Forlì-Cesena, cala la disoccupazione: in 26mila gli iscritti ai Centri per l'Impiego

Forlì-Cesena, cala la disoccupazione: in 26mila gli iscritti ai Centri per l'Impiego

Forlì-Cesena, cala la disoccupazione: in 26mila gli iscritti ai Centri per l'Impiego

FORLI'-CESENA - Con i dati del secondo trimestre 2010 arriva la prima inversione di tendenza sull'andamento della disoccupazione in provincia. Rispetto al picco massimo di 27.107 utenti dei Centri per l'impiego in stato di disoccupazione nel primo trimestre, si passa ai 26.371, con un calo del 2,7% al 30 giugno. A sostenere tale trend ci sono le assunzioni, aumentate del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2009. Ma le aziende continuano a soffrire: le crisi aziendali gestite della Provincia sono passate da 47 a 59

 

Disoccupazione

Con i dati del secondo trimestre 2010 arriva la prima inversione di tendenza sull'andamento della disoccupazione in provincia di Forlì-Cesena. Rispetto al picco massimo di 27.107 utenti dei Centri per l'impiego in stato di disoccupazione nel primo trimestre, si passa ai 26.371, con un calo del 2,7% al 30 giugno. Ma l'ottimismo deve essere molto cauto: infatti, se il confronto viene fatto con il secondo trimestre 2009, vale a dire con i dati equivalenti dell'anno scorso, l'incremento dei disoccupati segna ancora un +11,8%. In altre parole finisce la crescita della disoccupazione, ma con un'inversione molto lieve.

 

Il dato di rallentamento della crescita della disoccupazione è visibile anche dal numero degli utenti dei Centri per l'impiego iscritti alle liste di mobilità: rispetto al secondo trimestre 2009 sono aumentati del 31,9% (da 2.475 a 3.265), mentre rispetto al primo trimestre 2010 l'aumento è contenuto all'1,8% (da 3.208 a 3.265).

 

Analizza i dati l'assessore al Lavoro e alla Formazione Denis Merloni: "Lo stock di disoccupati e di lavoratori in mobilità è ancora molto alto. Se continua con questi trend, per arrivare alla situazione pre-crisi del dicembre 2008 ci vorranno almeno 10-12 trimestri: uno scenario non rassicurante. La ripresa non assorbirà in modo ragionevole tutti gli esuberi, per ora si stanno ancora svuotando i magazzini".

 

Assunzioni

A sostenere lo stesso trend è l'andamento delle assunzioni. Sono aumentate del 2,6% rispetto al 30 giugno 2009 e del 3,1% rispetto a tre mesi fa. Forte incremento anche nei tirocini: +26,2% nell'ultimo anno (da 664 a 838) e +37,4% nell'ultimo trimestre. Quest'ultima, tuttavia, è una forma debole di inserimento lavorativo e denota, in questa fase, la disponibilità dei disoccupati anche ad accettare forme più deboli pur di riprendere un'attività lavorativa. Preoccupante è, però, l'andamento delle nuove assunzioni per tipologia. Se nel primo semestre 2009 quelle a tempo indeterminato erano l'11,6% (rispetto all'88,4% di assunzioni a tempo determinato), ora si sono ulteriormente ridotte al 7,9% (il restante 92,1% è a tempo determinato).

 

"Non si può reggere questa situazione a lungo: con 9 contratti a tempo determinato su 10 non si può proprio andare avanti. Le parti sociali si devono mettere d'accordo per una riforma urgente dell'accesso nel mercato del lavoro", è il commento dell'assessore al Lavoro e alla Formazione Denis Merloni.

 

 

 

Cassa integrazione e crisi aziendali.

Il dato riferito alla provincia di Forlì-Cesena è di 2.382.328 ore di cassa integrazione nei primi cinque mesi del 2010, rispetto a 1.156.051 dei primi cinque mesi del 2009, con un aumento del 101%. Le crisi aziendali gestite della Provincia di Forlì-Cesena sono passate da 47 a 59. La maggioranza di queste riguarda il settore metalmeccanico (33 su 59). Ma in crisi restano anche alcuni settori del lusso, come la nautica, l'alta moda e il calzaturiero.

 

Incognite dalla manovra finanziaria.

"Se la manovra finanziaria resterà così com'è, da gennaio 2011 non ci saranno più i soldi per la cassa integrazione in deroga", è l'allarme che manda l'assessore Merloni. Questo perché "il governo è debitore nei confronti della Regione Emilia-Romagna di 70 milioni di euro, che ha dato l'anticipazione dei fondi". "Se il sistema ha retto è grazie a questo, e se lo Stato non trasferirà i fondi anticipati, non ci saranno più i soldi per questi ammortizzatori nel 2011. Pensare ad alcune migliaia di persone che restano completamente senza sostegno è inconcepibile", conclude l'assessore al Lavoro e alla Formazione Denis Merloni.

 

Commenti (10)

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Buongiorno, d'accordissimo sia con Dorian che con l'uomo qualunque, sia per l'analisi che quando si dice che le soluzioni efficaci a costo zero sono possibili e di eventuale immediata messa in pista, D'accordo quando si dice che è solo ed esclusivamente una questione di volontà politica e non di impossibilità di risolvere il problema. Per quanto riguarda me, il piano per andarmene è già pronto, ma lo attuerò solo ed esclusivamente quando il comportamento di tutti questi bei signori mi costringerà definitivamente a portare i libri in tribunale, allora non avrò più nulla da perdere: allora non temerò più la vendetta di un collega al quale ho rotto le uova nel paniere, di un cinese al qualo ho dato fastidio, o di qualche amministratore pubblico al quale non ho fatto dormire sonni tranquilli e che magari per questo, allora si, ha fatto pressioni sull'ispettorato del lavoro, la finanza, l'ausl, magari l'esercito e la protezione civile per venire a fare qualche ispezione(si sa che per quanto tu possa essere in regola se ti vogliono trovare qualcosa....). Con me fanno molto prima, basta venire di giorno!.Allora, quando mi avranno fatto definitivamente saltare tollerando questo sistema al quale io mi rifiuto, comunque, di aderire non mi limiterò a cercare qualsiasi spazio per parlare di questo problema esortando tutti a fare quanto nel potere di ognuno di noi per risolverlo, allora cercherò il modo per publicare per filo e per segno cosa è successo e di chi sono le responsabilità reali, con nomi, cognomi e fatti.La morte della mia azenda rappresenta, nel suo piccolo, la morte del manufatturiero in italia, quello che nelle parole dei politici ai tG è la spina dorsale dell'Italia e che nella realtà si tollera venga portato avanti schiavizzando persone e mandando a farsi fottere che si impone, pur sependo che soccomberà, di rispettare le regole. Ricoratevi che, veramente, stiamo diventando come Prato.Cerchiamo tutti di far qualcosa, per noi.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    @ Uomo qualunque La sua analisi è un po' brusca nei toni, ma sostanzialmente corretta. Non condivido assolutamente le sue conclusioni però. Mi sembra di sentire l'intellettuale radical chic di turno che, lamentandosi del Cavaliere del Cialis, prorompe nel solito "Mi vergogno di essere italiano" o "Me ne vado a vivere in Francia". Personalmente, penso che bisognerebbe fare una legge per la quale chi vuole può DAVVERO scegliere di perdere la cittadinanza, così da farla finita una volta per tutte con gente che chiagne e fotte. NON è il suo caso, lo so bene, lei non c'entra niente ... ma l'idea di abbandonare la romagna mi fa star male. Se ne devono andare loro, non io. Per il resto, e cercando di non essere sempre lì con le mie idee, credo che il senso di frustrazione avvertito da molti derivi dal fatto che è vero che il problema è complesso, come tutti, ma che un po' di soluzioni semplici, e ca costo zero, sono possibili. Il lavoro nero non è come il cancro, che c'è e ci sarà. Qui le cose basta volerle. Una cosa semplice. Per un mese, due mesi, diamo ordine a tutti i vigili urbani del settore urbanistico di fare contrasto al lavoro nero in azienda. Invece di girare di giorno per cantieri, girano di notte, vedono chi sono gli stabilimenti che operano, prendono in numeri di targhe dei furgoncini che entrano e de escono, chiedono di controllare le bolle di carico e identificano i trasportatori. Passano i primi dati alla Guardia di Finanza e i secondo all'ispettorato. Elevano le contravvenzioni del caso. E che ci vuole ? Quante case abusive credete che si tirino su in un mese a Forlì ? 10 ?20 ? Un prezzo che si può pagare, io penso a fronte di un grande servizio alla collettività. Ma la cosa che mi farebbe più arrabbiare, come cittadino, è che pur potendo l'amministrazione non fa nulla. Scrivo farebbe, perchè a differenza di samigidi io ormai ci ho fatto l'abitudine. Ma come lui continuo a scriverlo, perché in futuro nessuno possa dire che non lo sapeva.

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    @samigidi2 Lei merita tutta la solidarietà ed anche l'aiuto che le istituzioni ed i cittadini onesti dovrebbero a chi, tra mille difficoltà, tenta di creare e mantenere lavoro ed occupazione. Purtroppo viviamo in un territorio dove la politica è del tutto autoreferenziale ed interessata solamente alla gestione dei propri buoni affari ed al mantenimento di un "parco buoi" elettorale composto in massima parte da pensionati, studenti di lotta e di governo, dipendenti di enti pubblici e di strutture collaterali. I problemi degli imprenditori e degli operai, cioè di coloro che lavorano e producono la vera ricchezza del paese non interessano più a nessuno, altrimenti ben altre politiche sarebbero state attivate, localmente ed anche a livello nazionale, per la tutela del lavoro. Sarebbe troppo facile eliminare le concorrenza sleale e riprotare il mercato del lavoro ad una condizione di regolarità, quanti e quali enti ed organi di controllo potrebbero facilmente operare a tale fine, ma occorrerebbe una volontà politica che non esiste, almeno per ora. Purtroppo sarà troppo tardi quando ci si renderà conto di quale danno irreparabile sia già stato provocato. Sempre più provo vergogna nell'essere italiano ed appartenente a questa terra romagnola, un tempo florida e feconda di lavoro, di idee e di tante prospettive per il futuro. Bisogna andarsene via, non resta altro......

  • Avatar anonimo di schietto
    schietto

    Ribadisco: il problema è complesso. Ma come lei sono anche io allergico a chi si scherma dietro la frase "il problema è complesso" per non fare nulla. Non è certo questo quello che mi auguro quando parlo della complessità del problema.

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Mi scusi mi sono accorto che nel mio precedente intervento no ho scritto a quanto vendono quel divano in francia:€ 590, un miracolo di ottimizzazione aziendale, n'est ce pas?

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    No, mi scusi, ma in questo settore ed in questo territorio non è "in minima parte", ci sono aziende a Forlì, e lo ripeto, che con 6 dipendenti ritirano semilavorati per oltre centomila € al mese e vendono un divano in pelle trasportato in Francia compreso il rappresentante.Con i costi di manodopera di una azienda "poco furba" (vedi la mia)non potrebbe costare in nessun modo meno di € 750,anche un prodotto scadente.La verità è che io costo 22/25 all'ora a seconda del fatto che stia lavorando per conto terzi o sui prodotti da me venduti direttamente, loro si fanno pagare € 5/6 all'ora, fine dei giochi.Il problema del mobile imbottito è il problema del manufatturiero in generale, borse, scarpe, abbigliamento ecc. ecc., non è complesso, noi siamo l'Italia e se il prodotto si fregia del marchio Made in Italy deve essere prodotto sul suolo italiano, non con le regole cinesi però! Non può essere possibile che in questo paese chiunque rispetti le regole venga stroncato e quando si tratta di mettere mano alle situazioni che portano a questo ce la si cavi dicendo che il problema è complesso!Ma non mi riferisco a lei, non so chi sia, mi riferisco a tutte le parti in causa: amministrazione, organi di controllo, associazioni di categoria, sindacati; io il mio dovere lo ho fatto e le assicuro che è stato molto "complesso", tanto che con ogni probabilità fallirò! E loro?Per quanto riguarda la mancanza di controlli, non è accettando il fatto che vivremo meglio, o meglio che non fallirò.La ringrazio infine per il suo augurio, farò di tutto per vedere quei tempi migliori. Compreso, come faccio da anni, denuciare questa situazione quotidianamente, nello svolgimento della mia attività come sugli spazi che mi si aprono, a costo di divenire monomaniacale.

  • Avatar anonimo di schietto
    schietto

    @Samigidi2 Spero in ogni caso che non si verifichi quello che teme per il suo lavoro e per la sua attività e le auguro di vedere tempi migliori. Il problema della crisi e della perdita dei posti di lavoro, però, riguardano in misura minima il lavoro nero. Non che non sia un problema, ma il "nero" è un altro problema, semplicemente. In ogni caso il problema del mobile imbottito è complesso e non va ridotto semplicemente a dei capri espiatori che non lo vogliono risolvere. Forse è più semplice vederla così per una persona arrabbiata, ma non è risolutivo se si vuole sradicare il problema. Infine, la mancanza di controlli è un problema di tutta Italia in tutti i settori.

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Lei ha perfettamente ragione, sono monomaniaco e le spiego anche il perchè: nella mia vita penso innanzitutto al mio lavoro ed alla mia famiglia, sto per fallire e non sarà bello tornare a casa e raccontarlo alla mia famiglia! Penso che se lei stesse per perdere il suo lavoro, la sua professione che rappresenta in più qualcosa alla quale lei ha dedicato oltre venti anni di vita probabilmente diventerebbe tanticchia monomaniaco. Questo ancora di più quando il suo perdere il lavoro comportasse, come nel caso di un fallimento, delle conseguenze legali, pur essendosi comportato in maniera ineccepibile, ed ancora di più sapendo che si fallisce non per incapacità (lei la pensi poi come vuole su di me) ma perchè ci si è rifiutati di utilizzare quel sistema che spero la mia monomaniacalità aiuti a diventare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di pubblico dominio. Detto questo, poi mi spiegherà come fa a dire che questo argomento non ha nulla a che fare con l'occupazione: meno ore a nero uguale più occupati, non è difficilissimo. Potrà anche avere ragione quando dice che non è l'unico problema al mondo, ma sul nostro territori è un problema di enorme gravità, che viene costantemente sottaciuto ed insabbiato,è il problema fantasma di un settore fantasma. Ed in più, non ha sentito ultimamente le notizie riguardanti le due agenzie, una a Forlì ed una S. Fiorentino, che facevano da collector per i cinesi reindirizzando i fondi a S. Marino e poi in Cina? PRATO IO STO ARRIVANDO, DIETRO DI ME ARRIVA "SCHIETTO" ma lui non se ne è accorto, ssshhhhhh!!!!!!!

  • Avatar anonimo di schietto
    schietto

    Uffa perché ogni mese ci deve essere un monomaniaco disturbatore tra i commentatori di RO? Il mese scorso era "Passatore", il monomaniaco contro gli extracomunitari (che li infilava anche dove non c'entravano niente), ora c'è Samigidi2, il monomaniaco del "mobile imbottito" (che li infila anche dove non c'erano niente)... Basta girarci attorno: la metà della colpa è dei cinesi, l'altra metà dei committenti italiani che danno loro lavoro sapendo benissimo i loro standard di sfruttamento... Ma non è l'unico problema del mondo... Prato stiamo arrivando, ma speriamo che Samigidi ci arrivi prima così riposiamo un po' le orecchie almeno...

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    " Ma in crisi restano anche alcuni settori del lusso, come la nautica, l'alta moda e il calzaturiero."Caro assessore Merloni, lei lo sa che a Forlì si fanno i salotti? Se pensaste a far chiudere tutti quei laboratori che,citando il pm Di Vizio e non la fata turchina, "rispetto ai laboratori che si attengono alle regole fanno con un terzo dei dipendenti il triplo del lavoro e che risultano essere nella loro totalità a conduzione cinese....." probabilmente recuperereste ben più di quei pidocchiosissimi 736 posti di lavoro, peraltro tutti da verificare per qualità.Ma per voi è già un problema, salvo quando vi fa comodo, ricordarvi che a Forlì si fanno storicamente i divani, vi fa più comodo sciacquarvi la bocca con la nautica, fa più figo e no siete costretti ad ammettere che avete completamente perso il controllo del territorio, che consentite che qui si lavori con le stesse regole che si seguono in Cina, Vietnam e Cambogia! Se foste un pochino più realisti e vicini alla gente, oltre che intellettualmente onesti, vi rendereste conto che qui, intendo dire qui a Forlì, avete un problema più grave e più vicino di quello delle assunzioni a tempo determinato: il lavoro nero, la riduzione in schiavitù e la concorrenza sleale!!! Troppo complicato eh? Me ne sono accorto: E stanotte i cinesi lavorano!!!1 PRATO STIAMO ARRIVANDO!!!!!

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