Forlì-Cesena, censimento musei e collezioni naturalistiche al 20esimo Congresso Anms

Forlì-Cesena, censimento musei e collezioni naturalistiche al 20esimo Congresso Anms

FORLI' - La Provincia di Forlì-Cesena sta completando il censimento dei musei naturalistici e delle collezioni presenti nel territorio di Forlì-Cesena, attraverso il quale si avrà una descrizione sia delle raccolte pubbliche sia delle raccolte private. Questa attività sarà oggetto di una specifica comunicazione nel corso del "20° Congresso Anms (Associazione nazionale musei naturalistici), i musei delle scienze e la biodiversità", domani venerdì 19 novembre a Ferrara.

 

Il progetto nasce dalla collaborazione istituzionale tra soggetti pubblici come la Provincia di Forlì-Cesena, il Museo Civico di Ecologia (Comune di Meldola), il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Obiettivo del progetto è documentare lo status delle conoscenze sulla biodiversità locale, avviare attività in rete di promozione e didattica naturalistica da parte dei partner coinvolti, costituire una banca dati e monitorare lo status delle raccolte, con particolare interesse per i reperti riferibili a specie estinte, rare e minacciate.

 

Parallelamente il gruppo di coordinamento, attraverso lo scambio di informazioni tra addetti ai lavori e semplici appassionati (es. collezionisti, ricercatori privati, tirocinanti universitari), ha raccordato lo svolgimento di indagini e monitoraggi di campo sulle specie ritenute a vario modo "interessanti" (sulla base dei parametri sopra citati), ottenendo un continuum di dati tra quelli di tipo museale (a partire dalle informazioni presenti sui singoli reperti come la cartellinatura e la rilettura critica dei cataloghi e degli inventari, allorchè presenti) e i risultati scaturiti dalla ricerca outdoor (attuata principalmente nei siti di Rete Natura 2000).

 

Anche se la fase è del tutto sperimentale, e il progetto è stato avviato in tempi recenti, vi è oggi una maggiore consapevolezza sull'importanza del dialogo che deve avvenire tra gli operatori museali e i naturalisti di campo. Di fatto questo progetto pilota ha permesso di definire con maggior dettaglio non solo gli areali storici ed attuali di alcune specie target (es. Aquila reale, Gufo reale, Gufo di palude, Picchio nero, Gatto selvatico, Lupo), ma di raccogliere preziose informazioni di carattere bio-ecologico utili poi nella gestione del patrimonio floro-faunistico secondo i principi della conservazione attiva degli habitat, degli ecosistemi e delle matrici paesaggistiche.

 

La ricerca sta volgendo alla sua conclusione ed è stata possibile grazie alla collaborazione dei trenta Comuni del territorio, della Società studi naturalistici romagnoli, dell'Associazione ‘Pro museo' di Forlì e, soprattutto, grazie all'impegno di Giancarlo Tedaldi del Museo di Ecologia di Meldola, di Nevio Agostini del Parco nazionale delle foreste casentinesi Monte Falterona e Campigna, di Milena Bonucci Amadori, Laura Sedioli e Stefania Torelli degli Uffici Beni e Attività culturali della Provincia e di Giulia Camporesi, volontaria del Servizio Civile Nazionale.

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