Forlì-Cesena, Cna e Cdo contro la Provincia: "Sbaglia sui permessi del fotovoltaico"

Forlì-Cesena, Cna e Cdo contro la Provincia: "Sbaglia sui permessi del fotovoltaico"

Forlì-Cesena, Cna e Cdo contro la Provincia: "Sbaglia sui permessi del fotovoltaico"

FORLI-CESENA - La Provincia starebbe sbagliando per quanto concerne le competenze in materia di autorizzazione sugli impianti fotovoltaici. Lo sostengono la Compagnia delle Opere e la Cna, che lamentano un'interpretazione errata della Provincia di Forlì-Cesena sulle nuove norme. Quindi l'appello di Cdo e Cna: "Le istanze in corso ritornino subito ai comuni, ciascuno si assuma le sue responsabilità".

 

Dicono in una nota Cdo e Cna: "Le nostre associazioni hanno contestato fin da subito l'interpretazione che la Provincia di Forlì-Cesena e a seguire i Comuni, "costretti" ad uniformarsi al parere dell'Ente competente in materia, hanno dato sul nuovo conto energia del fotovoltaico. Abbiamo immediatamente fatto notare a chi ha la responsabilità politica e tecnica gli errori di merito e di metodo con cui è stata trattata la vicenda, evidenziando anche che a nostra conoscenza questa Provincia è, nei fatti, l'unica Provincia in Italia ad avere intrapreso questa strada e in maniera così restrittiva , a titolo esemplificativo basti osservare come il vicino comune di Ravenna continui a considerarsi ‘competente' al rilascio dei permessi per le istanze in corso".

 

"A ciò si aggiunga anche il fatto, che dal 25 di agosto (data dalla quale la Provincia si è ritenuta, sbagliando, unica competente in materia sulle istanze in corso) risultano comunque rilasciati dalle amministrazioni comunali alcuni permessi, con evidente disparità di trattamento rispetto ai restanti procedimenti ‘trasferiti' in Provincia", continuano le organizzazioni d'impresa.

 

"Abbiamo inoltre argomentato come il trasferimento alla Provincia dei procedimenti autorizzativi già pendenti ed ampiamente istruiti presso i Comuni, avrebbe implicato un irragionevole aggravio procedurale, contrario ad ogni regola di economia procedimentale, oltre a creare serissimi problemi alle imprese e ai privati cittadini. Sono infatti a repentaglio investimenti per oltre un centinaio di milioni di euro e decine di posti di lavoro, con la probabile conseguenza di contenziosi milionari fra amministrazioni locali e imprese che, in assenza di rapide soluzioni, chiederanno i danni per il mancato investimento. Tutti sanno che stiamo parlando dell'unico settore economico che è stato ed è, in questi difficilissimi mesi, in netta controdendenza rispetto a tutti gli altri in termini di crescita, attrazione degli investimenti, sviluppo del mercato del lavoro, creazione di ricchezza.

 

Ed infine: "In ragione della suddetta situazione e constatando una irresponsabile latitanza delle nostre Istituzioni locali, abbiamo ritenuto di intraprendere una forte azione di sensibilizzazione rivolta ai nostri colleghi dirigenti nazionali e ad alcuni Parlamentari. In particolare poi la Compagnia delle Opere ha interessato direttamente e a più riprese il Ministero competente che, nella persona dell'Ing. Guido Bortoni (Capo Dipartimento Energia del Ministero) e per tramite dell'On Vignali, ha poi inviato una comunicazione redatta dello ‘staff legale', che ‘smentiva' l'interpretazione di cui si discute. Tale comunicazione è stata prontamente inoltrata a chi di dovere e ci si è semplicemente sentiti osservare che la comunicazione ‘'non era su carta intestata''

 

"A questo punto la Compagnia delle Opere ha sollecitato, attraverso l'On. Vignali, un'interrogazione parlamentare a risposta scritta, che in data 20 ottobre 2010 ha avuto "risposta ufficiale" dal Ministero, attraverso il Sottosegretario On. Saglia. Tale documento ribadisce che "...tutti i procedimenti in corso alla data del 25 agosto 2010, a prescindere dalla fase in cui si trovano, proseguono sulla base della normativa in vigore al momento del loro avvio".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Ecco, invece di avere tante idee in campo nazionale, se riuscissero almeno ad amministrare i comuni e le province che gli sono rimasti....... E invece no. Credo proprio che sia difficile trovare un'altra regione dove sia così arduo fare impresa per chi non si fregia del titolo di COOP. Abbiamo talmente tante norme, commissioni, Enti... un labirinto nel quale è difficile districarsi con un mare di regole che sono la corda che strozza l'economia.

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