamento del volume d'affari (-1,2%), confermato anche in termini tendenziali (-0,9%). La situazione occupazionale subisce in maniera meno pesante l'evoluzione negativa del settore (-0,8%) e su base annua la flessione del numero di addetti risulta modesta (-0,4%).Le difficoltà delle aziende si manifestano anche sul fronte degli investimenti con una bassa propensione (meno del 10% di investitori), anche se in linea a quella registrata nella prima parte dell'anno. Per i prossimi mesi gli operatori del settore prevedono ulteriori contrazioni di domanda e fatturato (rispettivamente -0,7% e -0,9%), nell'occupazione si potrebbe registrare qualche nuovo ingresso (+0,8%), mentre dovrebbe continuare a mantenersi bassa la propensione a investire.

 

Dai dati dell'Ente bilaterale dell'artigianato emerge che gli impieghi a supporto di aziende in crisi sono quadruplicati rispetto all'anno precedente, a testimonianza che la crisi, che già mordeva il sistema economico, comincia a farsi sempre più diffusa con gravi conseguenze sul piano della tenuta occupazionale. Esiste il rischio concreto che gli strumenti ordinari di supporto alle imprese in materia di occupazione non resistano alla pressione della crisi. In un sistema d'impresa dove, data la piccola dimensione, i lavoratori rappresentano la vera ricchezza, spesso ottenuta attraverso un lungo iter formativo, la perdita di posti di lavoro costituisce uno spreco di ricchezza, oltre che un evidente problema sociale. Occorre individuare strumenti e modalità di accesso a fondi a sostegno della bilateralità, che rappresenta uno dei principali ammortizzatori economici e sociali a nostra disposizione.

 

 

Al contempo diviene sempre più drammatico il problema legato ai tempi di riscossione dei crediti che ha implicazioni estremamente rilevanti sulla gestione finanziaria delle imprese. Ai problemi legati alle dinamiche del rapporto fra imprese, si aggiunge pesantemente l'allungamento dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni che già rappresentava un grosso freno alla competitività (con 138 giorni rispetto alla media UE di 68 giorni, il nostro Paese occupa il penultimo posto nella classifica dei tempi di pagamento). Il problema non può essere affrontato caso per caso facendo ricorso a strumenti finanziari ad hoc predisposti dal sistema bancario che presentano oneri rilevanti (sopratutto se moltiplicati per il numero delle imprese).

 

E' necessario stabilire un accordo quadro fra enti locali e sistema bancario che non scarichi ulteriori costi finanziaria sul già fragile sistema delle imprese locali. Un altro punto riguarda, inoltre, l'imprenditoria femminile, che contribuisce al benessere sociale, sia sostenendo il reddito familiare delle lavoratrici, sia attraverso la capacità di creare occupazione. Divengono, quindi, indispensabili politiche di welfare non pensate esclusivamente per il lavoro dipendente (che pure trovano la nostra condivisione) con una più oculata gestione dell'assegnazione dei posti per gli asili nido e d'infanzia, lo studio di provvedimenti rivolti sia alle imprenditrici che si trovano ad accudire anziani non autosufficienti, sia a coloro che affrontano gravidanze a rischio, nonché la realizzazione di specifiche linee di credito a sostegno delle imprese in rosa. Un'eventuale uscita dal mercato, legata all'impossibilità di accedere ai servizi di assistenza, avrebbe un costo sociale ed economico altissimo.

 

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Infine, non certo per importanza, occorre dotarsi di strumenti straordinari per affrontare e superare i vincoli posti agli investimenti dalla burocrazia. In tempi di crisi e con propensione agli investimenti bassi sarebbe un delitto bloccare coloro che intendono investire con lungaggini burocratiche che la collettività pagherebbe in misura ancora più marcata rispetto al passato. Occorrono corsie preferenziali e veloci in grado di accorciare i processi autorizzati e cogliere tutte le opportunità che il sistema imprenditoriale offre per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio.

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