Forlì-Cesena, altri seimila ettari off-limits per la caccia

Forlì-Cesena, altri seimila ettari off-limits per la caccia

Forlì-Cesena, altri seimila ettari off-limits per la caccia

La Provincia di Forlì-Cesena ha istituito nuove zone di rifugio della fauna selvatica, con una delibera approvata dalla Giunta Provinciale questa mattina. Si tratta di un totale di 4.632 ettari di superficie agricola e silvo-pastorale che vengono sottratti all'attività venatoria in diverse aree del territorio provinciale. In particolare si tratta di aree a Rontagnano (339 ettari, in comune di Sogliano), Savio (263 ettari, in comune di Cesena), Tornano (538 ettari, nei comuni di Sogliano e Mercato Saraceno), Verghereto (377 ettari), Pievesestina (1.595 ettari, nel comune di Cesena) e Forlì (1.520 ettari).

 

Commenta l'assessore provinciale alla Caccia Luciana Garbuglia: "Questa delibera ci permette di raggiungere il 20 percento di superficie provinciale preclusa all'attività venatoria, secondo quanto prevede la legge nazionale, e il piano faunistico venatorio approvato dalla Provincia che impone in tali aree anche istituti per la salvaguardia della fauna selvatica, tra cui oasi, zone di rifugio, zone di ripopolamento e cattura, etc". In particolare, secondo quanto stabilito dalla delibera di Giunta gli ettari sottratti all'attività venatoria saranno in totale 6.351. "Per la differenza, vale a dire 1.719 ettari, si tratta di aree aggiuntive, in parte costituite da zone antropizzate, come aree artigianali ad esempio, che non  sono calcolate nella superficie  utile del 20 percento", specifica l'assessore Luciana Garbuglia.

 

Continua l'assessore Garbuglia: "Con questa delibera raggiungiamo il primo requisito richiesto dalla legge nazionale per poter procedere, in un secondo momento, all'apertura all'attività venatoria di una parte del cosiddetto demanio "non tabellato" nelle zone collinari e montane. L' apertura di una parte del territorio demaniale "non tabellato" dovrà  comunque essere compensata dalla Provincia col reperimento di ulteriori aree che saranno precluse alla caccia" . L'apertura alla caccia di una parte del demanio è una risposta necessaria, che viene data non solo  al mondo venatorio, ma  soprattutto al mondo agricolo per l'esigenza di prevenzione di danni alle colture. E' noto, infatti, che la maggiore minaccia per quanto riguarda  queste aree deriva dai cinghiali. Questo atto è solo un primo passo verso una gestione venatoria del territorio, in  attuazione del piano faunistico venatorio provinciale.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Alessandro Ronchi
    Alessandro Ronchi

    Il vero obiettivo viene scritto in fondo: "per poter procedere all'apertura dell'attività venatoria di una parte del cosiddetto demanio "non tabellato" nelle zone collinari e montane. Si vieta la caccia dove non ci sono gli animali da cacciare per raggiungere la percentuale di territorio protetto necessaria per legge per aprire la caccia dove non si potrebbe. Altro che seimila ettari offlimits, cosa volete cacciare in Viale Salinatore? Questa notizia andrebbe quantomeno correlata con queste altre due: https://www.romagnaoggi.it/cesena/2010/8/28/170059/ https://www.romagnaoggi.it/forli/2010/8/13/169183/

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