Forlì-Cesena, avanza il commercio equo e solidale

Forlì-Cesena, avanza il commercio equo e solidale

FORLI'-CESENA - Il movimento del commercio equo e solidale è oggi un movimento globale. Più di un milione di produttori e lavoratori su piccola scala sono organizzati in ben 3mila organizzazioni di base, con strutture rappresentative in oltre 50 paesi del Sud del mondo. Questo tipo di commercio rappresenta in questo senso, uno degli strumenti più interessanti della nostra epoca per avvicinare le istanze di solidarietà alle esigenze del mercato. I consumatori, infatti, attraverso le loro scelte libere e responsabili, possono, fornire opportunità di sviluppo a produttori e lavoratori e contribuire così alla riduzione del divario tra Nord e Sud del mondo, favorendo, nel contempo, la sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni dislocate nei Paesi in via di sviluppo.

 

"La Regione Emilia-Romagna con il progetto di legge Disciplina e interventi per lo sviluppo del commercio equo e solidale in Emilia-Romagna - spiega il Presidente della Commissione Politiche Economiche, Damiano Zoffoli - si propone, da un lato, di incentivare lo sviluppo e la diffusione dei prodotti del commercio equo e solidale e, dall'altro, di garantire che i prodotti immessi sul mercato con la denominazione di "commercio equo e solidale", scelti proprio per questo dai consumatori, presentino una serie di caratteristiche coerenti con quelle definite a livello internazionale e nazionale dagli organismi di settore".

 

Il Progetto di legge è ripartito in dieci articoli. In particolare l'articolo 5 elenca gli interventi regionali a favore del commercio equo e solidale. Tra questi la promozione di iniziative divulgative e di sensibilizzazione, mirate a diffondere questa realtà anche nelle scuole, e la creazione sulla rete Internet di un portale regionale per il commercio equo-solidale.

 

E' prevista inoltre la concessione alle organizzazioni del settore di finanziamenti per investimenti materiali e immateriali, per l'apertura e le ristrutturazioni delle sedi, acquisto di attrezzature, arredi e dotazioni informatiche fino ad un massimo del quaranta per cento delle spese ammissibili. Si promuove quindi l'utilizzo dei prodotti del commercio equo e solidale nell'ambito delle attività e nei punti di somministrazione interni degli enti pubblici. Viene  infine istituita la giornata del commercio equo e solidale, al fine di favorire la conoscenza e la diffusione del commercio equo e solidale.

 

"La spesa pro-capite italiana in prodotti del commercio equo e solidale è ancora relativamente modesta - puntualizza Zoffoli - e ciò è dovuto da una parte ad una non sufficiente conoscenza dello stesso presso il consumatore e dall'altra ad una scarsa reperibilità dei prodotti. Il dato italiano sulla spesa pro-capite è infatti il più basso d'Europa: 35 centesimi di euro a testa. Le botteghe solidali sono circa 600 in tutta Italia e sono concentrate per oltre il 60 per cento nel nord-ovest e nel nord-est. L'88 per cento di esse si trova nelle grandi città e coinvolgono 60mila persone tra dipendenti, volontari e soci. Per promuovere questo settore, dando più garanzie ai consumatori, cominceremo a giorni in commissione consiliare l'esame del progetto di legge. Entro la fine dell'anno arriverà in aula per l'approvazione definitiva".

 

La nuova legge toccherà da vicino anche le associazioni e botteghe per il commercio equo e solidale presenti in provincia di Forlì-Cesena. Qui, fra le altre, dal 1991, si registra l'attività dell'associazione "Forlì Terzo Mondo" si occupa di progetti di cooperazione internazionale, informazione e sensibilizzazione sul territorio. Obiettivi simili per i cesenati di "Sale della Terra", attivi dal 1997 e forti di 200 soci, che si apprestano a trasferire la loro bottega da Porta Santi a piazza del Popolo. I nuovi spazi saranno gestiti in forma cooperativa assieme ai "cugini" forlivesi e al consorzio Ctm Altromercato.

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