Forlì-Cesena, caccia. Bartolini contro l'istituzione di nuove oasi di protezione

Forlì-Cesena, caccia. Bartolini contro l'istituzione di nuove oasi di protezione

Forlì-Cesena, caccia. Bartolini contro l'istituzione di nuove oasi di protezione

La Giunta regionale dell'Emilia-Romagna non deve procedere "assolutamente all'istituzione di alcuna zona oasi di protezione senza il preventivo parere delle popolazioni interessate e delle squadre dei cinghialisti" che in quelle aree cacciano. Lo chiede il consigliere regionale Luca Bartolini (pdl) in una articolata interpellanza, in cui denuncia che Provincia e Regione avrebbero recentemente deliberato la costituzione di "ben 11 oasi di protezione" nel territorio provinciale di Forlì-Cesena

 

Il tutto senza aver coinvolto le popolazioni interessate e le squadre di "cinghialai che agiscono sul territorio per ridurre gli ingentissimi danni alle colture agricole".

 

La deliberazione in oggetto "si reggerebbe unicamente sulla promessa di apertura alla caccia di piccole porzioni di territorio di proprietà del demanio regionale (ex Arf ed ex Ersa) per compensare - a parere del consigliere - la chiusura di migliaia di ettari di territori oggi cacciabili", per la creazione di queste "nuove oasi di protezione che da zero passerebbero a 11".

 

Bartolini evidenzia inoltre che l'approvazione del suddetto piano causerebbe la chiusura immediata alla caccia dei nuovi territori vincolati e che, all'interno della provincia di Forlì-Cesena, sono "ben 23.000" gli ettari di proprietà regionale e che, in alcuni comuni, come Premilcuore, il 76% del territorio è già sottratto all'utilizzo venatorio perché rientrante all'interno del Parco nazionale.

L'apertura dei territori demaniali alla caccia, inoltre, - scrive il consigliere - non è competenza del piano provinciale, ma è per legge vincolata ad una successiva delibera della Giunta regionale, previo parere vincolante dell'ISPRA ex INFS (Istituto nazionale fauna selvatica).

 

Bartolini ricorda anche le promesse di riaprire i territori demaniali alla caccia che "vari esponenti politici di sinistra" avrebbero fatto ai cacciatori, promessa ribadita dal presidente Errani durante la campagna elettorale del 2005, mentre "ad oggi, a distanza di quasi sei anni, nonostante i numerosi solleciti avanzati, il presidente Errani per l'ennesima volta non ha mantenuto fede alla promessa fatta".

 

Il consigliere, anticipando che organizzerà in ogni comune coinvolto, d'intesa con le squadre di cinghialisti, pubbliche assemblee per valutare il ricorso al TAR per bloccare queste deliberazioni, domanda alla Giunta regionale di richiedere il necessario ed indispensabile parere preventivo all'ISPRA ex INFS prima di procedere a qualsiasi pianificazione, per sapere con certezza se e quali territori del demanio regionale fuori dai confini del Parco nazionale possano essere effettivamente resi cacciabili

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di PaoloM
    PaoloM

    ma come è possibile essere così bigotti?? la popolazione deve essere interpellata solo quando fa comodo a questi politici da 4 soldi??

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