Forlì-Cesena, codice etico contro il lavoro nero: "Trovate situazioni di schiavitù"

Forlì-Cesena, codice etico contro il lavoro nero: "Trovate situazioni di schiavitù"

Forlì-Cesena, codice etico contro il lavoro nero: "Trovate situazioni di schiavitù"

FORLI' - Il termine ‘cinesi' non è chiaramente menzionato, ma il protocollo firmato giovedì pomeriggio alla Prefettura di Forlì-Cesena sulla prevenzione del lavoro nero ha una paternità non  dichiarata: la puntata di Report che portò all'attenzione nazionale la diffusa illegalità nel settore del mobile imbottito. Quello che arriva è uno strumento innovativo: un codice etico siglato da una pluralità di soggetti che cerca di porre un argine al lavoro nero e alla scarsa sicurezza.

 

Si tratta di uno strumento con precisi impegni: si rende corresponsabile il committente, l'appaltatore e il sub-appaltatore in materia di regolarità del lavoro. Le associazioni di categoria, inoltre, svolgeranno azioni preventive nei confronti dei propri associati, arrivando perfino a impegnarsi per l'espulsione delle imprese associate coinvolte nelle violazioni. L'elemento peculiare, spiega il prefetto di Forlì-Cesena Angelo Trovato, è "favorire il possibile inserimento di una apposita  clausola di osservanza del codice nei contratti di fornitura, che preveda la rescissione degli stessi nel caso di violazione delle regole in tema di sicurezza e regolarità del lavoro".

 

Per chi si adegua, d'altra parte, è pronto il marchio "Impresa Etica", che sarà rilasciato dalla Camera di commercio. Insomma, un pacchetto di misure per non lasciare solo alle forze dell'ordine il compito di arginare l'illegalità. Illegalità diffusa, ammette il prefetto: "Nei controlli abbiamo trovato di tutto: macchinari alimentati con cavi attaccati ai lampadari, capannoni dove sono stati creati dei soppalchi con letti, adibiti a dormitorio, per mantenere la continuità diretta tra lavoratore e macchina, l'utilizzo di macchinari tossici". Sintetizza Trovato: "Molto spesso siamo stati vicini allo stato di schiavitù".

 

Numerosi gi soggetti firmatari: la Provincia, i Comuni di Bertinoro, Cesena, Forlì, Gatteo, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone, la Direzione Provinciale del lavoro, l'Inail, l'Inps, la Camera di Commercio, e poi Confindustria Forlì - Cesena, l'Api Forlì - Cesena, Confartigianato, Cna, Ausl di Forlì, Ausl di Cesena e Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

 

Commenta Giovanni Torri, presidente della Confindustria provinciale (molte sue imprese associate hanno utilizzato la manodopera cinese a basso costo negli ultimi anni): "E' un percorso etico che ci chiedono sempre di più all'estero, e per chi ancora non lo fa lo vogliamo accompagnare". E ancora: "Ci prendiamo questa responsabilità, ci vuole coerenza".

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