Forlì-Cesena, calano del 37% i controlli sui bollini delle caldaie

Forlì-Cesena, calano del 37% i controlli sui bollini delle caldaie

Forlì-Cesena, calano del 37% i controlli sui bollini delle caldaie

FORLI' - Nel 2009 i controlli sono stati in forte calo: erano stati 709 nel 2007, cresciuti a 775 nel 2008, ma calati a 486 nel 2009 (-37% rispetto all'anno precedente). In altre parole vengono controllate  appena l'1,42% delle caldaie presenti sul territorio, contro il 2,28% dello scorso anno. Si tratta di medie inferiori alle soglie minime previste per legge: la normativa indica che si dovrebbero controllare almeno il 5% degli impianti in un biennio. Ma tutto questo non sembra incidere sul bilancio di Agess.

 

Infatti, in mezzo a tante società partecipate che mandano a picco, con i loro conti in rosso, i bilanci degli enti locali, l'Agess, l'agenzia provinciale per l'energia e lo sviluppo sostenibile non solo non ha difficoltà a chiudere i conti in positivo, ma anzi paradossalmente è "troppo in attivo", determinando così un'alta tassazione che il Comune di Forlì si vorrebbe evitare volentieri: è la bacchettata che arriva assieme all'approvazione del bilancio definitivo 2009 dell'Agess, l'agenzia conosciuta dai cittadini della provincia di Forlì-Cesena soprattutto perché ad essa sono demandati i controlli sugli impianti di riscaldamento per il bollino verde "calore pulito".

 

L'agenzia, infatti, offre una serie di servizi di consulenza (sull'energia, sulla partecipazione a bandi europei, sulla complicata normativa per le fonti rinnovabili) che hanno fatto schizzare i ricavi a 481 mila euro, a fronte di spese per 368 mila euro. Tolti gli ammortamenti e gli oneri finanziari, la società ha chiuso con un attivo ante-tasse di 108 mila euro, che diventano 66 mila euro netti, tolti cioè i 42 mila euro che sono andati al fisco.

 

Una situazione paradossale: gli enti soci hanno versato tutti assieme, come contributi consortili, 33 mila euro, che tuttavia non hanno fatto altro che alzare gli utili e di conseguenza accrescere l'aliquota della tassazione. In sostanza, gli enti si sarebbero risparmiati 33 mila euro l'Agess una bel "gruzzolo" di tasse. Denaro sfumato per effetto di una rigidità burocratica a cui nessuno, anche nel corso del 2009, ha ritenuto di metterci una pezza.

 

Per questo, l'indicazione che proviene dal Comune di Forlì per il Cda dell'agenzia è di "azzerare i contributi consortili e in futuro vincolarli esclusivamente a risultati d'esercizio negativi". L'Agess è così partecipata: Provincia 29,709%, Comune di Forlì 24,73%, Acer 18,34%, Comune di Cesena 7,54%, Romagna Acque 5,73%, Atr 5,73%, Sogliano Ambiente 5,73%, Cna 1%, Comune di Gambettola 0,5%, Comune di Meldola 0,5%, Comune di Santa Sofia 0,5%.

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