Forlì-Cesena, approvato il rendiconto della Provincia: 2010 chiuso in positivo

Forlì-Cesena, approvato il rendiconto della Provincia: 2010 chiuso in positivo

Forlì-Cesena, approvato il rendiconto della Provincia: 2010 chiuso in positivo

Il Consiglio provinciale di Forlì-Cesena, nella seduta di giovedì, ha affrontato il bilancio consuntivo del 2010, con l'approvazione del rendiconto della gestione del 2010 dell'ente. La delibera è stata approvata con il voto favorevole di Pd, Idv e Rifondazione Comunista, e contrario di Pdl, Udc, Lega Nord e Gruppo misto-Fli. Nonostante le difficoltà evidenziate sul fronte delle entrate, il rendiconto dell'esercizio 2010 presenta un avanzo di amministrazione di complessivi 788.905 euro.

 

Ha presentato il bilancio dello scorso anno l'assessore al Bilancio Maurizio Brunelli: "Abbiamo rispettato il Patto di stabilità interno per l'anno 2010, su obiettivi previsti da una normativa definita quando la crisi globale non aveva iniziato a farsi sentire, e questo nonostante gli indicatori socio-economici del nostro territorio nel 2010 siano ulteriormente peggiorati rispetto al precedente anno in cui la crisi aveva raggiunto il proprio apice, come viene sottolineato dall'aumento della disoccupazione e del ricorso alla Cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Inoltre, le province risultano penalizzate dalla forte contrazione delle entrate tributarie dovuta al crollo del mercato dell'auto".

 

Alcuni numeri del bilancio, nelle parole di Brunelli: "Le entrate tributarie che rappresentano il 61,9% degli accertamenti di entrate correnti, previste inizialmente in € 38.402.000 sono state assestate a 37.352.00. Tra esse l'imposta sulle assicurazioni RC auto, che rappresenta il 42% delle entrate tributarie ha determinato un gettito di 15.660.330, in aumento del 3% rispetto al gettito 2009. In diminuzione del 5,3%, rispetto al 2009 il gettito dell'I.P.T. (Imposta Provinciale di Trascrizione dei veicoli al PRA) passata da 8.019.350 del 2009 a 7.593.763; in diminuzione del 9%, la compartecipazione al gettito IRPEF passata da 5.142.910 € a 4.679.3870 €. In diminuzione rispetto al 2009 del 12,8%, anche l'addizionale sui consumi energetici delle imprese passata da 7.768.249 a 6.769.929 €, per i riflessi della crisi economica; diminuita dello 0,4% rispetto al 2009 infine l'addizionale sulla tariffa R.S.U. passata da 2.560.887 a 2.550.827 €.

 

In generale, le entrate correnti accertate (riferite ai primi tre titoli del bilancio) sono diminuite del 7,3% rispetto al 2009, passando da 65.026.102 a 60.258.410 € del 2010, diminuzione ancor più rilevante se si assume come dato di riferimento il 2003 nel quale tali entrate vennero accertate in € 67.257.926 €, a fronte di un costante aumento delle funzioni assegnate e dell'incomprimibilità di alcune spese (si pensi solo all'adeguamento di alcune spese generali per effetto del tasso d'inflazione o dell'aumento della spesa del personale per effetto dei rinnovi contrattuali).

 

Le entrate extratributarie nel 2010 sono aumentate ad € 3.782.110 rispetto ad € 3.183.573 impegnate nel 2009, essenzialmente per effetto dei proventi da sanzioni per violazioni al Codice della strada. Va inoltre evidenziato che si è provveduto ad estinguere anticipatamente l'unico contratto di swap, in essere, senza oneri per l'ente, introitando una somma pari a € 34.600, per effetto delle favorevoli condizioni di mercato.

 

Le entrate in conto capitale di cui ai Titoli IV (alienazioni, trasferimenti di capitali e riscossione di crediti) e V (accensione di prestiti) destinate al finanziamento delle spese in conto capitale  (Titolo II della spesa) e al netto delle riscossioni di crediti riferita all'investimento di liquidità dell'ente e a altre partite minori, risultano pari ad € 27.472.031 rispetto ai 39.359.951 del 2009".

 

Sul fronte delle spese, dice Brunelli: "Tra le spese di funzionamento le spese del personale rappresentano il 37,53% del totale, per €.19.911.813 (rispetto ai 19.904.493, pari al 35,29% delle spese impegnate nel 2009), per effetto degli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali. Il personale dell'Ente al 1/1/2010 era pari a 476 unità, oltre a 13 dirigenti ed è passato al 31 dicembre ad una consistenza di 486 unità oltre a 13 dirigenti, procedendo, nel rispetto dei limiti fissati dalla vigente normativa per le spese del personale, al sostanziale superamento del ricorso alle assunzioni di personale a tempo determinato per assicurare la normale funzionalità di alcuni servizi, con 3 assunzioni che hanno riguardato il Servizio Ambiente e altre 10 unità che sono state assunte nei centri per l'impiego eliminando completamente il precariato.

 

Le spese economali (utenze, assicurazioni, affitti, carburanti, pulizie) si sono ridotte passando da € 5.923.180 del 2009 ad impegni 2010 per € 5.912.735, pari all'11% delle spese correnti La spesa corrente è stata influenzata dai tre interventi effettuati da questo ente nel corso dell'esercizio per il ripiano dei disavanzi della Società S.E.A.F. fino al 31/10/2010, per complessivi € 1.149.829 e dall'incidenza delle maggiori spese   in parte corrente di € 330.000 per la manutenzione ordinaria delle strade nei due comprensori cesenate e forlivese e di € 1.250.000 in parte capitale per la manutenzione straordinaria delle strade per fronteggiare le abbondanti nevicate e i numerose eventi franosi dovuti al maltempo che hanno riguardato diverse zone montane del territorio".

 

Dice, infine, Brunelli: "In continuità con le scelte effettuate nella precedente legislatura, la Giunta, ha mantenuto, anche nel corrente anno, un forte livello d'investimenti, dando attuazione alle opere pubbliche, assumendo impegni in conto capitale per complessivi 28.506.877, che hanno riguardato prevalentemente la viabilità sia forlivese, sia cesenate, rispettivamente  per 9.373.798 e 6.171.500 € e la manutenzione fabbricati, con riferimento in particolare alle scuole, per € 1.425.082, oltre a interventi nel campo dello sviluppo economico per € 2.785.855, a interventi in materia di agricoltura per € 1.436.007 e a interventi relativi al piano triennale regionale di tutela ambientale per € 2.054.000".

 

Come risultato generale si evidenzia che "nonostante le difficoltà evidenziate sul fronte delle entrate, il rendiconto dell'esercizio 2010 presenta un avanzo di amministrazione di complessivi € 788.905. Tale avanzo risulta quasi interamente composto da fondi a destinazione vincolata per disposizioni di legge (€ 765.389). Un risultato economico contenuto ma da considerare soddisfacente nel quadro economico evidenziato, che trova conferma anche nel rispetto del patto di stabilità interno per l'anno 2010, patto che difficilmente verrà rispettato nel 2011 senza ricorrere al blocco dei pagamenti delle fatture dei fornitori, in quanto l'obiettivo del saldo è pari a + 7,5 milioni di euro.

 

Lo sforzo richiesto - un miglioramento del saldo di 12 milioni di euro rispetto all'anno precedente - è assolutamente insostenibile per questo ente, tenuto conto anche dei tagli ai trasferimenti alle Province approvati dal Governo per gli anni 2011 e 2012". Ed infine: "La relazione della Giunta e il consuntivo dell'attività svolta dai singoli servizi evidenziano che nel corso dell'esercizio 2010, nonostante l'accentuarsi delle difficoltà finanziarie abbiamo cercato di dare concretezza al nostro impegno prioritario di realizzare una maggiore integrazione territoriale della Provincia, per concorrere uniti, con uno sforzo comune, al superamento della crisi ed assicurare nuovo benessere e ulteriore sviluppo alla nostra comunità".

 

E' intervenuto a seguito della relazione dell'assessore, il consigliere Francesco Zoffoli (Pd), che ha lodato la "logica di buona amministrazione". Dice Zoffoli: "Abbiamo invece preoccupazione per il futuro, perché gli enti locali avranno sempre meno risorse per poter lavorare. Il patto di stabilità, in un momento di crisi così generalizzato, non si affronta in alcuna maniera, costringerà in futuro a mettere in difficoltà le aziende fornitrici dal punto di vista della liquidità.

 

Quindi l'intervento di Stefano Gagliardi, capogruppo del Popolo della Libertà: "Nel primo bilancio preventivo  del 2005 si parlava di istituire un progetto di politica culturale, di coinvolgimento dei giovani, di un capitolo strategico che veniva definito "tema delle politiche di marketing territoriale", della necessità di dare vita a delle società di scopo , di attivare logiche di project financing per attuare le grandi opere del territorio, della priorità via Emilia bis, del progetto del trasporto rapido costiero,  di attivare il coordinamento nei confronti dei piccoli e grandi comuni indispensabile a dare forza e vigore a settori come il turismo e la cultura che necessitano di una sempre maggior collaborazione e del passaggio da una provincia bipolare ad una provincia integrata o metropolitana. Mi sembra che da allora, dopo 7 anni, la situazione non cambiata molto. Per quanto riguarda la via Emilia bis nel mese di novembre del 2010 è scaduto il tempo per effettuare la dichiarazione di pubblico interesse inerente la proposta del potenziale promotore per realizzare le opere previste nel project financing a seguito dell'impossibilità di reperire i finanziamenti necessari a garantire il contributo pubblico ( 117,6 milioni di euro, circa 70 milioni di euro rispetto a quanto la Regione dà per la Cispadana), è stato concordato con il potenziale promotore una proroga di 2 anni. Per la E45-55 si è proposto alla Regione di inserire la via Emilia Bis, per la statale 67 è ancora in corso lo studio di fattibilità del tratto Dovadola-Rocca San Casciano. L'impressione è che altre zone dell'Emilia siano riuscite ad intervenire in maniera più convincente presso la Regione, se si pensa allo stato di avanzamento della Pedemontana e della Cispadana". 

 

E ancora Stefano Gagliardi (PdL): "Continuiamo ad assistere ad iniziative che vedono i grandi Comuni procedere in ordine sparso, sia che si tratti di cultura o turismo sia di progetti strategici. Pensiamo all'aeroporto, che vede il comune di Cesena in veste di comparsa, l'assenza del Comune e della provincia di Ravenna, nonché di tutti i Comuni turistici, oppure alle Fiere, perennemente in conflitto fra loro.  Penso al sistema Romagna, ad un sistema di offerta turistica integrato in grado di valorizzare l'intero territorio; nulla in merito all'integrazione fra aeroporto di Forli, porto di Ravenna, scalo merci di Villa Selva e autoporto di Cesena".

 

Quindi sul bilancio: "L'indebitamento dell'ente dal 2006 al 2010 passa da 85.357.000 a 91.010.000.   Gli oneri finanziari per ammortamento prestiti e il rimborso degli stessi in conto capitale è passato da 8.605.166 del 2006 a 10. 622.000 del 2010 e per 2011 il bilancio non consente l'accensione di nuovi mutui. Sulla gestione di competenza si evidenzia che  se non fosse per l'avanzo 2009, sarebbe in rosso per più di un milione di euro (1.439.000). Inoltre, i trasferimenti regionali per funzioni delegate erano previsti in 18,7 milioni di euro basandosi, come è scritto nella relazione "sulla base di comunicazioni con gli uffici regionali e, in assenza di queste, delle richieste provenienti dai dirigenti dei servizi provinciali". Fatto sta che il consuntivo indica 12,1 milioni di euro: ben lontani dalla previsione. Gli stessi sindaci revisori rilevano "anche per l'esercizio 2010 un elevato scostamento fra la previsione iniziale ed i dati del rendiconto relativamente alle entrate da trasferimenti". Forse ci accorgeremmo che hanno creato più danni le partecipate ed il nostro scarso appeal nei confronti della Regione di quanto non abbiano fatto i tagli della finanziaria. Infatti, in merito alle entrate in conto capitale si evidenzia per le alienazioni 1,4 milioni invece dei 5,6 previsti; trasferimenti dalla Regione per 17,1 invece di 22,3; trasferimenti dai Comuni per 1,7 invece di 2,3 milioni; mutui e prestiti per 6 milioni invece di 10 ,2 milioni. A fronte di questi numeri risulta evidente la difficoltà di alienare beni da parte di questa amministrazione nonché di prevedere correttamente non solo gli importi regionali ma anche quelli comunali, con la conseguenza di vedere ridurre notevolmente gli investimenti previsti per la viabilità e le scuole.  Nella relazione  di previsione si citano investimenti per oltre 32,2 milioni di euro per la viabilità di Forlì, di Cesena e per la manutenzione fabbricati. La realtà parla di interventi per 18,5 milioni".

 

E ancora, parlando del Patto per lo Sviluppo: "Era nato con una fisionomia ben diversa ed il fatto che non si sia evoluto in una Fondazione con capacità di spesa ne ha indubbiamente limitato il campo d'azione previsto. Infine, continuare ad attribuire tutti i mali ed i problemi dell'ente unicamente a chi in quel momento governerà a Roma o in Regione forse porterà un po' di soddisfazione temporanea, ma non servirà certo a migliorare le sorti o le finanze della Provincia. A lungo andare sembra quasi una scusa per proseguire nel solito tran tran amministrativo - burocratico. Così come d'altra parte non avrebbe senso non riconoscere le difficoltà in cui si muove l'amministrazione. Per questo insistiamo ed insisteremo sulla necessità di un maggior controllo delle partecipate, delle spese di sviluppo, delle alienazioni, sulla necessità di un maggior confronto con la Regione sul tema delle infrastrutture soprattutto ora che sta prendendo corpo il Piano Territoriale Regionale".

 

Sull'argomento è intervenuta anche Maria Grazia Bartolomei, capogruppo dell'Udc: "Questo bilancio dimostra che il centro-sinistra non riesce più a garantire il vecchio modello di sistema sociale, mentre stenta ad individuarne uno nuovo. A dimostrazione di questo c'è il fallimento di Sapro, che rischia di portarsi dietro una perdita economica di non poco conto. E questo ci porta ad un altro tema: il controllo improrogabile e necessario sulle società partecipate, da effettuare con personale interno all'ente".

 

Gian Luca Zanoni, capogruppo della Lega Nord rimarca infine che "si riscontra che il ruolo di coordinamento della Provincia non ha dato spesso buoni frutti, si veda per esempio le fiere e l'aeroporto, su cui non sappiamo ancora bene cosa si andrà a fare con la convergenza con Rimini". E ancora: "Lo scalo merci non solo non riesce a interagire con le imprese del territorio, ma neanche con i treni merci che servono il territorio".

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