Forlì-Cesena, Bulbi: ''Ecco cosa fa la provincia. Basta demagogia''

Forlì-Cesena, Bulbi: ''Ecco cosa fa la provincia. Basta demagogia''

Forlì-Cesena, Bulbi: ''Ecco cosa fa la provincia. Basta demagogia''

FORLI' - Il ruolo delle Province, alla luce del recente dibattito pubblico che si è tenuto sia a livello nazionale che a livello locale con le dichiarazioni del sindaco di Forlì Roberto Balzani, è stato al centro giovedì pomeriggio del Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena. "Siamo ad una tappa di una ricorrente polemica - ha esordito il presidente Massimo Bulbi, che ha sottoposto al Consiglio la sua posizione -. E' legittimo e corretto chiedersi se le Province sono utili e che servizi svolgono".

 

Però, ha continuato, è necessario anche parlare "della ridistribuzione delle deleghe e delle funzioni, per decidere chi fa che cosa. Una volta definite le competenze può anche essere che l'ente provincia non abbia più senso. Ci sono leggi ferme in Parlamento che parlano dei riordino tra le funzioni dello Stato, questo mentre negli ultimi vent'anni c'è stata una pressante pressione di far proliferare le province. Anche noi nel 1994 ci siamo divisi con Rimini".

 

"In Sardegna ne sono nate di recente quattro e queste sono nate per volontà dei parlamentari e delle lobby locali - ha continuato Bulbi -. Oggi il dibattito sulle Province è peggiorato perché lo si lega solo ai costi della politica, dimenticando che questi sono il 2-3% dei bilanci di questi enti e l'uno per cento nella Provincia di Forlì-Cesena. Ho fatto provocatoriamente la proposta ai miei colleghi dell'Emilia-Romagna di dimetterci tutti, così finalmente si poteva parlare dei costi della politica partendo dai costi dei parlamentari, come per esempio tutte le loro segreterie, i loro assistenti, i viaggi in tutto il mondo delle commissioni parlamentari per fare esempi".

 

"Bene, abolite le province, così ci metterete in condizione anche noi di affrontare seriamente il problema - ha continuato il presidente della Provincia di Forlì-Cesena -. Gli amministratori hanno il compito di capire le esigenze della popolazione, risolvere i problemi, raggiungere gli obiettivi che si danno per rendere i territori migliori e competitivi e aumentarne il benessere. Questo è il nostro compito, non altri, come quello per esempio del sindaco di Firenze Renzi, che non c'è più a Firenze per presentare i libri. Fare i fenomeni è facilissimo. Facciamo un comune metropolitano unico, così è molto facile andare a parlare a Bologna con una voce sola, invece di 31 enti. Questo per dire che perdiamo molto tempo a dire cosa devono a fare gli altri e non cosa possiamo fare noi".

 

Prosegue Bulbi: "Spesso si dice che questo è un ente intermedio. Abbiamo avuto 16.928 persone sono passate dalla nostro ingresso, 1 milione e 28mila accessi al sito internet, 3.000 contatti all'Urp, 1336 schede di customer satisfaction. Solo l'ufficio Macchine agricole ha avuto mille aziende allo sportello. Il Centro per l'impiego è la Provincia, con 23.997 accessi. E' questo un ente che non ha collegamento con la popolazione? Vi ricordate come era il servizio del vecchio di collocamento quando era ministeriale? Chi si ricorda del ruolo urbanistico della Provincia? Prima le varianti si mandavano in Regione se andava bene ci volevano 5 anni come minimo per vedersele tornare indietro approvate. Oggi 25 comuni su 30 hanno utilizzato la Provincia per il Psc. Piano dei rifiuti, noi possiamo dire ai cittadini: state tranquilli per i prossimi trent'anni non avrete l'immondizia per strada. Le fogne? Dovevamo scegliere se buttare 63 milioni di euro sotto o sopra. Abbiamo deciso di investirli sotto, dove nessuno le vede. E' questa è la capacità degli amministratori di individuare e perseguire le scelte migliori per la popolazione. Mi rendo conto che chi fa il ragionamento che faccio io oggi si iscrive alla classe politica dei conservatori. Faccio anche io delle proposte: per esempio aree metropolitane con un unico sindaco, università che vanno create dove c'è un bacino reale di studenti, se no le si chiude. Così si parla di riordino dello Stato e non di enti inutili: se per far capire questo devo dimettermi, lo faccio volentieri".

 

Ha preso la parola poi Piero Gallina (Pd): "Capisco il disagio del presidente Bulbi, ci sono momenti in cui chi amministra con passione e cerca di amministrare al meglio attraversa momenti difficili. Nel 1992 eravamo tutti ladri, tutti. In questi momenti si risponde con la ragione. Il problema è l'istituzione, non il presidente: le istituzioni sono fatte dagli uomini. Il dibattito sulle province è comodo perché se si concentra su un aspetto non si guardano gli altri. Discutiamone, ma non con l'ottica di dire: quello è il nemico".

 

E' seguito l'intervento di Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL: "In questi giorni è tornato di moda parlare dell' utilità delle  Province ed ha fatto scalpore la proposta del sindaco di Forlì di unificare quelle romagnole. Nulla di nuovo sotto il sole: né per il primo né per il secondo argomento. E' bene ricordare che già il 14 gennaio del 2008 il comune di Forlì votò un ordine del giorno su quanto  proposto oggi da Balzani, che tra l'altro sembra voler gestire i soldi degli altri (consiglieri) salvaguardando i suoi e quelli della Giunta. Si potrebbe ricordare un famoso detto per meglio chiarire la modalità di utilizzare parti anatomiche di altri a proprio uso e consumo. Ne abbiamo poi discusso ancora nel 2008, nel 2009: parole senza alcun risultato concreto. Sembra che il PD in piena, totale e assoluta confusione sull'argomento senta la necessità di utilizzare gli organi istituzionali per riprendere e chiarire le diverse opinioni di sindaci, presidenti di provincia, segretari di partito, semplici consiglieri, ecc. ecc, tutti del PD. Occorre tener conto in primis che le Province sono un livello istituzionale riconosciuto in Costituzione che , come riformata nel 2001, e confermata da due voti referendari nel 2001 e 2006, prevede esplicitamente che "la Repubblica è costituita dai Comuni, Dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato". Tuttavia anche se l'art. 114, comma 1) della Costituzione afferma che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, questo non impone la compresenza di tutti i livelli istituzionali sul medesimo territorio: e siccome il livello statale non è sopprimibile, le regioni sono specificatamente elencate in Costituzione e ai Comuni sono garantite le funzioni amministrative di base, la distribuzione territoriale di Province e Città metropolitane appare più modulabile. In definitiva perché non riconoscere alla soppressione delle province romagnole ed alla creazione della Regione Romagna con ovvio ridimensionamento dell'Emilia, il fondamentale ruolo politico-istituzionale che potrebbe rivestire unitamente alla riduzione dei costi della politica da tutti tanto auspicata?"

 

E' quindi intervenuta Gessica Allegni (Pd): "E' importante restituire dignità a questo dibattito. Trovo irresponsabile che si sia fatto passare agli occhi alla gente l'abolizione delle Province come la strada del risanamento del nostro Paese. E' avvenuto che questo tema si è sacrificato sull'altare della demagogia, iniziando dal Parlamento. Dovremmo partire dagli stipendi eccessivi dei parlamentari, dei loro vitalizi, invece si comincia da altro per non dire queste cose. La politica deve avere l'umiltà nell'affrontare le questioni nel merito. Infine voglio fare chiarezza delle posizioni del Pd: noi riteniamo che sia sbagliata la proliferazione delle province e riteniamo che siano necessari accorpamenti e razionalizzazioni. Siamo poi per abolirle nelle città metropolitane. A chi fa populismo oggi domando chi avrebbe affrontato le crisi aziendali in questo periodo di crisi se non ci fossero state le Province".

 

E' seguito l'intervento di Maria Grazia Bartolomei (capogruppo Udc): "Tutti i partiti presenti oggi in Parlamento si sono presentati alle elezioni con la proposta dell'abolizione o della razionalizzazione delle Province.  Poi solo l'Udc e l'Italia dei Valori hanno portato avanti i progetti. Quattro livelli di governo sono molti e quello meno importanti sono le Province. La scelta più rapida e approssimativa è dire di accorparle in base alla popolazione. Se si volesse ridurre i costi ed eliminare le sovrapposizioni ci vorrebbe un approccio più meditato di riordino. E' vero che comuni come Tredozio e Portico farebbero fatica ad interfacciarsi con la Regione. Per questo ho sempre cercato di valorizzare il ruolo di coordinamento delle Province, per favorire la coesione sociale ed anche risparmiare. Il mio partito cerca di mettere a dieta le province , da qui la mia prima proposta di ridurre a cinque gli assessori: è questo lo scopo per cui si candida alle elezioni provinciali. Infine oggi le governance principali sono di area più vasta, superiori alla dimensione provinciale: per questo si dovrebbe portare ad un'unità le assemblee elettive e di controllo, questo anche per un gatto di democrazia: ad ogni decisore, un controllore".

 

Pino Castrogiovanni, consigliere Idv, ha precisato: "Non demonizziamo le province o i loro amministratori. Le riteniamo, invece, enti che dopo la riforma federale non hanno funzioni che non possono essere assegnate ai Comuni o alle Regione. In Emilia-Romagna ci sono molte province ben amministrate, diamo massimo rispetto a chi amministra questi enti finché ci sono, ma lei, presidente Bulbi, ha messo il dibattito sulla provincia di Forlì-Cesena: il nostro problema è l'ente provincia in quanto tale, non le persone che le governano. Se gli elettori decideranno che questa situazione deve essere cambiata lo decideranno loro, noi lo chiederemo a settembre con una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare".

 

Luciano Minghini, capogruppo Pd: "Questo non vuole essere un dibattito sull'orgoglio del Consiglio Provinciale. Anche il Partito Democratico dice che gli stipendi dei parlamentari sono scandalosamente alti rispetto alla media europea, e parlarne non è scansare e rinviare agli altri. Nessuno si vuole tirare fuori dal dibattito, ma partendo dalle funzionalità e non di costi anche perché se parliamo di costi per gli enti locali parliamo di poco. Il tema degli accorpamenti è stimolante: su questo si deve partire dal basso veramente, perché si tocca l'identità delle popolazioni. Altrimenti il dibattito è elitario, burocratico e dirigistico. Discutere dei Consigli Provinciali e trasformarli in assemblee dei sindaci? Può essere una proposta anche se oggi vedo i sindaci molto impegnati in molti altri compiti. Ma siamo aperti alle discussioni".

 

L'intervento di Pier Giorgio Poeta, capogruppo di Rifondazione Comunista: "Il dibattito va affrontato con la consapevolezza delle leggi già presentate in Parlamento ma soprattutto aprendoci, con un consiglio provinciale aperto senza gettone o in un incontro pubblico, ai cittadini che stanno fuori. Per questo propongo un dibattito pubblico, spiegando che non si possono far coincidere i costi della politica con i costi della Provincia. L'abolizione delle Province sarebbe utile? Il giudizio sull'utilità deve prescindere dalla Provincia di Forlì-Cesena, perché in Emilia-Romagna questi enti sono utili e funzionano, ed hanno ricevuto delle deleghe importanti dalla Regione. Quello di questi giorni è stato un attacco strumentale per non parlare di altro, per non parlare della riorganizzazione degli enti, a partire dai Comuni. Io ne faccio una questione di democrazia: servono se hanno un rapporto con la popolazione. Certi costi li annovero non tra i costi della politica, ma tra i costi della democrazia, che è un'altra cosa. Gettoni di presenza di 7 euro abbassano il livello di democrazia, mentre si fa tutta l'erba un fascio".

 

Quindi a chiarire ulteriormente la posizione dell'Italia dei Valori è intervenuta la capogruppo Giovanna Perolari: "Non considero la partecipazione dell'Idv nelle province una contraddizione. Un grande partito nazionale deve essere presente in tutti i livelli di governo, dove si prendono le decisioni, e questo anche in un'ottica di cosiddetta di riduzione del danno. Anche noi siamo per il taglio dei parlamentari, della riduzione dei lori stipendi con riallineamento alla media europea e per l'eliminazione di tanti sprechi. Infine chiarisco che noi dell'Idv non puntiamo il dito contro la Provincia come un nemico, ma crediamo che qualcuno debba iniziare. E' vero come dice il presidente che sono i più piccoli a prendere gli schiaffoni, sarebbe opportuno - e questo lo chiedo anche alla mia parte politica - che si faccia anche a livello nazionale un riordino dei costi, partendo appunto dai parlamentari. Per questo apprezziamo la svolta riformista del presidente, seppure fatta con poca convinzione, e ai colleghi di maggioranza chiediamo di aprire un dibattito vero e responsabile che porti ad una svolta riformista che porti a risparmiare ma anche a dare risposte concrete ai cittadini".

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Conclusivi gli interventi di Valerio Roccalbegni (PdL): "Abbiamo utilizzato tanto tempo per discutere tra di noi". Così anche Vittorio Dall'Amore (PdL): "Abbiamo parlato tanto tempo, giustamente per discutere di un tema molto importante, ma poi il dibattito si è concluso male, finendo solo per criticare le proposte del sindaco Balzani. Il dibattito interno di un partito non deve dilagare nell'istituzione. Invito a non polemizzare col sindaco di Forlì, anche se devo dire che quello di Cesena è molto più intelligente, non intervenendo dove non c'entra niente.

Commenti (7)

  • Avatar anonimo di beppe70
    beppe70

    sono inutili e forse anche dannosi vistoche di sicuro creano ancor + burocrazia. Se provassero ad andare a lavorare sul serio ... quanto spreco di soldi che ci tolgono dalle tasche in ogni modo, avessero almeno la dignità di provare vergogna

  • Avatar anonimo di Michelangelo Merisi
    Michelangelo Merisi

    Che pena sti politichetti, tutti nessuno escluso.

  • Avatar anonimo di Thovè!
    Thovè!

    Proprio ieri su "Il Giornale" viene riporato il titolo: Tagliare le Province? Demagogia...parola di Bersani.. ahahahahahaha

  • Avatar anonimo di Poldo
    Poldo

    Ma quanti soldi (pubblici, chiaramente..) è costata questa inutile conferenza stampa?? A zappare la terra no??

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    Non c'è nulla, ma proprio nulla di ciò che fa la provincia che non potrebbe fare (o fa già;) il comune o la regione. Mi sa che per Bulbi parli il suo stipendio con tanti zeri. E andare a lavorare?

  • Avatar anonimo di Stefano S.
    Stefano S.

    ... 16.928 interventi + 1 milione e 28mila accessi al sito internet e 3.000 contatti all'Urp = 1336 schede di customer satisfaction (magari non tutte positive e magari forzate come a volte presentate in altri enti). VERAMENTE DA ANDARE FIERI!!!

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    I topi investono soldi non loro per migliorare le fogne: che c'è di strano?

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -